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Golf
PILLOLE DI GOLF/252: ISPS HANDA VIC OPER, IL PRINCIPALE TORNEO D'AUSTRALIA

Lo scozzese Law e la francese Boutier beffano i favoriti di casa


GEELONG (AUSTRALIA) - È questo il principale avvenimento golfistico in Australia, in cui, a partecipare sullo stesso campo, il “13th Beach Golf Club”, sono 156 uomini e altrettante donne, seppure, queste ultime con distanze di poco ridotte. Sono 6.214 metri per i maschi, e 6mila...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/251: LE STELLE DELL'EUROPEAN TOUR PER LA PRIMA VOLTA IN ARABIA

Dopo le polemiche sui diritti umani, Dustin Johnson vince il Saudi International


GEDDA - Una sfida ad altissimo livello, con quattro dei primi cinque giocatori della classifica mondiale: l’inglese Justin Rose, numero uno vincitore la scorsa settimana del Farmers Open, gli statunitensi Brooks Koepka numero due, Dustin Johnson, numero tre, e Bryson DeChambeau numero cinque,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/250: DECHAMBEAU RE DEL DESERT CLASSIC

Matteo Manassero invitato al Saudi International


DUBAI - Compiuto l’Abu Dhabi Championship la scorsa settimana, l’European Tour rimane negli Emirati Arabi Uniti. Si disputa ora il Dubai Desert Classic, sul percorso par settantadue dell’Emirates Golf Club. Alla celebrazione dei trent’anni, partecipano Edoardo Molinari,...continua

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Arman: "Risparmiatori sempre esclusi, nessuna risposta alle nostre proposte"

"IL PROBLEMA NON È BRUXELLES, MA CHI STA SPOLPANDO LE BANCHE VENETE"

La preoccupazione dei rappresentanti dei piccoli soci


TREVISO - Altro che Europa, il vero problema, per Veneto Banca e Popolare di Vicenza, è all'interno delle banche stesse. Ne sono convinti i rappresentanti delle associazioni dei piccoli azionisti. “A giugno la crisi della due banche compirà 24 mesi - rimarca Andrea Arman, esponente del Coordinamento“Don Torta” - : è un comportamento quantomeno strano. Ma non lo è più se guardiamo a cosa è successo in questi 24 mesi: coloro che si sono impossessati delle banche, di fatto, le hanno spolpate fino all'ultima risorsa e adesso dicono che i cattivi sono a Bruxelles, perchè pretendo questo e quello. A Bruxelles, però, probabilmente fanno una riflessione di questo tipo: se in 24 mesi non siete stati capaci di presentare un piano riorganizzativo credibile, com'è possibile salvare ora le banche nelle condizioni in cui si trovano? Mi pare una domanda pertinente".
Arman sottolinea come i piccoli azionisti e i loro rappresentanti non siano mai stati coinvolti nelle strategie per il salvataggio delle banche e non sia stato instaurato un vero dialogo con loro da parte dei vertici degli istituti: "L'unica strada per salvare le due banche e i nostri risparmi è coinvolgere i risparmiatori nella gestione, ma siamo stati tenuti fuori", attacca. Il Coordinamento ha avanzato vari progetti, con il contributo di economisti di rilevanza internazionale: "Anche la settimana scorsa abbiamo presentato una proposta di autofinanziamento da parte dei risparmiatori, con un intervento di garanzia statale, dunque non soggetto ai vincoli sugli aiuti di Stato: non abbiamo ricevuto alcuna risposta". Il motivo, per l'avvocato di Valdobbiadene, è chiaro: "Il disegno non è finalizzato a salvare le banche, ma a massimizzare il risultato per chi le ha acquisite. Non pensiamo che il Fondo Atlante ci abbia rimesso in questa operazione, ora si vuole portar via le ultime risorse".
Per Francesco Celotto, dell'Associazione Soci Banche Popolari, i veri nodi sono i crediti deteriorati, inseriti a bilancio con una valutazione ancora troppo elevata rispetto ai valori di mercato, e, sopratttutto, il personale "che è più del doppio delle reali esigenze". Senza affrontare queste questioni, la situazione non potrà trovare soluzione. Anzi, ribadisce, si rischia di dar vita "ad un'Alitalia bancaria". "Le due banche hanno bruciato finora 8-9 miliardi di euro, i costi si mangiano i ricavi e continuano a perdere - argomenta -. Lo Stato stesso non può continuare a mettere risorse a fondo perduto: sono soldi anche degli altri contribuenti. O si fa un piano di ristrutturazione drastico, lacrime e sangue, e lo si fa subito, vendendo tutto quanto è fuori del Veneto e rimanendo con una banca piccola, a servizio di un segmento di clientela alta. Oppure meglio chiudere. Non ci sono altre soluzioni. Fare l'Alitalia bancaria non ha senso”.