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Golf
PILLOLE DI GOLF/173: U.S. OPEN TRA SORPRESE E MONTEPREMI RECORD

Vince Brooks Koepka, dopo un'ecatombe di big


ERIN (USA) - È partito il 15 giugno dal Wisconsin, il secondo major della stagione, il più importante, l’US Open. Si è giocato sul tracciato dell’“Erin Hills”, un campo straordinario, e un ricchissimo montepremi, 12 milioni di dollari, il più alto...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/172: RENATO PARATORE NUOVA STELLA DEL GOLF ITALIANO

Il ventenne coglie il successo al Nordea Masters.


BARSEBACK - Una nuova stella si è affacciata sul firmamento del Golf italiano. Si chiama Renato Paratore; è romano, ventenne, ma ha ormai testimoniato grande talento, e un’incredibile maturità. Incisivo e determinato come un vero Campione, ha colto il successo di questa...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/171: IL TORNEO AIGG ARRIVA IN VENETO

Settima e ottava tappa a Ca' della Nave e al Montecchia


MARTELLAGO/SELVAZZANO DENTRO - Dopo i Campi romani, dopo la Felsinea, dopo la Toscana, toccava al Veneto ospitare, l’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti, nel suo tour nazionale. Lo ha fatto accogliendo nei suoi bei Campi i giornalisti, all’avvio nel “girone di...continua

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Improvvisa decisione del sindaco nel consiglio comunale di giovedý sera

CRISI POLITICA A VILLORBA: SERENA SI ╚ DIMESSO

Sotto accusa tre consiglieri della Lega Nord


TREVISO - Marco Serena dice basta e si dimette da sindaco di Villorba. Mercoledì sera il primo cittadino ha annunciato, a sorpresa, la sua decisione durante il Consiglio comunale: la seduta non prevedeva particolari argomenti all'ordine del giorno. Serena ha preso la parola e ha detto: “Sono di fronte a un bivio: essere servo, con un accordo che puzzerebbe, oppure continuare ad essere un uomo libero", comunincando dunque di lasciare l'incarico neppure un anno dopo essere stato riconfermato al primo turno con il 52,7%. Pur senza mai nominarli esplicitamente, Serena ha puntato il dito contro la paralisi amministrativa causata dal "tira e molla" generato dai tre consiglieri della Lega Nord, Emenuela Parchi, Federica Zanier e Luigi Damo, i quali più volte hanno fatto mancare la maggioranza. Serena era stato eletto lo scorso anno con il 52% dei voti al primo turno: avrà 20 giorni di tempo per ripensarci. Altrimenti il comune verrà commissariato.

Pubblichiamo il testo dell'intervento di Marco Serena in Consiglio comunale:

