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Golf
PILLOLE DI GOLF/173: U.S. OPEN TRA SORPRESE E MONTEPREMI RECORD

Vince Brooks Koepka, dopo un'ecatombe di big


ERIN (USA) - È partito il 15 giugno dal Wisconsin, il secondo major della stagione, il più importante, l’US Open. Si è giocato sul tracciato dell’“Erin Hills”, un campo straordinario, e un ricchissimo montepremi, 12 milioni di dollari, il più alto...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/172: RENATO PARATORE NUOVA STELLA DEL GOLF ITALIANO

Il ventenne coglie il successo al Nordea Masters.


BARSEBACK - Una nuova stella si è affacciata sul firmamento del Golf italiano. Si chiama Renato Paratore; è romano, ventenne, ma ha ormai testimoniato grande talento, e un’incredibile maturità. Incisivo e determinato come un vero Campione, ha colto il successo di questa...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/171: IL TORNEO AIGG ARRIVA IN VENETO

Settima e ottava tappa a Ca' della Nave e al Montecchia


MARTELLAGO/SELVAZZANO DENTRO - Dopo i Campi romani, dopo la Felsinea, dopo la Toscana, toccava al Veneto ospitare, l’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti, nel suo tour nazionale. Lo ha fatto accogliendo nei suoi bei Campi i giornalisti, all’avvio nel “girone di...continua

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Lo storico e divulgatore ospite degli alpini a Treviso

"GLI UFFICIALI A CAPORETTO, SPECCHIO DI UN'ITALIA MOLTO SIMILE AD OGGI"

Applaudita conferenza di Alessandro Barbero sulla Grande guerra


TREVISO - Ha riscosso apprezzamenti e applausi dai trevigiani parlando della disfatta di Caporetto e degli ufficiali italiani coinvolti, non solo dunque i grandi generali che appaiono sui libri di storia. Alessandro Barbero, 57 anni,, storico e divulgatore scientifico sugli schermi della Rai, è stato invitato nel capoluogo della Marca dal gruppo Alpini per Treviso nell’ambito di un ciclo di incontri dedicati alla grande guerra: ne ha parlato in auditorium di Fondazione Cassamarca, piazza delle Istituzioni.
Con il suo stile inconfondibile, particolareggiato e affabulatore, ma nel contempo comprensibile a tutti Barbero ha offerto spunti di riflessioni citando non solo il noto Cadorna, il “Capo” come lo chiamavano tutti, ma anche il vulcanico Luigi Capello comandante della Seconda Armata e Pietro Badoglio, all'epoca comandante di un Corpo d'armata, tra i maggiori indiziati di aver contribuito alla disfatta (anche se l'accusa non gli impedì una folgorante carriera), fino ai giovanissimi aspiranti arrivati in trincea senza alcuna esperienza bellica. Secondo Barbero non è importante cercare “di chi è la colpa”, ma capire cosa sia successo: al di là degli errori tattici e strategici, il professore dell'università del Piemonte Orientale ha evidenziato, tra i fattori cruciali, la reciproca e vicendevole sfiducia tra ufficiali inferiori e sottoufficiali, da un lato, e gli alti gradi, dall'altro. Ed ha ribadito come la "la vicenda degli ufficiali a Caporetto è lo specchio di un’Italia che appare ancora molto simile a quella di oggi, nei pregi e soprattutto nei difetti”. Una pagina di storia, dunque, che può ancora insegnare ancora molto, soprattutto se affrontata senza trionfalismi. Anche se lo stesso Barbero, che sta completando un libro sull'argomento, in pubblicazione proprio il 24 ottobre, centesimo anniversario della battaglia, ha riconosciuto come tra le versioni contrastanti e le memorie spesso del tutto divergenti degli stessi protagonisti sia davvero complesso ricavare un'interpretazione univoca e definitiva.
Il prossimo (e ultimo) appuntamento del ciclo, è previsto il 14 giugno, alle 19 nel Museo di Stana Caterina: l’architetto Massimo Rossi parlerà de “Il confine geografico naturale” ovvero dell’utilizzo di alcuni elementi del paesaggio come linee lungo le quali far passare una divisione, tema dominante per il giovane Regno d’italia nel preludio della Grande Guerra. Le conseguenze di possono riscontrare ancora oggi.