Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/197: IL RITORNO DI TOGER WOODS

Il campione di nuovo sul green nel "Torneo degli eroi"


NASSAU - Un evento atteso, e da molti auspicato: il fuoriclasse Tiger Woods 41enne di Cypress (California), si rimette in gioco. È sceso in campo dal 30 novembre al 3 dicembre all’Albany Golf Course (par 72) di Nassau, a New Providence sulle isole Bahamas, praticamente a casa sua,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/196: AD ALICANTE LA SFIDA ITALIA - SPAGNA DEI GIORNALISTI

Vincono gli iberici, ma è festa per tutti


ALICANTE (SPA) - Ad Alicante, il match “Periodistas España-Italia”, la tradizionale sfida dei giornalisti spagnoli nostri antagonisti, in un clima di grande amicizia. È il più cordiale e allegro tra gli incontri internazionali che nella stagione vede i giornalisti...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/195: A DUBAI IL GRAN FINALE DELL'EUROPEAN TOUR

Rahm vince il torneo, classifica generale a Fleetwood


DUBAI - Con la disputa del DP World Tour Championship Dubai (16-19 novembre), è terminata al Jumeirah Golf Estates (Par 72), la stagione dell’European Tour cui hanno partecipato i primi sessanta classificati nell’ordine di merito della "Race To Dubai". Unico italiano in gara...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 
ASCOLTA IL SERVIZIO ON-LINEAscolta la notizia

La nostra rubrica sul mondo golfistico a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/173: U.S. OPEN TRA SORPRESE E MONTEPREMI RECORD

Vince Brooks Koepka, dopo un'ecatombe di big


ERIN (USA) - È partito il 15 giugno dal Wisconsin, il secondo major della stagione, il più importante, l’US Open. Si è giocato sul tracciato dell’“Erin Hills”, un campo straordinario, e un ricchissimo montepremi, 12 milioni di dollari, il più alto della storia del torneo: solo per questo agone il vincitore ne incasserà oltre due milioni. Stratosferico!

