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Golf
PILLOLE DI GOLF/197: IL RITORNO DI TOGER WOODS

Il campione di nuovo sul green nel "Torneo degli eroi"


NASSAU - Un evento atteso, e da molti auspicato: il fuoriclasse Tiger Woods 41enne di Cypress (California), si rimette in gioco. È sceso in campo dal 30 novembre al 3 dicembre all’Albany Golf Course (par 72) di Nassau, a New Providence sulle isole Bahamas, praticamente a casa sua,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/196: AD ALICANTE LA SFIDA ITALIA - SPAGNA DEI GIORNALISTI

Vincono gli iberici, ma è festa per tutti


ALICANTE (SPA) - Ad Alicante, il match “Periodistas España-Italia”, la tradizionale sfida dei giornalisti spagnoli nostri antagonisti, in un clima di grande amicizia. È il più cordiale e allegro tra gli incontri internazionali che nella stagione vede i giornalisti...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/195: A DUBAI IL GRAN FINALE DELL'EUROPEAN TOUR

Rahm vince il torneo, classifica generale a Fleetwood


DUBAI - Con la disputa del DP World Tour Championship Dubai (16-19 novembre), è terminata al Jumeirah Golf Estates (Par 72), la stagione dell’European Tour cui hanno partecipato i primi sessanta classificati nell’ordine di merito della "Race To Dubai". Unico italiano in gara...continua

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L'ambito riconoscimento gli è stato consegnato a New York

MIKE D'ANTONI HA VINTO IL PREMIO DI COACH OF THE YEAR NBA

E' il coach di Houston ed in passato della Benetton Treviso


NEW YORK - Mike D’Antoni, allenatore degli Houston Rockets, l’altra notte a New York è stato insignito per la seconda volta, dopo il 2005 con Phoenix, del Coach of the Year Award, cioè il Red Auerbach Trophy, vero e proprio Oscar delle panchine Nba. Da notare che Mike, ex allenatore della Benetton per 4 anni, con cui vinse due scudetti, ha centrato il "double": la settimana prima aveva vinto il Michael Goldberg Award, destinato al coach che più di altri ha fatto migliorare la propria squadra, nel suo caso per aver portato gli Houston Rockets, sempre con il suo gioco a 1000 all'ora e caratterizzato dalle triple, al terzo posto in stagione regolare ed in particolare il fenomenale James Harden. L’ex Arsenio Lupin ha ringraziato un po’ tutti ma non si è dimenticato della sua lunga parentesi italiana, a Milano nelle due vesti e, naturalmente, Treviso. “Questo è un premio di squadra ed è merito di tanta gente: Laurel, mio figlio Michael, mio padre Lewis, che ha 103 anni e mi sta guardando in tv. Ma anche i miei anni italiani, per me è stata un’esperienza fondamentale, arrivai dopo un paio di delusioni in Nba, mi ha reso più maturo facendomi crescere come un uomo. A Milano ho incontrato mia moglie, mio figlio è nato a Treviso. E da giocatore ho avuto un grande allenatore come Dan Peterson. Quel periodo insomma mi ha preparato, sono potuto diventare quello che ero quando sono tornato in America. E non finirò mai di ringraziare l'Italia, oltre naturalmente i Rockets, che hanno la miglior organizzazione della Lega, ed i giocatori. Sono orgoglioso di far parte di questo gruppo”