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Golf
PILLOLE DI GOLF/277: A PADOVA IL GOLF GIOVANILE INTERNAZIONALE

L'U.S. Kids Venice Open ospitato tra Galzignano, Montecchia e Frassenelle


PADOVA - È ancora una volta a Padova l’International U.S. Kids Venice Open, affollata da centinaia di atleti, provenienti da ogni parte del mondo. L’U.S. Kids è istituzione americana con 27 circoli affiliati in Italia, che ha il fine di aprire il Golf ai più...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/276: LA CALMA DI PATRICK REED È VINCENTE AL NORTHERN TRUST

Lo statunitense bissa il successo del 2016 nel primo torneo della FedEx Cup


NEW JERSEY (USA) - È questa la prima delle tre gare valide per la FedEx Cup, inserita nel corso della stagione PGA Tour: tre tornei a eliminazione, giocati nel mese di agosto, che portano all’assegnazione di una grossa somma di denaro: 15 milioni di dollari del Jackpot al vincitore di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/275: LA FAVOLA DI "CENERENTOLA" SHIBUNO DIVENTA REALTÀ

La giapponese regina del British Open femminile


LITTE BRICKHILL (GBR) - È tempo di dare visibilità al Golf femminile, a “quell’altra metà del cielo”, che rende più brioso il Campo da Golf. L’organizzatore del torneo, il Royal & Ancient Golf Club di St. Andrews, la massima autorità...continua

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Lo storico e divulgatore ospite degli alpini a Treviso

"GLI UFFICIALI A CAPORETTO, SPECCHIO DI UN'ITALIA MOLTO SIMILE AD OGGI"

Applaudita conferenza di Alessandro Barbero sulla Grande guerra


TREVISO - Ha riscosso apprezzamenti e applausi dai trevigiani parlando della disfatta di Caporetto e degli ufficiali italiani coinvolti, non solo dunque i grandi generali che appaiono sui libri di storia. Alessandro Barbero, 57 anni,, storico e divulgatore scientifico sugli schermi della Rai, è stato invitato nel capoluogo della Marca dal gruppo Alpini per Treviso nell’ambito di un ciclo di incontri dedicati alla grande guerra: ne ha parlato in auditorium di Fondazione Cassamarca, piazza delle Istituzioni.
Con il suo stile inconfondibile, particolareggiato e affabulatore, ma nel contempo comprensibile a tutti Barbero ha offerto spunti di riflessioni citando non solo il noto Cadorna, il “Capo” come lo chiamavano tutti, ma anche il vulcanico Luigi Capello comandante della Seconda Armata e Pietro Badoglio, all'epoca comandante di un Corpo d'armata, tra i maggiori indiziati di aver contribuito alla disfatta (anche se l'accusa non gli impedì una folgorante carriera), fino ai giovanissimi aspiranti arrivati in trincea senza alcuna esperienza bellica. Secondo Barbero non è importante cercare “di chi è la colpa”, ma capire cosa sia successo: al di là degli errori tattici e strategici, il professore dell'università del Piemonte Orientale ha evidenziato, tra i fattori cruciali, la reciproca e vicendevole sfiducia tra ufficiali inferiori e sottoufficiali, da un lato, e gli alti gradi, dall'altro. Ed ha ribadito come la "la vicenda degli ufficiali a Caporetto è lo specchio di un’Italia che appare ancora molto simile a quella di oggi, nei pregi e soprattutto nei difetti”. Una pagina di storia, dunque, che può ancora insegnare ancora molto, soprattutto se affrontata senza trionfalismi. Anche se lo stesso Barbero, che sta completando un libro sull'argomento, in pubblicazione proprio il 24 ottobre, centesimo anniversario della battaglia, ha riconosciuto come tra le versioni contrastanti e le memorie spesso del tutto divergenti degli stessi protagonisti sia davvero complesso ricavare un'interpretazione univoca e definitiva.
Il prossimo (e ultimo) appuntamento del ciclo, è previsto il 14 giugno, alle 19 nel Museo di Stana Caterina: l’architetto Massimo Rossi parlerà de “Il confine geografico naturale” ovvero dell’utilizzo di alcuni elementi del paesaggio come linee lungo le quali far passare una divisione, tema dominante per il giovane Regno d’italia nel preludio della Grande Guerra. Le conseguenze di possono riscontrare ancora oggi.