Il Campo è giovane, ma come si può vedere dalle immagini, spettacolare. È incanalato tra le Kettle Moraine, colline rocciose erose dai ghiacciai, in cui la struttura del terreno è mista di roccia e sabbia, ed è circondato da un fiume. Inaugurato nel 2006, ha già ospitato lo US Women’s nel 2008, e lo US Amateur nel 2011. Nella progettazione si è soprattutto mirato a che sia idoneo a ospitare i grandi eventi come l’US Open, e, infatti, risponde perfettamente alla sfida dei giocatori, e alla logistica per gli spettatori.
Partecipano alla 117^ manifestazione US Open i migliori giocatori del mondo, in lizza per il titolo che fu giocato la prima volta al Newport Golf Club (Rhode Island, USA) nel 1895. Non tutti i grandi hanno vinto quest’Open. In esso hanno dato spettacolo Gary Player, Jack Nicklaus, Arnold Palmer, i “Big Three”, come li ama definire la Rolex sponsor dell’evento. Sono presenti oltre 35.000 spettatori, e più di 5.000 volontari. L’impatto economico per la comunità è di oltre 130 milioni di dollari. Per l’Italia c’è Francesco Molinari, che lo disputa per l’ottava volta. Sta attraversando un bel momento Francesco, buono per confrontarsi con l’élite mondiale.
Difende il titolo Dustin Johnson, che, in condizioni di ottima forma prima del Masters, ora stenta a ritrovare quel passo a causa di una caduta dalle scale della casa affittata ad Augusta, che gli ha procurato due mesi di stop. Anche se di altra natura, problemi anche per Mickelson, con la curiosità della vigilia: - giovedì 15 mattina, alle ore 10, vuole essere presente al diploma della figlia Amanda alla Pacific Ridge School di Carlsbad, in California. La sua partenza all’Open, che dista duemila miglia, è fissata alle 14,20. Confida nel maltempo che possa causare un ritardo di qualche ora l’orario di partenza, e riuscire ad arrivare in tempo con il suo aereo privato. Giocherebbe per la 27ª volta il major in cui per ben sei volte ha guadagnato il secondo posto, ma non ha mai vinto. Sperava invece nel bel tempo il messicano Roberto Diaz, la prima riserva. Avrebbe preso il posto di Mickelson se non fosse arrivato in tempo. Mickelson o no, doveva essere sul campo alle ore 6,45 e rimanere in attesa. Avrebbe potuto sostituire chiunque altro se ci fosse stata la necessità all’ultimo momento. Alla fine Mickelson ha annunciato il forfait, ponendo fine all’attesa di Roberto Diaz. All’avvio, che vede quasi tutti i big in difficoltà, un grande Rickie Fowler sovrasta tutti nel giro di apertura, con i suoi 65 colpi, uno score pulito. Per l’americano: tre birdie in andata e 4 in ritorno, senza bogey (-7 di giornata). L’inglese Paul Casey, arrivato secondo, ha fatto segno con un eagle alla prima buca, ma un bogey alla 10 gli è stato fatale per non essere lui in testa. Il campione uscente Dustin Johnson ha fatto il suo giro in 75, con un solo birdie, e 10 colpi in più di Fowler. Partito dalla buca 10 alle 8.24, Francesco Molinari si è inguaiato con tre bogey sulle prime nove, dissacrato da un doppio bogey alla 15, ma non ha mollato, si è ripreso con tre birdie finali, 82esimo. È stato sfortunato, disturbato dalla forte pioggia, che ha provocato la sospensione del giro dapprima per maltempo, poi per sopravvenuta oscurità. È capitato anche un incidente a turbare la giornata: è caduto nei pressi del club un dirigibile pubblicitario, che ha provocato paura tra gli spettatori; qualche ustione per il pilota, paura, ma nessuna conseguenza.
Triste la seconda giornata. Buio per Francesco Molinari, che,79° con +3, non ha superato il taglio. Peggio di lui i più grandi Campioni, con crolli clamorosi, a cominciare dai primi tre in classifica: Dustin Johnson, Rory McIlroy e Jason Day, e tanti altri: il Campione olimpico Justin Rose, l’australiano Adan Scott, lo svedese Henrik Stenson e il sudafricano Charl Schwartzel col medesimo score di Molinari, quindi Bubba Watson, 102° come Johnson, e lo svedese Alex Noren, 115° con 150 (+6). Insomma un’ecatombe.
Al comando è andato un quartetto con 137 (-7), composto da Brian Harman, Brooks Koepka, e dagli inglesi Paul Casey e Tommy Fleetwood; precedono di un colpo Rickie Fowler, l’attore della prima giornata, con (-6). Ha avuto del miracoloso la leadership di Paul Casey, che ha neutralizzato con sei birdie il triplo bogey alla 14 più altri due bogey.
Francesco Molinari ha compromesso il torneo con due bogey sulle prime cinque buche. Ha reagito con un birdie, ma poi ancora un bogey alla 10, e il secondo birdie alla 14 ha solo reso il punteggio (73, +1) meno pesante. Estromesso Molinari, l’interesse per l’US Open scema un po’ per noi, tuttavia si tratta di un importante Major, e si va a vedere come va a finire.
Nel terzo round è lo statunitense Brian Harman a salire in vetta solitario con un giro in 67 (-5), portando il suo totale a 12 colpi sotto il Par. Alla fine, il dominio è a stelle strisce, com’era ampiamente prevedibile: è lo statunitense Brooks Koepka, con un meno 5 di giornata, a vincere, in un totale di meno 16.
Sul secondo gradino del podio, il connazionale Brian Harman, che conquista la seconda piazza in compagnia del giapponese Hideki Matsuyama, quest’ultimo vero protagonista della giornata, chiusa in 66 colpi con otto birdie!
È il primo successo in un torneo dello Slam, che si conquista Brooks, il 27enne di West Palm Beach. Un successo meritato, per la dimostrazione di solidità dei colpi, e per la fermezza di carattere.
Ha giocato in pratica un testa a testa con Harman, concludendo poi con netta superiorità questo ricco Open, dal montepremi più alto in assoluto, Si porta a casa, infatti, la somma di 2.160.000 dollari, che gli permetterebbe di vivere decorosamente per il resto dei suoi giorni.
Paolo Pilla