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Golf
PILLOLE DI GOLF/173: U.S. OPEN TRA SORPRESE E MONTEPREMI RECORD

Vince Brooks Koepka, dopo un'ecatombe di big


ERIN (USA) - È partito il 15 giugno dal Wisconsin, il secondo major della stagione, il più importante, l’US Open. Si è giocato sul tracciato dell’“Erin Hills”, un campo straordinario, e un ricchissimo montepremi, 12 milioni di dollari, il più alto...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/172: RENATO PARATORE NUOVA STELLA DEL GOLF ITALIANO

Il ventenne coglie il successo al Nordea Masters.


BARSEBACK - Una nuova stella si è affacciata sul firmamento del Golf italiano. Si chiama Renato Paratore; è romano, ventenne, ma ha ormai testimoniato grande talento, e un’incredibile maturità. Incisivo e determinato come un vero Campione, ha colto il successo di questa...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/171: IL TORNEO AIGG ARRIVA IN VENETO

Settima e ottava tappa a Ca' della Nave e al Montecchia


MARTELLAGO/SELVAZZANO DENTRO - Dopo i Campi romani, dopo la Felsinea, dopo la Toscana, toccava al Veneto ospitare, l’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti, nel suo tour nazionale. Lo ha fatto accogliendo nei suoi bei Campi i giornalisti, all’avvio nel “girone di...continua

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La denuncia del sindacato: "Ancora pregiudizi e discriminazioni"

NELLA MARCA, LAVORO NON A MISURA DI DONNA

Il rapporto della Cgil sull'occupazione femminile


TREVISO - Il mercato del lavoro trevigiano è ancora ben poco a misura di donna. Lo confema il dossier della Cgil di Treviso, che ha analizzato i flussi occupazionali in provincia dal 2008 al 2016.
Le lavoratrici, spiegano dal sindacato, faticano ad inserirsi e a mantenere il posto. A partire dal lavoro dipendente: delle 912.970 assunte nella Marca con contatti a tempo indeterminato, determinato, di apprendistato o in somministrazione nell'arco di tempo considerato, meno della metà, il 48%, sono donne.
Il saldo tra assunzioni e cessazioni è in negativo per 475 unità, pur con un "passivo" molto meno marcato del dato generale: il disavanzo femminile, infatti, rappresenta appena il 5% della perdita complessiva, pari a 9.605 posti. L'andamento, tuttavia, è molto composito. Le giovani tra i 15 e i 29 anni, possono vantare un bilancio tra entrate e uscite positivo per 15mila posizioni. Questo elemento unito alla crescita di lavori socialmente utili, stage e tirocini (più 144% questi ultimi, a fronte di una media totale del 134%) fa ritenere agli esperti della Cgil che il saldo sia dovuto soprattutto a contratti brevi a termine.
Di contro le fasce d'età tra i 30 e i 54 anni e dai 55 anni in su presentano numeri negativi: 6mila unità in meno in sei anni per la prima categoria, oltre 10mila per la seconda.
A proprio del gruppo "senior", solo 5.700 sono state, nel periodo, le donne andate in pensione. Significa, dunque, che quasi altre 5mila lavoratrici perso l'impiego, faticano a ricollocarsi. Tra i motivi della cessazione del rapporto di lavoro, peraltro, prevale nettamente il mancato rinnovo del contratto dopo la scadenza naturale (68% dei casi).
“A nostro avviso non c'è stato un cambiamento, soprattutto nella mentalità: – ribadisce Sara Pasqualin, componente della segreteria provinciale del sindacato -. una donna deve ancora scegliere tra lavoro e famiglia o fare enormi sacrifici per conciliare i due aspetti”
Ma il sindacato denuncia anche un pregiudizio ancora strisciante in molte aziende, specie piccole o medie, in cui la maternità è vista quasi come una malattia, un impedimento a svolgere al meglio la propria professione. O comunque condizioni - a partire dalla mancanza di servizi come asili o orari flessibili - che non favoriscono l'occupabilità e la progressione di carriera per le donne, su cui tuttora grava la maggior parte dell'assistenza dei figli piccoli, ma anche, all'opposto, dei genitori anziani.
“Dati che ci dimostrano come il gap occupazionale tra uomini e donne resti sostanzialmente inalterato – commenta Giacomo Vendrame, segretario generale della Cgil di Treviso –. E' indispensabile trovare formule contrattuali e avviare un welfare che favorisca l'occupabilità femminile, ma anche la progressione di carriera delle donne, oggi spesso frenata, oltre che dal pregiudizio, puredalle difficoltà concrete dovute ai carichi familiari”.

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