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Golf
PILLOLE DI GOLF/277: A PADOVA IL GOLF GIOVANILE INTERNAZIONALE

L'U.S. Kids Venice Open ospitato tra Galzignano, Montecchia e Frassenelle


PADOVA - È ancora una volta a Padova l’International U.S. Kids Venice Open, affollata da centinaia di atleti, provenienti da ogni parte del mondo. L’U.S. Kids è istituzione americana con 27 circoli affiliati in Italia, che ha il fine di aprire il Golf ai più...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/276: LA CALMA DI PATRICK REED È VINCENTE AL NORTHERN TRUST

Lo statunitense bissa il successo del 2016 nel primo torneo della FedEx Cup


NEW JERSEY (USA) - È questa la prima delle tre gare valide per la FedEx Cup, inserita nel corso della stagione PGA Tour: tre tornei a eliminazione, giocati nel mese di agosto, che portano all’assegnazione di una grossa somma di denaro: 15 milioni di dollari del Jackpot al vincitore di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/275: LA FAVOLA DI "CENERENTOLA" SHIBUNO DIVENTA REALTÀ

La giapponese regina del British Open femminile


LITTE BRICKHILL (GBR) - È tempo di dare visibilità al Golf femminile, a “quell’altra metà del cielo”, che rende più brioso il Campo da Golf. L’organizzatore del torneo, il Royal & Ancient Golf Club di St. Andrews, la massima autorità...continua

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La denuncia del sindacato: "Ancora pregiudizi e discriminazioni"

NELLA MARCA, LAVORO NON A MISURA DI DONNA

Il rapporto della Cgil sull'occupazione femminile


TREVISO - Il mercato del lavoro trevigiano è ancora ben poco a misura di donna. Lo confema il dossier della Cgil di Treviso, che ha analizzato i flussi occupazionali in provincia dal 2008 al 2016.
Le lavoratrici, spiegano dal sindacato, faticano ad inserirsi e a mantenere il posto. A partire dal lavoro dipendente: delle 912.970 assunte nella Marca con contatti a tempo indeterminato, determinato, di apprendistato o in somministrazione nell'arco di tempo considerato, meno della metà, il 48%, sono donne.
Il saldo tra assunzioni e cessazioni è in negativo per 475 unità, pur con un "passivo" molto meno marcato del dato generale: il disavanzo femminile, infatti, rappresenta appena il 5% della perdita complessiva, pari a 9.605 posti. L'andamento, tuttavia, è molto composito. Le giovani tra i 15 e i 29 anni, possono vantare un bilancio tra entrate e uscite positivo per 15mila posizioni. Questo elemento unito alla crescita di lavori socialmente utili, stage e tirocini (più 144% questi ultimi, a fronte di una media totale del 134%) fa ritenere agli esperti della Cgil che il saldo sia dovuto soprattutto a contratti brevi a termine.
Di contro le fasce d'età tra i 30 e i 54 anni e dai 55 anni in su presentano numeri negativi: 6mila unità in meno in sei anni per la prima categoria, oltre 10mila per la seconda.
A proprio del gruppo "senior", solo 5.700 sono state, nel periodo, le donne andate in pensione. Significa, dunque, che quasi altre 5mila lavoratrici perso l'impiego, faticano a ricollocarsi. Tra i motivi della cessazione del rapporto di lavoro, peraltro, prevale nettamente il mancato rinnovo del contratto dopo la scadenza naturale (68% dei casi).
“A nostro avviso non c'è stato un cambiamento, soprattutto nella mentalità: – ribadisce Sara Pasqualin, componente della segreteria provinciale del sindacato -. una donna deve ancora scegliere tra lavoro e famiglia o fare enormi sacrifici per conciliare i due aspetti”
Ma il sindacato denuncia anche un pregiudizio ancora strisciante in molte aziende, specie piccole o medie, in cui la maternità è vista quasi come una malattia, un impedimento a svolgere al meglio la propria professione. O comunque condizioni - a partire dalla mancanza di servizi come asili o orari flessibili - che non favoriscono l'occupabilità e la progressione di carriera per le donne, su cui tuttora grava la maggior parte dell'assistenza dei figli piccoli, ma anche, all'opposto, dei genitori anziani.
“Dati che ci dimostrano come il gap occupazionale tra uomini e donne resti sostanzialmente inalterato – commenta Giacomo Vendrame, segretario generale della Cgil di Treviso –. E' indispensabile trovare formule contrattuali e avviare un welfare che favorisca l'occupabilità femminile, ma anche la progressione di carriera delle donne, oggi spesso frenata, oltre che dal pregiudizio, puredalle difficoltà concrete dovute ai carichi familiari”.

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