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Golf
PILLOLE DI GOLF/325: NUOVI TALENTI AZZURRI IN LUCE AL CAMPIONATO NAZIONALE OPEN

Brindano il pro Giulio Castagnara e la dilettante Caterina Don


SUTRI (VT) - Nell’ambito del Progetto Ryder Cup, l’Italian Pro Tour mette in azione i protagonisti del golf, in un circuito di gare che coinvolge tutta la nazione da nord a sud.La più longeva gara italiana, a cui negli ultimi due giorni si attacca la relativa sezione femminile,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/324: RENATO PARATORE TRIONFA AL BRITISH MASTERS

Successo azzurro al primo dei tornei britannici dell'Eurotour


NEWCASTLE-UPON- TYNE (GB) - L’European Tour riprende il suo circuito con il Betfred British Masters, primo della serie dei sei tornei denominati “UK Swing”, programmati in Inghilterra e in Galles. I sei tornei, tutti a porte chiuse, terranno impegnati i migliori golfisti europei,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/323: IL FRANCESE STALTER VINCE L'EURAM BANK OPEN

Ancora in Austria il secondo torneo di Eurotour e Challenge


RAMSAU (AUSTRIA) - Ecco il secondo dei tornei organizzati in sintonia da European Tour e Challenge Tour, che hanno ripreso l’attività dopo quattro mesi di sospensione per l’emergenza coronavirus. L’Euram Bank segue dopo una settimana l’Austrian Open, oggetto...continua

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Arman: "Risparmiatori sempre esclusi, nessuna risposta alle nostre proposte"

"IL PROBLEMA NON È BRUXELLES, MA CHI STA SPOLPANDO LE BANCHE VENETE"

La preoccupazione dei rappresentanti dei piccoli soci


TREVISO - Altro che Europa, il vero problema, per Veneto Banca e Popolare di Vicenza, è all'interno delle banche stesse. Ne sono convinti i rappresentanti delle associazioni dei piccoli azionisti. “A giugno la crisi della due banche compirà 24 mesi - rimarca Andrea Arman, esponente del Coordinamento“Don Torta” - : è un comportamento quantomeno strano. Ma non lo è più se guardiamo a cosa è successo in questi 24 mesi: coloro che si sono impossessati delle banche, di fatto, le hanno spolpate fino all'ultima risorsa e adesso dicono che i cattivi sono a Bruxelles, perchè pretendo questo e quello. A Bruxelles, però, probabilmente fanno una riflessione di questo tipo: se in 24 mesi non siete stati capaci di presentare un piano riorganizzativo credibile, com'è possibile salvare ora le banche nelle condizioni in cui si trovano? Mi pare una domanda pertinente".
Arman sottolinea come i piccoli azionisti e i loro rappresentanti non siano mai stati coinvolti nelle strategie per il salvataggio delle banche e non sia stato instaurato un vero dialogo con loro da parte dei vertici degli istituti: "L'unica strada per salvare le due banche e i nostri risparmi è coinvolgere i risparmiatori nella gestione, ma siamo stati tenuti fuori", attacca. Il Coordinamento ha avanzato vari progetti, con il contributo di economisti di rilevanza internazionale: "Anche la settimana scorsa abbiamo presentato una proposta di autofinanziamento da parte dei risparmiatori, con un intervento di garanzia statale, dunque non soggetto ai vincoli sugli aiuti di Stato: non abbiamo ricevuto alcuna risposta". Il motivo, per l'avvocato di Valdobbiadene, è chiaro: "Il disegno non è finalizzato a salvare le banche, ma a massimizzare il risultato per chi le ha acquisite. Non pensiamo che il Fondo Atlante ci abbia rimesso in questa operazione, ora si vuole portar via le ultime risorse".
Per Francesco Celotto, dell'Associazione Soci Banche Popolari, i veri nodi sono i crediti deteriorati, inseriti a bilancio con una valutazione ancora troppo elevata rispetto ai valori di mercato, e, sopratttutto, il personale "che è più del doppio delle reali esigenze". Senza affrontare queste questioni, la situazione non potrà trovare soluzione. Anzi, ribadisce, si rischia di dar vita "ad un'Alitalia bancaria". "Le due banche hanno bruciato finora 8-9 miliardi di euro, i costi si mangiano i ricavi e continuano a perdere - argomenta -. Lo Stato stesso non può continuare a mettere risorse a fondo perduto: sono soldi anche degli altri contribuenti. O si fa un piano di ristrutturazione drastico, lacrime e sangue, e lo si fa subito, vendendo tutto quanto è fuori del Veneto e rimanendo con una banca piccola, a servizio di un segmento di clientela alta. Oppure meglio chiudere. Non ci sono altre soluzioni. Fare l'Alitalia bancaria non ha senso”.