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Golf
PILLOLE DI GOLF/211: PATRICK REED INDOSSA LA GIACCA VERDE

Lo statunitense vince l'82░ Masters di Augusta


TREVISO - È l’edizione ottantadue del Masters, che data 1930; uno dei quattro maggiori campionati del Golf. Si tiene all'Augusta National, in Georgia, il Paradiso del Golf. Un Campo molto particolare, bello e difficile, massimamente rappresentato da” Amen Corner”, il tratto...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/210: A CA' DELLA NAVE BUON COMPLEANNO MAL

Gara (e festa) con protagonista il cantante dei Primitives


MARTELLAGO - A festeggiare la sua data di nascita avvenuta da qualche giorno, Mal (al secolo Paul Bradley Couling), il 28 marzo ha sponsorizzato una gara di Golf a Cà della Nave. Voleva festeggiare il suo compleanno in un Campo da Golf. La scelta del 28, a Cà della Nave, è...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/209: AL VIA IL CHALLENGE 2018 DELL'AIGG

A Roma debutta la stagione dei giornalisti golfisti


ROMA - Il debutto del challenge AIGG ha ormai una sede consolidata: la prima gara dell’anno si gioca al Marco Simone Golf and Country Club, a Guidonia, nell’ospitalità raffinata di Lavinia Biagiotti Cigna. Lavinia è la deliziosa figlia di Laura Biagiotti, la grande donna...continua

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Arman: "Risparmiatori sempre esclusi, nessuna risposta alle nostre proposte"

"IL PROBLEMA NON ╚ BRUXELLES, MA CHI STA SPOLPANDO LE BANCHE VENETE"

La preoccupazione dei rappresentanti dei piccoli soci


TREVISO - Altro che Europa, il vero problema, per Veneto Banca e Popolare di Vicenza, è all'interno delle banche stesse. Ne sono convinti i rappresentanti delle associazioni dei piccoli azionisti. “A giugno la crisi della due banche compirà 24 mesi - rimarca Andrea Arman, esponente del Coordinamento“Don Torta” - : è un comportamento quantomeno strano. Ma non lo è più se guardiamo a cosa è successo in questi 24 mesi: coloro che si sono impossessati delle banche, di fatto, le hanno spolpate fino all'ultima risorsa e adesso dicono che i cattivi sono a Bruxelles, perchè pretendo questo e quello. A Bruxelles, però, probabilmente fanno una riflessione di questo tipo: se in 24 mesi non siete stati capaci di presentare un piano riorganizzativo credibile, com'è possibile salvare ora le banche nelle condizioni in cui si trovano? Mi pare una domanda pertinente".
Arman sottolinea come i piccoli azionisti e i loro rappresentanti non siano mai stati coinvolti nelle strategie per il salvataggio delle banche e non sia stato instaurato un vero dialogo con loro da parte dei vertici degli istituti: "L'unica strada per salvare le due banche e i nostri risparmi è coinvolgere i risparmiatori nella gestione, ma siamo stati tenuti fuori", attacca. Il Coordinamento ha avanzato vari progetti, con il contributo di economisti di rilevanza internazionale: "Anche la settimana scorsa abbiamo presentato una proposta di autofinanziamento da parte dei risparmiatori, con un intervento di garanzia statale, dunque non soggetto ai vincoli sugli aiuti di Stato: non abbiamo ricevuto alcuna risposta". Il motivo, per l'avvocato di Valdobbiadene, è chiaro: "Il disegno non è finalizzato a salvare le banche, ma a massimizzare il risultato per chi le ha acquisite. Non pensiamo che il Fondo Atlante ci abbia rimesso in questa operazione, ora si vuole portar via le ultime risorse".
Per Francesco Celotto, dell'Associazione Soci Banche Popolari, i veri nodi sono i crediti deteriorati, inseriti a bilancio con una valutazione ancora troppo elevata rispetto ai valori di mercato, e, sopratttutto, il personale "che è più del doppio delle reali esigenze". Senza affrontare queste questioni, la situazione non potrà trovare soluzione. Anzi, ribadisce, si rischia di dar vita "ad un'Alitalia bancaria". "Le due banche hanno bruciato finora 8-9 miliardi di euro, i costi si mangiano i ricavi e continuano a perdere - argomenta -. Lo Stato stesso non può continuare a mettere risorse a fondo perduto: sono soldi anche degli altri contribuenti. O si fa un piano di ristrutturazione drastico, lacrime e sangue, e lo si fa subito, vendendo tutto quanto è fuori del Veneto e rimanendo con una banca piccola, a servizio di un segmento di clientela alta. Oppure meglio chiudere. Non ci sono altre soluzioni. Fare l'Alitalia bancaria non ha senso”.