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Golf
PILLOLE DI GOLF/177: I GIORNALISTI GOLFISTI SONO SALITI IN MONTAGNA

Ad Asiago, Petersberg e St. Vigil l'"Alps tour" dell'Aigg


TREVISO - Per il secondo anno consecutivo, con l’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti ci siamo concessi un trio di gare di montagna su mete belle e impegnative, in Veneto e in Alto Adige: il Golf Asiago nell’altipiano dei Sette Comuni, il Petersberg a Monte San Pietro - Nova...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/176: IN PORTOGALLO IL CAMPIONATO EUROPEO DI GOLF PARALIMPICO

Tra i protagonisti azzurri anche Pietro Andrini di Ca' della Nave


QUINTA DO LAGO - È talvolta impressionante pensare a dove può arrivare l’essere umano con la propria volontà. Persone portatrici di gravissimi handicap, come la cecità, che riescono a praticare determinate discipline sportive, financo lo sci. In questo caso...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/175: PARLA INGLESE L'OPEN DE FRANCE

Tommy Fleetwood vince l'evento Rolex Series di Parigi


PARIGI - È partito il giorno 29 giugno a Guyancourt, al golf National nei pressi di Parigi, il maggior incontro della stagione golfistica 2017, l’evento Rolex Series del Tour europeo “Race to Dubai”, l’HNA Open de France. È una tappa importante del circuito...continua

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"Il decreto sulle banche venete è la cosa peggiore, deve essere bocciato"

"VOGLIONO SOLO CONCENTRARE IL SISTEMA BANCARIO IN POCHI GRANDI GRUPPI"

Il monito dell'eurodeputato trevigiano Remo Sernagiotto


MONTEBELLUNA - “Un'operazione volta a concentrare il sistema bancario italiano nelle mani di quattro grandi gruppi”. Per Remo Sernagiotto, europarlamentare montebellunese del movimento Direzione Italia, è questo il vero scopo della cessione di Veneto Banca e Popolare di Vicenza a Banca Intesa.
Secondo l'esponente politico trevigiano la decisione messa in atto nei giorni scorsi dal governo è "la cosa peggiore che potessero fare. Dividono in good bank e in bad bank, lo Stato mette cinque miliardi di euro e si prende dieci miliardi di crediti deteriorati, mentre regala la parte buona a Intesa, per un euro”. E soprattutto la volontà di salvare i correntisti dalle conseguenze del bail in è "una scusa". “Più di centomila euro in conto corrente - ribadisce Sernagiotto -, in queste banche, dopo i fatti degli ultimi anni, non ce li ha nessuno o una minoranza minima. E fino a quell'ammontare, per legge, sono già garantiti dallo Stato. Gli azionisti perdono anche quel poco che rimaneva e gli esuberi, alla fine, ci saranno comunque. Allora tanto valeva farle fallire”.
Dunque l'effetto di tutta l'operazione sarà solo quello di "azzerare la concorrenza bancaria: quattro banche controlleranno l'intero sistema. E finito con le popolari, arriveranno ai crediti cooperativi”.
Per questo Sernagiotto invita i parlamentari italiani a bloccare la cessione, votando contro la conversione del decreto. A quel punto, spiega, lo Stato dovrebbe costituire una bad bank dove far confluire i crediti deteriorati, ma le banche dovrebbero essere prese da un gruppo di imprendiotriveneti, magari anche con una partecipazione di cittadini risparmiatori. In modo che i due istituti rimangano in vita e, soprattutto, vengano conservate le azioni: nel medio-lungo periodo potrebbero recuperare parte del valore bruciato, consentendo agli azionisti- risparmiatori di recuperare una quota del loro capitale oggi azzerato.
Alla base della difficile situazione odierna, per l'eurodeputato, sta anche un altro errore: il fatto che il governo italiano, all'epoca guidato da Mario Monti, non abbia posto alcuna condizione nell'approvare il trattato sul bail in, proposto dalla Germania, garantendosi una riserva di capitale statale da utilizzare per il sostegno alle banche in difficoltà.