"Consiglieri,
Ho bisogno di quale minuto di attenzione perché ci sono momenti nel corso della nostra vita in cui ci si trova di fronte a delle scelte difficili, a un bivio.
Quando c’è un bivio ci sono solo due vie di fronte: una che è quella più semplice e un’altra che, invece, apparentemente è più ostica.
Vale allora spiegare, ripercorrere, quale sia stata la strada che si è seguita e che ha portato a questo bivio.
Il punto di partenza di questa strada inizia dodici mesi fa e si lega alla mia riconferma da parte dei cittadini di Villorba alla guida del Comune, con una percentuale di consensi mai tributata a nessun mio predecessore.
Vorrei infatti ricordare che sono stato eletto Sindaco di Villorba al primo turno, quindi senza il ballottaggio, sia nel 2011, sia nel 2016. E nel 2016 mi ha scelto, come Sindaco, il 52,7% di chi ha espresso il voto.
Una cifra, un dato, di assoluto rilievo non solo per chi, in gergo, “mastica” di politica.
Ma c’è di più: la compagine di Giunta e di vertice dell’Amministrazione comunale, rieletta in toto nel 2016, rappresenta un “partito”, un gruppo, una squadra, chiamiamola come vogliamo, che ha raccolto quasi il 20% dei voti degli elettori.
Una bella compagine che, in base alle preferenze espresse dai villorbesi, è stata confermata perché aveva dato prova in precedenza di buona amministrazione.
Ma questi dati, e la forte fiducia concessa dai cittadini alla squadra – non dal Sindaco, ma dai cittadini - non sono stati recepiti con la giusta attenzione da alcuni neo Consiglieri, privi di qualunque esperienza e quindi impreparati sotto il profilo politico ed amministrativo, che hanno scelto di percorrere così una strada senza guida, creando problemi di visione comune già durante la prima riunione di maggioranza, a urne ancora calde e mentre si ringraziavano ancora gli elettori.
Buona norma dei novellini sarebbe stata quella di apprendere strada facendo, con umiltà e spirito di servizio.
Arriviamo ad oggi, dopo dodici mesi.
In quest’anno, perché dodici mesi sono un anno, la vita amministrativa ha seguito un percorso tortuoso con frequenti sbandamenti, se non vere e proprie uscite di strada.
Il fatto più eclatante – di cui narro sorridendo ma, insomma, meriterebbe ben altri toni - è stata la pretesa di introdurre una modifica statutaria, come se si trattasse di giocare una schedina al bar. Si sono raggiunti livelli imbarazzanti - quanti risolini nei corridoi, quanti… - tali da creare quasi un corto circuito istituzionale e politico, nonché pesanti ripercussioni nelle relazioni interpersonali, non solo a livello comunale.
E, credetemi, leggo questa dichiarazione non per l’elezione di un Presidente del Consiglio comunale appartenente alla minoranza, non è questo a creare il problema, non è questa la “causa”.
Quell’elezione - lo ricordo, che è avvenuta senza neanche la candidatura della designata, dall’intrigo di palazzo, dall’inciucetto - è solo l’effetto di incapacità amministrativa conclamata. È solo l’effetto di mancanza di formazione e visione politica.
È solo l’effetto di chi vuol fare un capriccio, uno sgarbo, senza considerarne le conseguenze in capo all’Amministrazione comunale, ma - soprattutto - ai cittadini, che sono quelli che poi pagano le scelte che avvengano qua dentro.
Il vero problema è stato un tira e molla estenuante, uno stillicidio perpetrato a mezzo di continui attacchi, sfruttando in modo distruttivo la stampa locale, ai quali seguivano lunghi silenzi.
Un tira e molla che ha causato disorientamento a chi è estraneo alla logica della politica di basso profilo.
Un tira e molla che ha provocato ritardi nella stessa proposizione di importanti iniziative.
Un tira e molla che ha poi dato il destro a qualche tribuno locale per lanciare gratuiti e pesanti apprezzamenti non solo sul sottoscritto - ...va beh, io ce l’ho per contratto, no? - ma anche nei confronti della compagine amministrativa e persino nei confronti del personale dell’Ente.
Un tira e molla tradottosi in mancanza di rispetto per i villorbesi.
Non è per avere questo risultato che il 52,7% dei cittadini mi ha votato.
Ecco dunque profilarsi il bivio da cui siamo partiti: da una parte la via più facile, quella che consentirebbe di continuare per altri 4 anni e che potrebbe prevedere un accordo a qualunque costo (...anche se puzza, ...anche se metterebbe l’amministrazione dell’Ente in mano a persone dall’arrogante impreparazione).
Dall’altra c’è la via più ostica, quella che richiede fermezza, e che implica la possibile rinuncia alla realizzazione di programmi e progetti, salvo il passo indietro di chi si è dimostrato inconcludente ed inaffidabile. Soprattutto inaffidabile!!
Percorrere la prima via renderebbe “servo” me per primo, la seconda mi consentirebbe invece di mantenere lo status di uomo libero.
Ed è questa la via che mi sento di percorrere.
Una scelta per la dignità personale, consentitemelo, per l’amore per la mia famiglia, per il rispetto per il mio lavoro e per quello di quei collaboratori, veri compagni di viaggio, che stimo, apprezzo e ringrazio, e stimo perché so che hanno la stima dei cittadini di Villorba.
I nostri cittadini sono stati abituati ad elevati standard di servizio. Standard che il personale dell’Ente potrebbe continuare garantire unitamente all’attuale compagine di Giunta, ma in questa condizione, a questo punto del percorso, non ritengo possibile governare al meglio il Comune di Villorba ed è per questo che presento, qui, le mie dimissioni.
Ad maiora, signori".


Spacciava eroina con il fidanzato, 35enne ai domiciliari