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Golf
PILLOLE DI GOLF/215: ALLA MONTECCHIA VA IN SCENA IL BANCA GENERALI INVITATIONAL

Quarta tappa del circuito sponsorizzato dal gruppo bancario


SELVAZZANO DENTRO (PD) - In un ambiente speciale, la gara di golf 18 buche stableford, contrassegnata dall’esclusività e dal prestigio di “Banca Generali Private”. Era la quarta delle sette tappe del “Trofeo di golf area nord est” sponsorizzato da Banca...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/214: IL CHALLENGE AIGG RITORNA IN VENETO

Giornalisti golfisti impegnati a Frassanelle e al Colli Berici


PADOVA/VICENZA - Il Challenge dei Giornalisti Golfisti d’Italia 2018, dopo le giornate romane è arrivato in Veneto, nel padovano e nel vicentino. Abbiamo giocato in due particolarissimi Campi, ambientati in luoghi molto interessanti. Nella prima giornata abbiamo goduto della...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/213: BUBBA WATSON RE DEL MATCH PLAY

Ad Austin la seconda tappa del World Golf Championship


TREVISO - Sul percorso dell’Austin CC nel Texas, si è giocato il secondo dei quattro eventi stagionali del World Golf Championship, il mini circuito mondiale Match Play, le cui gare sono di livello solo di poco inferiore ai major e il cui montepremi ammonta a 10 milioni di dollari....continua

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L'ambito riconoscimento gli è stato consegnato a New York

MIKE D'ANTONI HA VINTO IL PREMIO DI COACH OF THE YEAR NBA

E' il coach di Houston ed in passato della Benetton Treviso


NEW YORK - Mike D’Antoni, allenatore degli Houston Rockets, l’altra notte a New York è stato insignito per la seconda volta, dopo il 2005 con Phoenix, del Coach of the Year Award, cioè il Red Auerbach Trophy, vero e proprio Oscar delle panchine Nba. Da notare che Mike, ex allenatore della Benetton per 4 anni, con cui vinse due scudetti, ha centrato il "double": la settimana prima aveva vinto il Michael Goldberg Award, destinato al coach che più di altri ha fatto migliorare la propria squadra, nel suo caso per aver portato gli Houston Rockets, sempre con il suo gioco a 1000 all'ora e caratterizzato dalle triple, al terzo posto in stagione regolare ed in particolare il fenomenale James Harden. L’ex Arsenio Lupin ha ringraziato un po’ tutti ma non si è dimenticato della sua lunga parentesi italiana, a Milano nelle due vesti e, naturalmente, Treviso. “Questo è un premio di squadra ed è merito di tanta gente: Laurel, mio figlio Michael, mio padre Lewis, che ha 103 anni e mi sta guardando in tv. Ma anche i miei anni italiani, per me è stata un’esperienza fondamentale, arrivai dopo un paio di delusioni in Nba, mi ha reso più maturo facendomi crescere come un uomo. A Milano ho incontrato mia moglie, mio figlio è nato a Treviso. E da giocatore ho avuto un grande allenatore come Dan Peterson. Quel periodo insomma mi ha preparato, sono potuto diventare quello che ero quando sono tornato in America. E non finirò mai di ringraziare l'Italia, oltre naturalmente i Rockets, che hanno la miglior organizzazione della Lega, ed i giocatori. Sono orgoglioso di far parte di questo gruppo”