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Golf
PILLOLE DI GOLF/173: U.S. OPEN TRA SORPRESE E MONTEPREMI RECORD

Vince Brooks Koepka, dopo un'ecatombe di big


ERIN (USA) - È partito il 15 giugno dal Wisconsin, il secondo major della stagione, il più importante, l’US Open. Si è giocato sul tracciato dell’“Erin Hills”, un campo straordinario, e un ricchissimo montepremi, 12 milioni di dollari, il più alto...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/172: RENATO PARATORE NUOVA STELLA DEL GOLF ITALIANO

Il ventenne coglie il successo al Nordea Masters.


BARSEBACK - Una nuova stella si è affacciata sul firmamento del Golf italiano. Si chiama Renato Paratore; è romano, ventenne, ma ha ormai testimoniato grande talento, e un’incredibile maturità. Incisivo e determinato come un vero Campione, ha colto il successo di questa...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/171: IL TORNEO AIGG ARRIVA IN VENETO

Settima e ottava tappa a Ca' della Nave e al Montecchia


MARTELLAGO/SELVAZZANO DENTRO - Dopo i Campi romani, dopo la Felsinea, dopo la Toscana, toccava al Veneto ospitare, l’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti, nel suo tour nazionale. Lo ha fatto accogliendo nei suoi bei Campi i giornalisti, all’avvio nel “girone di...continua

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La nostra rubrica sul mondo golfistico a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/171: IL TORNEO AIGG ARRIVA IN VENETO

