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Golf
CAMPI DA GOLF/15: GOLF CLUB PUNTA ALA

Sulla costa della Maremma un percorso impegnativo e spettacolare


PUNTA ALA - Da sempre la Toscana è conosciuta per essere una splendida regione. Si arriva in Maremma, e la cosa ha, per certi aspetti, una connotazione ancora maggiore. A sud del golfo di Follonica troviamo Castiglione della Pescaia, e subito si arriva a Punta Ala, un tempo chiamata...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/169: SPETTACOLO E INNOVAZIONE: È GOLFSIXES

A Londra, l'European Tour sperimenta una nuova formula


LONDRA - Al Centurion Club di St. Albands, a Londra, l’evento inaugurale di questo rivoluzionario agone, il “GolfSixes”, che assegna un premio di un milione di euro. Con tale torneo Keith Pelley, il ceo del Tour Europeo, intende rinnovare un po’ gli schemi...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/168: FESTA IN PIAZZA A MARTELLAGO CON IL GOLF

Anche lo sport protagonista nella tradizionale manifestazione nella cittadina veneziana


MARTELLAGO - Martellago è una cittadina dell’entroterra veneziano vocata e particolarmente attenta al settore primario, l’agricoltura. Gli abitanti sono laboriosi, e attaccati alle memorie del passato. Nel 1945, alla fine del disastroso conflitto mondiale, entrò in uso per...continua

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L'amarezza: "Con l'intervento dello Stato paghiamo due volte noi"

"NON SANNO DOVE ANDARE": I SOCI DI VENETO BANCA CONTRO IL MANAGEMENT

Dall'assemblea i timori per il futuro dell'istituto


MONTEBELLUNA - "Cosa sarà di questa banca?". SE lo domandano in molti tra i soci interevnuti all'assemblea di Veneto Banca. Dopo la rabbia delle passate edizioni, all'assise montebellunese si prova a guardare al futuro. Fabio Bello rivolge la questione al management: “I prossimi passi sono tracciati, fusione compresa. Mi sembra di assistere ad una farsa: parlano di ricapitalizzazione, Bce, aggregazione. Ma non rispondono alla domanda primaria: che missione si vuole dare a questa banca?”.
Per il socio di Campolongo Maggiore in provincia di Venezia, infatti, è essenziale efinire prima una strategia chiara. Proprio quelo che, a suo dire, manca attualmente ai vertici dell'istituto: Questo essenziale quesito preliminare, secondo il socio, continua ad essere eluso dal management: “Prima ancora di analizzare ogni riga del bilancio, un imprenditore deve sapere cosa vendere, a chi vendere, a che prezzo. Qui manca una visione chiara Una banca tradizionale non ha più posto sul mercato. E' come pensare di fare una nuova Alitalia e rubare passeggeri a Lufthansa. Devono recuperare i vecchi clienti, ma non spiegano come intendo farlo. La stessa decisione della Bce, tanto atteso, è di tipo formale, la vera questione è cosa fare dopo. Senza chiarire questi aspetti la banca non ha futuro: tra otto mesi saremo allo stesso punto di adesso, il capitale finisce e si dovrà fare un nuovo aumento. Non serve un master alla Bocconi”.
Per Gianni Gallo, storico imprenditore di Montebelluna e socio da sessant'anni, questa sarà l'ultima assemblea di Veneto Banca: “Semplicemente perchè dalla
prossima Veneto Banca non esisterà più”. “La fusione non è né un bene né un male - dice -. In Italia adesso ci sono mille istituti, dovranno rimanerne cento”. Anche Gallo non è troppo convito dell'azione dell'attuale dirigenza: “In tutti i settori a contare più di tutto sono gli uomini. Qui sono tutti da Milano, non c'è un veneto. “Non è vero che dobbiamo fare concorrenza ai grandi gruppi, bisogna guardare alle banche locali. Non dico certo di diventare una bcc, ma occcorre ripensare al locale, essere una banca di territorio".
Molti soci esternano l'amarezza per la situazione: "“Siamo di fronte ad una doppia perdita – ammette Maria Teresa Roda -, perchè ora metterà i soldi lo Stato, cioè noi, in una banca fallita, ma che non possiamo permetterci di far fallire”.

Si chiede più trasparenza sui conti, ad esempio delle controllate dell'Est Europa, e si insiste su una migliore dgestione dei crediti deteriorati per poter recuperare risorse da destinare ai soci azzerati.
E non manca chi chiama in causa i "controllori": "BpV ha mandato via gli amministratori e i revisori – sottolinea Riccardo Rocca -. Qui pare che l'unico cattivo sia Consoli. La Pwc (la società di revisione, ndr) l'anno scorso ha guadagnato sei milioni di euro, lo stipendio di cento dipendenti. Io avrei preferito tenere cento dipendenti e risparmiare i soldi della Pwc"