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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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La denuncia del sindacato: "Ancora pregiudizi e discriminazioni"

NELLA MARCA, LAVORO NON A MISURA DI DONNA

Il rapporto della Cgil sull'occupazione femminile


TREVISO - Il mercato del lavoro trevigiano è ancora ben poco a misura di donna. Lo confema il dossier della Cgil di Treviso, che ha analizzato i flussi occupazionali in provincia dal 2008 al 2016.
Le lavoratrici, spiegano dal sindacato, faticano ad inserirsi e a mantenere il posto. A partire dal lavoro dipendente: delle 912.970 assunte nella Marca con contatti a tempo indeterminato, determinato, di apprendistato o in somministrazione nell'arco di tempo considerato, meno della metà, il 48%, sono donne.
Il saldo tra assunzioni e cessazioni è in negativo per 475 unità, pur con un "passivo" molto meno marcato del dato generale: il disavanzo femminile, infatti, rappresenta appena il 5% della perdita complessiva, pari a 9.605 posti. L'andamento, tuttavia, è molto composito. Le giovani tra i 15 e i 29 anni, possono vantare un bilancio tra entrate e uscite positivo per 15mila posizioni. Questo elemento unito alla crescita di lavori socialmente utili, stage e tirocini (più 144% questi ultimi, a fronte di una media totale del 134%) fa ritenere agli esperti della Cgil che il saldo sia dovuto soprattutto a contratti brevi a termine.
Di contro le fasce d'età tra i 30 e i 54 anni e dai 55 anni in su presentano numeri negativi: 6mila unità in meno in sei anni per la prima categoria, oltre 10mila per la seconda.
A proprio del gruppo "senior", solo 5.700 sono state, nel periodo, le donne andate in pensione. Significa, dunque, che quasi altre 5mila lavoratrici perso l'impiego, faticano a ricollocarsi. Tra i motivi della cessazione del rapporto di lavoro, peraltro, prevale nettamente il mancato rinnovo del contratto dopo la scadenza naturale (68% dei casi).
“A nostro avviso non c'è stato un cambiamento, soprattutto nella mentalità: – ribadisce Sara Pasqualin, componente della segreteria provinciale del sindacato -. una donna deve ancora scegliere tra lavoro e famiglia o fare enormi sacrifici per conciliare i due aspetti”
Ma il sindacato denuncia anche un pregiudizio ancora strisciante in molte aziende, specie piccole o medie, in cui la maternità è vista quasi come una malattia, un impedimento a svolgere al meglio la propria professione. O comunque condizioni - a partire dalla mancanza di servizi come asili o orari flessibili - che non favoriscono l'occupabilità e la progressione di carriera per le donne, su cui tuttora grava la maggior parte dell'assistenza dei figli piccoli, ma anche, all'opposto, dei genitori anziani.
“Dati che ci dimostrano come il gap occupazionale tra uomini e donne resti sostanzialmente inalterato – commenta Giacomo Vendrame, segretario generale della Cgil di Treviso –. E' indispensabile trovare formule contrattuali e avviare un welfare che favorisca l'occupabilità femminile, ma anche la progressione di carriera delle donne, oggi spesso frenata, oltre che dal pregiudizio, puredalle difficoltà concrete dovute ai carichi familiari”.

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