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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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Il gruppo austriaco potrebbe chiudere lo stabilimento di San Biagio

LISEC ITALIA VERSO LA LIQUIDAZIONE, A RISCHIO 34 POSTI DI LAVORO

La denuncia della Fiom: "Non si cercano percorsi alternativi"


SAN BIAGIO DI CALLALTA - Per la Lisec Italia Srl di San Biagio di Callalta si prospetta le liquidazione. Giorni cruciali per il destino dei 34 dipendenti di una realtà che fino a qualche anno fa era unico punto di riferimento in Italia e leader del settore della produzione di macchine per la lavorazione del vetro piano. Ma il sindacato non ci sta “le decisioni prese dall’azienda madre, la Malpa con sede nel Liechtenstein, non tengono minimamente conto della responsabilità sociale dell’impresa e, senza se e senza ma, puntano dritto a lasciare a casa i lavoratori, impoverendo così il nostro territorio di un polo produttivo di alta professionalità”.
La denuncia arriva da Manuel Moretto della Fiom Cgil di Treviso preoccupato per le sorti dei dipendenti dell’azienda trevigiana. “Sono operai specializzati in linee di stratificazione del vetro - precisa Moretto - che entro la fine di luglio potrebbero trovarsi a casa. Una situazione che si è venuta a creare in pochissimi anni, si contavano 56 dipendenti solo nel 2016, dovuta al calo della produzione ma - sottolinea il sindacalista - anche dalla mancata volontà dei vertici stranieri di investire sull’attività. Una lenta dismissione anche dalla responsabilità sociale in capo all’azienda che ora, precludendo qualsiasi forma di dialogo con le parti sindacali, non prova neppure a prefigurare percorsi diversi dalla liquidazione, come la vendita del ramo d’azienda o la cessione dell’attività a terzi”.
“Percorsi che andrebbero a salvare i posti di lavoro, le professionalità impiegate, e altresì a garantire la permanenza sul territorio trevigiano di un polo produttivo specializzato – sottolinea Moretto -. Ci sentiamo presi in ostaggio da chi col nostro territorio ha poco o nulla a che fare e non guarda in faccia nessuno, tantomeno i lavoratori e le loro famiglie – attacca Moretto -; faremo di tutto per impedire questo declino e nell’impossibilità di trovare un accordo per scongiurare i licenziamenti apriremo una cruda fase vertenziale”.