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Golf
PILLOLE DI GOLF/325: NUOVI TALENTI AZZURRI IN LUCE AL CAMPIONATO NAZIONALE OPEN

Brindano il pro Giulio Castagnara e la dilettante Caterina Don


SUTRI (VT) - Nell’ambito del Progetto Ryder Cup, l’Italian Pro Tour mette in azione i protagonisti del golf, in un circuito di gare che coinvolge tutta la nazione da nord a sud.La più longeva gara italiana, a cui negli ultimi due giorni si attacca la relativa sezione femminile,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/324: RENATO PARATORE TRIONFA AL BRITISH MASTERS

Successo azzurro al primo dei tornei britannici dell'Eurotour


NEWCASTLE-UPON- TYNE (GB) - L’European Tour riprende il suo circuito con il Betfred British Masters, primo della serie dei sei tornei denominati “UK Swing”, programmati in Inghilterra e in Galles. I sei tornei, tutti a porte chiuse, terranno impegnati i migliori golfisti europei,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/323: IL FRANCESE STALTER VINCE L'EURAM BANK OPEN

Ancora in Austria il secondo torneo di Eurotour e Challenge


RAMSAU (AUSTRIA) - Ecco il secondo dei tornei organizzati in sintonia da European Tour e Challenge Tour, che hanno ripreso l’attività dopo quattro mesi di sospensione per l’emergenza coronavirus. L’Euram Bank segue dopo una settimana l’Austrian Open, oggetto...continua

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Operazione dei Carabinieri di Venezia, Verona e Treviso

SEQUESTRO DI REPERTI ARCHEOLOGICI, UN TREVIGIANO DENUNCIATO

In totale ci sono quattro denunciati


TREVISO - I Comandi provinciali interessati, coordinati dalle Procure di Venezia, Verona e Treviso, nell’ambito del contrasto al traffico illecito di reperti archeologici, hanno sequestrato 32 reperti archeologici originali e 12 falsi che venivano posti in vendita come autentici. L’indagine ha avuto inizio con un primo sequestro eseguito in un noto albergo di Verona dove una persona stava per vendere 12 reperti archeologici, scoperti poi essere falsi ma posti in vendita come autentici. Successivamente venivano localizzate altre due persone, una di Vittorio Veneto trovata in possesso di reperti archeologici originali risalenti al IV/o secolo A.C. e provenienti da scavi clandestini nella provincia di Catania ed una di Venezia che stava ponendo in vendita alcuni reperti di produzione Apula risalenti al III/o secolo A.C. Le quattro persone sono state denunciate per i reati di ricettazione, contraffazione ed impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. Il valore dei beni originali è di circa 600 mila euro, ed il valore stimato delle opere false, qualora commercializzati come autentici è di circa 350 mila euro.