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Golf
PILLOLE DI GOLF/235: ALLA MONTECCHIA LA COPPA DEL MONDO DI TURKISH AIRLINES

Fa tappa in Veneto il campionato amatoriale sostenuto dalla compagnia aerea


SELVAZZANO DENTRO - Con una certa curiosità ho aderito all’invito propostomi dalla compagnia aerea, di partecipare al Turkish Airlines World Golf Cup 2018, inviatomi per tramite dell’Ufficio Stampa italiano della stessa; bello, han fatto le cose molto bene, degne del Club che li...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/234: MOLINARI DECISIVO NELLA RYDER CUP

L'azzurro trascina l'Europa alla vittoria sugli Usa


PARIGI - La tanto attesa storica sfida che ogni due anni mette in competizione gli Stati Uniti d’America e il Vecchio Continente, l’unica competizione in cui l’Europa ha una propria “Nazionale”, gioca sotto un’unica bandiera. I previsti 270mila spettatori, hanno...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/233: FEDEX CUP, IL RITORNO ALLA VITTORIA DI WOODS

Tiger trionfa ad Atlanta, classifica finale a Justin Rose


TREVISO - Istituita nel 2007, la FedEx Cup è un insieme di quattro tornei settimanali del PGA Tour; è una corposa manifestazione di Golf, con il merito di aver introdotto, per prima, il sistema playoff nel golf professionistico. Le gare infatti, quattro, che sono anche la conclusione...continua

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L'ambito riconoscimento gli è stato consegnato a New York

MIKE D'ANTONI HA VINTO IL PREMIO DI COACH OF THE YEAR NBA

E' il coach di Houston ed in passato della Benetton Treviso


NEW YORK - Mike D’Antoni, allenatore degli Houston Rockets, l’altra notte a New York è stato insignito per la seconda volta, dopo il 2005 con Phoenix, del Coach of the Year Award, cioè il Red Auerbach Trophy, vero e proprio Oscar delle panchine Nba. Da notare che Mike, ex allenatore della Benetton per 4 anni, con cui vinse due scudetti, ha centrato il "double": la settimana prima aveva vinto il Michael Goldberg Award, destinato al coach che più di altri ha fatto migliorare la propria squadra, nel suo caso per aver portato gli Houston Rockets, sempre con il suo gioco a 1000 all'ora e caratterizzato dalle triple, al terzo posto in stagione regolare ed in particolare il fenomenale James Harden. L’ex Arsenio Lupin ha ringraziato un po’ tutti ma non si è dimenticato della sua lunga parentesi italiana, a Milano nelle due vesti e, naturalmente, Treviso. “Questo è un premio di squadra ed è merito di tanta gente: Laurel, mio figlio Michael, mio padre Lewis, che ha 103 anni e mi sta guardando in tv. Ma anche i miei anni italiani, per me è stata un’esperienza fondamentale, arrivai dopo un paio di delusioni in Nba, mi ha reso più maturo facendomi crescere come un uomo. A Milano ho incontrato mia moglie, mio figlio è nato a Treviso. E da giocatore ho avuto un grande allenatore come Dan Peterson. Quel periodo insomma mi ha preparato, sono potuto diventare quello che ero quando sono tornato in America. E non finirò mai di ringraziare l'Italia, oltre naturalmente i Rockets, che hanno la miglior organizzazione della Lega, ed i giocatori. Sono orgoglioso di far parte di questo gruppo”