Settima e ottava tappa a Ca' della Nave e al Montecchia


MARTELLAGO/SELVAZZANO DENTRO - Dopo i Campi romani, dopo la Felsinea, dopo la Toscana, toccava al Veneto ospitare, l’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti, nel suo tour nazionale. Lo ha fatto accogliendo nei suoi bei Campi i giornalisti, all’avvio nel “girone di ritorno” delle dodici tappe programmate in suolo italiano. Per impegni di lavoro, non erano numerosissimi i giocatori, ma ha giocato il suo ruolo anche la temperatura troppo elevata di questi giorni, che oserei definire anomala per la stagione. La rappresentanza dei giornalisti c’era tuttavia, da tutto lo Stivale: dal Piemonte, dal Friuli, dalla Sicilia. Grazie ai responsabili dei Campi, per averceli fatti trovare preparatissimi. Al Cà della Nave, nell’entroterra veneziano, si è giocato di martedì, e fortunatamente la temperatura era tollerabile, perché per caratteristica propria, il Campo propone sempre un po’ di brezza anche nelle giornate caldissime: è determinata dalla presenza dei numerosi specchi d’acqua, e dalle alberature. Dodici buche sono interessate dai laghi per 8.500 metri di sponde, che in sinergia con le numerose piante creano sempre qualche movimento di aria, e non è mai presente l’afa. Il Campo che ha ospitato la settima prova, è disegno esclusivo del gigante del Golf Arnold Palmer, “the King”, grande architetto e grande Campione, che ha avuto a disposizione un terreno libero, pianeggiante, e sano, a permettergli di esprimere quanto sentiva: un omaggio americano a Venezia. Il giocatore trova qui dolci rilievi, alcuni bunker lunghissimi, molti ostacoli d’acqua alimentati da un fiume pulito di risorgiva, “il Dese”, che gli scorre accanto. Ecco che facilmente, all’interno dei laghi, si scorgono carpe lunghe un braccio. E altri animali popolano il Campo, per la maggior parte graditi. Mi piace incontrare quelle belle famigliole di papere, e i vivaci scoiattoli, ma anche le sonnolenti tartarughe. Un grande plauso a Luigino Conti, che pian piano lo sta riportando alle splendide origini, attorniato da validi collaboratori, tra cui spicca il maestro Davide Villa. Quelle origini che lo fecero tanto apprezzare dalle signore che negli anni ’80 qui ebbero a giocare la Solheim Cup.
In buona armonia con il Campo, e associato a eccellente team, ho giocato bene anch’io. Ho fatto il bis del successo avuto al Marco Simone ospite di Laura Biagiotti, la straordinaria signora purtroppo mancata in questi giorni, che ha saputo portare alto nel mondo il nome dell’Italia. Sintonia con il percorso l’ha trovata anche Maurizio Bucarelli (GolfOnline), che con 37 punti stableford ha trionfato in prima categoria; Vincitore della seconda categoria, come dicevo, Paolo Pilla (RadioVenetoUno), con 34. Nel lordo la palma è andata a Stefano Balducci (FIGC) con 21, e il migliore “amici” Laura Visentin, con 35. Da quest’anno i premi sono particolarmente interessanti: Oltre alla bella coppa riservata ai vincitori di categoria, una grande scatola contenente prodotti tipici della Regione, consegnata anche al secondo e al terzo classificati. Al suo interno, tutto di alto gradimento: dolcetti tipici veneziani, formaggio di malga, soppressa, crema di asparagi, crema di radicchio rosso tardivo di Treviso, e tre perle, i vini prodotti dall’azienda vinicola “Conca d’Oro”, collocata sulla strada del vino bianco Conegliano-Valdobbiadene. Al suo interno, uno Chardonnay doc fermo, un Prosecco frizzante preparato alla moda del luogo con il tappo trattenuto dallo spago, uso (scusate la divagazione) che avevo appreso dalla mamma dell’attuale produttore Francesco Cimetta. Per passione e per seguire le orme del marito, mio carissimo mai dimenticato amico Mario, la signora Franca aveva raggiunto grande abilità nell’eseguire il legaccio rigorosamente fatto a mano. Da ultimo il pezzo ultra-forte, un extra dry millesimato. Tutti vini ampiamente premiati al Vinitaly, quest’ultimo, il brut extra dry, con medaglia d’oro.
Un’allegra cena, servita a bordo piscina, ha coronato la festosa giornata.
Il dì appresso si è giocato a Padova, in quel gran Campo che alberga al Golf Club Della Montecchia, grande e spazioso, sapientemente governato da Paolo Casati, che l’ha accostato al Frassanelle e al Galzignano Terme, per dare un’offerta completa ai numerosi turisti che affollano gli impianti termali di Abano-Montegrotto. Un tocco ulteriore di simpatia, la presenza della pro Mariapaola, di lui figlia, e di Chiara Cappon valida collaboratrice. Fino allo scorso anno Casati era, e non solo per me, tra i più affidabili membri della Federazione. Ora non ne fa più parte. È un peccato per la direzione romana, ha perso un veneto coraggioso, onesto, lungimirante. La Fig avrebbe bisogno di averne numerosi personaggi di questo spessore, e forse decollerebbe anche da noi questo bellissimo gioco, quest’utile disciplina sportiva che langue solo in Italia, praticata sempre più nel resto del mondo.
Alla Montecchia è stato Paolo Pacciani (La Gazzetta di Parma), a trovare feeling con il Campo. Grazie ad uno score di 35 punti, il capitano dei nostri incontri europei è salito sul podio più alto della prima categoria. In seconda la palma è andata a Stefano Nava (freelance), anche lui con 35 punti. Nel Lordo il successo è stato per Benito Russo (Freelance), che un banale infortunio aveva tenuto per un po’ lontano dalle gare, ma che ora è tornato alla grande, vincendo con 25 punti, senza l’aiuto dell’handicap. Il più bravo tra gli amici è stato Francesco Zambotto, che ha raggiunto 40 punti stableford. Per quanto riguarda il sottoscritto, Forchetta di legno. Sostenere due giornate di gioco è dura, soprattutto con queste temperature.
Mancano soltanto quattro gare alla chiusura del challenge. Per le prossime tappe ci recheremo in Piemonte ad Alessandria, ospiti del GC Colline del Gavi, e del GC Villa Carolina, il 20 e 21 giugno. Le ultime saranno al GC Bergamo, e al GC Villa d’Este di Como, il 4 e il 5 settembre, che concluderanno il Challenge AIGG Diavolina, con la 11^ e 12^ tappa.
Paolo Pilla