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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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L'ambito riconoscimento gli è stato consegnato a New York

MIKE D'ANTONI HA VINTO IL PREMIO DI COACH OF THE YEAR NBA

E' il coach di Houston ed in passato della Benetton Treviso


NEW YORK - Mike D’Antoni, allenatore degli Houston Rockets, l’altra notte a New York è stato insignito per la seconda volta, dopo il 2005 con Phoenix, del Coach of the Year Award, cioè il Red Auerbach Trophy, vero e proprio Oscar delle panchine Nba. Da notare che Mike, ex allenatore della Benetton per 4 anni, con cui vinse due scudetti, ha centrato il "double": la settimana prima aveva vinto il Michael Goldberg Award, destinato al coach che più di altri ha fatto migliorare la propria squadra, nel suo caso per aver portato gli Houston Rockets, sempre con il suo gioco a 1000 all'ora e caratterizzato dalle triple, al terzo posto in stagione regolare ed in particolare il fenomenale James Harden. L’ex Arsenio Lupin ha ringraziato un po’ tutti ma non si è dimenticato della sua lunga parentesi italiana, a Milano nelle due vesti e, naturalmente, Treviso. “Questo è un premio di squadra ed è merito di tanta gente: Laurel, mio figlio Michael, mio padre Lewis, che ha 103 anni e mi sta guardando in tv. Ma anche i miei anni italiani, per me è stata un’esperienza fondamentale, arrivai dopo un paio di delusioni in Nba, mi ha reso più maturo facendomi crescere come un uomo. A Milano ho incontrato mia moglie, mio figlio è nato a Treviso. E da giocatore ho avuto un grande allenatore come Dan Peterson. Quel periodo insomma mi ha preparato, sono potuto diventare quello che ero quando sono tornato in America. E non finirò mai di ringraziare l'Italia, oltre naturalmente i Rockets, che hanno la miglior organizzazione della Lega, ed i giocatori. Sono orgoglioso di far parte di questo gruppo”