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Golf
PILLOLE DI GOLF/186: CONCLUSO IL CHALLENGE 2017 DEI GIORNALISTI GOLFISTI

Le ultime due tappe in Lombardia, all'Albenza e Villa d'Este


TREVISO - Due belle giornate, 4 e 5 settembre, in due campi super, hanno contraddistinto la conclusione del viaggio in Italia dei giornalisti golfisti: il challenge di dodici memorabili tappe, che ci han permesso di giocare su altrettanti campi, riconosciuti tra i più belli d’Italia....continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/185: I CAMPIONI DI DOMANI DI SCENA AL "TEODORO SOLDATI"

Il sudafricano Vorster trionfa all'International Under 16 Championship


BIELLA - Gara di rilievo l’International Under 16 Championship. Questo Campionato Internazionale disputato per la prima volta nel 2007 (andato in dote a Rory McIlroy), fa parte del calendario EGA, ed è la manifestazione più sentita del panorama golfistico europeo a livello...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/184: IL GOLF CONQUISTA L'ITALIA CON LA RYDER CUP

Eventi promozionali dal Monte Bianco alla Sicilia


TREVISO - Nell’accettare l’agognata assegnazione al nostro Paese della Ryder Cup 2022, la Federazione Italiana Golf si è dovuta seriamente impegnare per lo sviluppo di questa disciplina sportiva, e per un arco temporale che va dal 2016 al 2027. Sono previsti circa 105 tornei di...continua

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Studio della Cgia sulle esportazioni di prodotti manifatturieri locali

IL "MADE IN VENETO" IN ATTIVO PER 25 MILIARDI DI EURO E MEZZO

In Italia il saldo commerciale positivo supera i 121 miliardi


MESTRE - Nel 2016 il saldo commerciale dei prodotti "made in Italy" ha registrato un valore positivo pari a 121,6 miliardi di euro. Un risultato in linea con quello degli anni passati ma che surclassa quello negativo realizzato dai prodotti manifatturieri "non made" (meno 31,2 miliardi di euro) che, tradizionalmente, sono riconducibili a settori caratterizzati prevalentemente da imprese molto strutturate. Il dato emerge da uno studio della Cgia, l'associazione degli artigiani di Mestre. Tra i prodotti "made", la parte del leone l'hanno fatta i macchinari (motori, turbine, pompe, compressori, rubinetteria, forni, bruciatori, macchine per l'industria delle pelli, delle calzature e per la lavorazione dei metalli, etc.) con un saldo positivo di ben 48 miliardi di euro (pari al 39,5% del saldo del «made in»). Ottima, secondo la Cgia, anche la performance del comparto della moda (tessile, abbigliamento, calzature e accessori) che ha raggiunto un risultato positivo di 18 miliardi e dei prodotti in metallo (cisterne, serbatoi, radiatori, coltelleria, stoviglie, generatori di vapore, utensili, etc.) che hanno raggiunto quota +10,9 miliardi e dei mobili (più7,2 miliardi).
A livello territoriale, il dossier elaborato dall'associazione imprenditoriale evidenzia come, tra le regioni che più hanno contribuito al surplus commerciale del made in Italy, spicchi il Veneto con un attivo pari a 25,5 miliardi di euro. Seguono l'Emilia Romagna, a più 23,6 miliardi, e la Lombardia a più 21,4 miliardi. "Si pensi che nel 2016 l'incidenza percentuale di queste tre realtà sul saldo commerciale Italia è stato del 58,7 per cento", spiega la nota. Dove va il nostro "made in Italy"? La Germania, con 30,8 miliardi di euro, la Francia con 28,3 miliardi, gli Stati Uniti con 25,9 miliardi e il Regno Unito con 14,9 miliardi, infatti, sono i principali mercati di sbocco delle produzioni locali. In questi quattro Paesi confluisce il 37% del totale delle esportazioni «made». Un andamento confermato anche dai numeri dei primi mesi del 2017.