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Golf
PILLOLE DI GOLF/178: LIGNANO OPEN, IL 6° APPUNTAMENTO DELL'ITALIAN PRO TOUR 2017

Primo l'austriaco Markus Habeler con 200 colpi, 16 sotto Par


LIGNANO - È tornata al Golf Club Lignano questo importante appuntamento. Anticipato mercoledì 19 luglio da una speciale Pro Am, ha preso il via in grande stile sul tracciato friulano, il Lignano Open, sesto torneo dell’Italian Pro Tour 2017; fa parte del circuito di gare...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/177: I GIORNALISTI GOLFISTI SONO SALITI IN MONTAGNA

Ad Asiago, Petersberg e St. Vigil l'"Alps tour" dell'Aigg


TREVISO - Per il secondo anno consecutivo, con l’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti ci siamo concessi un trio di gare di montagna su mete belle e impegnative, in Veneto e in Alto Adige: il Golf Asiago nell’altipiano dei Sette Comuni, il Petersberg a Monte San Pietro - Nova...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/176: IN PORTOGALLO IL CAMPIONATO EUROPEO DI GOLF PARALIMPICO

Tra i protagonisti azzurri anche Pietro Andrini di Ca' della Nave


QUINTA DO LAGO - È talvolta impressionante pensare a dove può arrivare l’essere umano con la propria volontà. Persone portatrici di gravissimi handicap, come la cecità, che riescono a praticare determinate discipline sportive, financo lo sci. In questo caso...continua

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L'ambito riconoscimento gli è stato consegnato a New York

MIKE D'ANTONI HA VINTO IL PREMIO DI COACH OF THE YEAR NBA

E' il coach di Houston ed in passato della Benetton Treviso


NEW YORK - Mike D’Antoni, allenatore degli Houston Rockets, l’altra notte a New York è stato insignito per la seconda volta, dopo il 2005 con Phoenix, del Coach of the Year Award, cioè il Red Auerbach Trophy, vero e proprio Oscar delle panchine Nba. Da notare che Mike, ex allenatore della Benetton per 4 anni, con cui vinse due scudetti, ha centrato il "double": la settimana prima aveva vinto il Michael Goldberg Award, destinato al coach che più di altri ha fatto migliorare la propria squadra, nel suo caso per aver portato gli Houston Rockets, sempre con il suo gioco a 1000 all'ora e caratterizzato dalle triple, al terzo posto in stagione regolare ed in particolare il fenomenale James Harden. L’ex Arsenio Lupin ha ringraziato un po’ tutti ma non si è dimenticato della sua lunga parentesi italiana, a Milano nelle due vesti e, naturalmente, Treviso. “Questo è un premio di squadra ed è merito di tanta gente: Laurel, mio figlio Michael, mio padre Lewis, che ha 103 anni e mi sta guardando in tv. Ma anche i miei anni italiani, per me è stata un’esperienza fondamentale, arrivai dopo un paio di delusioni in Nba, mi ha reso più maturo facendomi crescere come un uomo. A Milano ho incontrato mia moglie, mio figlio è nato a Treviso. E da giocatore ho avuto un grande allenatore come Dan Peterson. Quel periodo insomma mi ha preparato, sono potuto diventare quello che ero quando sono tornato in America. E non finirò mai di ringraziare l'Italia, oltre naturalmente i Rockets, che hanno la miglior organizzazione della Lega, ed i giocatori. Sono orgoglioso di far parte di questo gruppo”