Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Maggiori informazioni
Golf
CAMPI DA GOLF/15: GOLF CLUB PUNTA ALA

Sulla costa della Maremma un percorso impegnativo e spettacolare


PUNTA ALA - Da sempre la Toscana è conosciuta per essere una splendida regione. Si arriva in Maremma, e la cosa ha, per certi aspetti, una connotazione ancora maggiore. A sud del golfo di Follonica troviamo Castiglione della Pescaia, e subito si arriva a Punta Ala, un tempo chiamata...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/169: SPETTACOLO E INNOVAZIONE: È GOLFSIXES

A Londra, l'European Tour sperimenta una nuova formula


LONDRA - Al Centurion Club di St. Albands, a Londra, l’evento inaugurale di questo rivoluzionario agone, il “GolfSixes”, che assegna un premio di un milione di euro. Con tale torneo Keith Pelley, il ceo del Tour Europeo, intende rinnovare un po’ gli schemi...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/168: FESTA IN PIAZZA A MARTELLAGO CON IL GOLF

Anche lo sport protagonista nella tradizionale manifestazione nella cittadina veneziana


MARTELLAGO - Martellago è una cittadina dell’entroterra veneziano vocata e particolarmente attenta al settore primario, l’agricoltura. Gli abitanti sono laboriosi, e attaccati alle memorie del passato. Nel 1945, alla fine del disastroso conflitto mondiale, entrò in uso per...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Il "sogno" dell'imprenditore Damaso Zanardo

L'EX PAGNOSSIN PRONTA A RINASCERE CON "OPEN DREAM"

Nell'area dismessa, eccellenze del territorio, ricettività e arte


TREVISO - L'area ex Pagnossin di Treviso, dopo anni di abbandono e degrado, sta tornando ad assumere un ruolo centrale a Treviso e nella storia imprenditoriale del territorio. L'area, acquistata nel 2015 dalla holding dell'imprenditore veneto Damaso Zanardo, è oggi oggetto di un impegnativo progetto a cui è stato dato il nome Open Dream, per il quale Zanardo ha coinvolto l'Università Iuav di Venezia come coordinatore del progetto.

Sulla base di questa idea, il team che si è messo al lavoro, composto da architetti, designer, curatori d'arte, pianificatori, selezionati dall'Università Iuav di Venezia e affiancati dai professionisti incaricati da Zanardo, sperimenta nella pratica, e anticipa, le azioni di scambio e collaborazione tra Territorio, Università e Impresa fortemente in linea anche con il piano Industry 4.0.

100 mila metri quadrati, di cui 42 mila di edifici storici: sono questi alcuni dei numeri dell'area industriale dell'ex-Pagnossin, un tempo luogo simbolo della ceramica Made in Italy.
Ed è in quest'area che sta nascendo Open Dream: un progetto di riqualificazione di un'area di archeologia industriale che ha, tra le altre, la peculiarità di essere realizzato grazie ad una partnership pubblico - privato con l'ambizione di creare benessere e sviluppo per il territorio.

Il progetto, congiuntamente all’accordo tra la Zanardo e l’Università IUAV di Venezia, è stato presentato in una conferenza stampa e con una visita ai luoghi dell'Open Dream (area ex Pagnossin, Via Noalese, 94 Treviso) a cui hanno partecipato tra gli altri il Sindaco di Treviso Giovanni Manildo, il Presidente della Camera di Commercio di Treviso e Belluno Mario Pozza, il presidente di Unindustria Treviso Maria Cristina Piovesana, il rettore dell'Università Iuav di Venezia Alberto Ferlenga e l'imprenditore Damaso Zanardo.

"Si tratta- ha dichiarato il rettore dell'Università Iuav di Venezia Alberto Ferlenga- di un vero e proprio progetto di rigenerazione urbana al quale i giovani ricercatori Iuav, lavorando a stretto contatto con Zanardo, stanno dando sostanza progettuale. L'idea è dar vita ad un area che risponda alle primarie esigenze della Persona: ravvivando i 5 Sensi.
L'ambizione è di creare una cittadella nella quale si incontrino food & beverage, ricettività ed eventi con arte e design, dando grande attenzione alle produzioni locali a partire dalla bioagricoltura”.

Damaso Zanardo ha sottolineato che “Open Dream ha l'ambizione di far diventare questo straordinario patrimonio come l’ex Pagnossin, grazie anche al suo forte legame con il territorio, un luogo catalizzatore di imprese, università, centri di ricerche e di cultura. Un luogo facilmente raggiungibile perché fortemente connesso a livello internazionale grazie alla vicinanza all'aeroporto e che ha un connotato green dato dal collegamento con la ciclabile Treviso Ostiglia”.

"Ringrazio davvero Damaso Zanardo - ha dichiarato il sindaco di Treviso Giovanni Manildo- per la lungimiranza con la quale sta gestendo il futuro di quest'area di rilevanza enorme per la storia industriale del nostro territorio. Un luogo che per anni ha esportato il nome di Treviso nel mondo. Oggi l'ex Pagnossin rappresenta ancora uno snodo fondamentale e sicuramente importante alle porte della città. Ritengo poi ottima la progettazione in sinergia con l'Università: è grazie al sapere, allo studio approfondito dei luoghi e dei contesti in cui si trovano che è possibile gestire al meglio anche le ricadute e i cambiamenti che le novità portano con loro.

"Una bella azione di marketing territoriale - ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio di Treviso e Belluno Mario Pozza - da parte di Zanardo, a cui va riconosciuto il merito d'aver saputo realizzare e concretizzare l'idea ispiratrice che porta valore aggiunto al contesto socio- economico del territorio. Questo recupero è un esempio di come un territorio possa ridisegnare i propri profili e creare nuovi motivi di attrazione."

“Ci complimentiamo con il Gruppo Zanardo - ha ribadito la presidente di Unindustria Treviso, Maria Cristina Piovesana- per questa importante iniziativa che, insieme allo Iuav, individua nuove idee e progetti per quest’area industriale alle porte di Treviso che è stata a lungo abbandonata. E’ un investimento di pensiero lungimirante, che unisce la responsabilità sociale per lo sviluppo del territorio alla creazione di nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali. Questo progetto rappresenta un passaggio importante anche per l’iniziativa di Unindustria Treviso volta a portare, nelle imprese come nelle Amministrazioni Comunali, una nuova cultura di utilizzo del territorio e per il recupero delle aree e molte strutture, capannoni e altro, che per effetto della crisi ma anche nuove esigenze produttive risultato dismesse. Prenderà l’avvio un progetto associativo pluriennale, con il coinvolgimento dei maggiori stakeholder locali, per capire le trasformazioni e analizzare le nuove domande di spazi produttivi per ridurre il consumo di suolo, recuperare importanti asset reali e promuovere l’insediamento di nuove attività”.