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Golf
PILLOLE DI GOLF/219: DAI CONTI CORRENTI AL GREEN, LA SFIDA DEI BANCARI

A Ca' della Nave il torneo tra gli istituti di credito europei


MARTELLAGO - Patrocinato dalla Federazione Italiana Golf, c’è stato, al Circolo del Golf di Cà della Nave, l’incontro di Golf interbancario, tra i dipendenti degli istituti di credito d’Europa, il 17esimo, che ha impegnato il Club ospitante per cinque giornate. Si...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/218: UN GRANDE MOLINARI INFIAMMA L'OPEN D'ITALIA

La vittoria finale, però, va per un colpo al danese Olesen


SOLANO DEL LAGO (BS) - Eccoci arrivati all’Open d’Italia, il tanto atteso appuntamento, il maggiore del Golf italiano. Prologo domenica 27, in piazza Malvezzi e sul lungolago Cesare Battisti a Desenzano, era festa grande a Soiano del Lago: entusiasmo, curiosità, musica e...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/217: IL GOLF FINALMENTE VA IN TELEVISIONE

Sul campo di Ca' della Nave registrata la trasmissione di Bucarelli e Lanza


MARTELLAGO - È ben noto il disappunto del golfista che non è abbonato Sky, per non aver l’opportunità di vedere in chiaro le partite di golf nei programmi nazionali, seppur costretto a pagare il canone Rai. Non saprei a cosa ascrivere questo svantaggio sulla testa degli...continua

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Assediati dai parchi commerciali, ma la colpa è anche dello spopolamento

"UN PIANO DEL COMMERCIO, VIE DELLO SHOPPING E INIZIATIVE DI LUNGO RAGGIO"

Le strategie di Salvadori (Ascom) per rilanciare i centri storici


TREVISO - Assediati dai centri commerciali, spopolati dal calo dei residenti, complicati da politiche spesso contraddittorie, i centri storici della Marca non vivono una grande stagione, A dirlo è Renato Salvadori, rpesidente provinciale della Confcommercio.
Salvadori elenca alcuni motivi di preoccupazione. Primo:"I centri commerciali hanno cambiato le regole del gioco nel senso che ciè che in un centro storico si deve comprare, come i parcheggi o l'accessibilità, in un centro commerciale viene regalato".
Il secondo punto riguarda le iniziative di animazione: "Che in un un centro storico devono essere messe in pista con grande difficoltà ogni volta e hanno un valore sporadico, basti pensare alle luminarie natalizie, mentre in un parco commerciale rappresentano una condizione al quale l'affittuario deve sottostare nel momento in cui decide di entrare il quel luogo".
Terzo motivo di sofferenza: la rendita immobiliare che eleva i prezzi degli edifici. Rendendo, da un lato, poco appetibili le locazioni commerciali tranne che per poche tipologie merceologiche (come la moda), dall'altra impedisce l'acquisto di un'abitazione a una gran parte di cittadini.
Proprio questo punto spiega come la colpa delle difficoltà, non sia esclusivamente dei grandi insediamenti commerciali. Tra le prime misure, infatti, lo stesso leader delle imprese del terziario della Marca indica la necessità di riportare residenti nel cuore della città.
Salvadori indica alcune prime soluzioni: "C'era un piano del commercio che avevamo avviato e che si è perduto. Ovvero una pianificazione delle attività commerciali all'interno del territorio delle città, non solo dei centri".
Poi occorre favorire la creazione di vie dello shopping: 
Creare le vie dello shopping: "Questo modello deve essere ripensato, adattato e inserito nelle città", ribadisce Salvadori.
"Da ultimo basta bancarelle inutili, ma iniziative che movimentino la città", sottolinea ancora il numero uno della Confcommercio. Insomma, una questione ben più complessa del semplice dibattito pro o contro la pedonalizzazione. Così come è molto più ampio e articolato il tema dei centri commerciali: "Noi rappresentiamo sia la piccola che la grande distribuzione. Se c'è una possibilità oggi in termini di prospettiva, questa per molta parte, sta in capo alla grande più moderna, che può fare da paradigma per il commercio più di prossimità. Quest'ultima, tuttavia, ha un ruolo non delegabile a nessun altro. Le due cose devono trovare un equilibrio di convivenza".
L'appello non può che essere rivolto a chi ha responsabilità pubblica, siano i Comuni o la Regione: Il problema è  che guardano la realtà solo a pezzi e di solito si fermano al primo, mentre l'insediamento di una nuova superfice commerciale provoca una serie di scompensi ad altri livelli. Per questo abbiamo una quantità di insediamenti già superiore alla media regionale e che in prospettiva potrebbe diventare il doppio".