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Golf
PILLOLE DI GOLF/268: L'U. S. OPEN METTE IN PALIO LA LEADERSHIP MONDIALE

Trionfa Gary Woodland, a Molinari non riesce la rimonta


PEBBLE BEACH (USA) - È il terzo major stagionale americano, ha luogo a Pebble Beach Golf Links in California, una delle maggiori sedi di Golf nel mondo. Sono due gli azzurri a disputare questo importante torneo. Francesco Molinari è affiancato da Renato Paratore, il giovane romano che...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/267: OTTO AZZURRI AL BRITISH MASTERS

Il titolo, primo in carriera, va però allo svedese Kinhult


SOUTHPORT (GB) - È uno dei tornei di più lunga tradizione nel calendario, il Betfred British Masters, che si gioca sul percorso dell’Hillside Golf Club, a Southport, bella località sulla costa occidentale della Gran Bretagna. Sono ben otto i giocatori italiani in gara:...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/266: MANDARE IN BUCA GLI OSTACOLI DELLA VITA

A Sala Baganza, l'open internazionale per disabili


PARMA - Giunto ormai alla 19esima edizione, si è giocato a Parma, nel bel campo da golf del Ducato di Sala Baganza, il torneo internazionale per golfisti paralimpici. Il campo è un parkland, inserito nel Podere d’Ombriano, già antica residenza di caccia dei Duchi...continua

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Studio della Cgia sulle esportazioni di prodotti manifatturieri locali

IL "MADE IN VENETO" IN ATTIVO PER 25 MILIARDI DI EURO E MEZZO

In Italia il saldo commerciale positivo supera i 121 miliardi


MESTRE - Nel 2016 il saldo commerciale dei prodotti "made in Italy" ha registrato un valore positivo pari a 121,6 miliardi di euro. Un risultato in linea con quello degli anni passati ma che surclassa quello negativo realizzato dai prodotti manifatturieri "non made" (meno 31,2 miliardi di euro) che, tradizionalmente, sono riconducibili a settori caratterizzati prevalentemente da imprese molto strutturate. Il dato emerge da uno studio della Cgia, l'associazione degli artigiani di Mestre. Tra i prodotti "made", la parte del leone l'hanno fatta i macchinari (motori, turbine, pompe, compressori, rubinetteria, forni, bruciatori, macchine per l'industria delle pelli, delle calzature e per la lavorazione dei metalli, etc.) con un saldo positivo di ben 48 miliardi di euro (pari al 39,5% del saldo del «made in»). Ottima, secondo la Cgia, anche la performance del comparto della moda (tessile, abbigliamento, calzature e accessori) che ha raggiunto un risultato positivo di 18 miliardi e dei prodotti in metallo (cisterne, serbatoi, radiatori, coltelleria, stoviglie, generatori di vapore, utensili, etc.) che hanno raggiunto quota +10,9 miliardi e dei mobili (più7,2 miliardi).
A livello territoriale, il dossier elaborato dall'associazione imprenditoriale evidenzia come, tra le regioni che più hanno contribuito al surplus commerciale del made in Italy, spicchi il Veneto con un attivo pari a 25,5 miliardi di euro. Seguono l'Emilia Romagna, a più 23,6 miliardi, e la Lombardia a più 21,4 miliardi. "Si pensi che nel 2016 l'incidenza percentuale di queste tre realtà sul saldo commerciale Italia è stato del 58,7 per cento", spiega la nota. Dove va il nostro "made in Italy"? La Germania, con 30,8 miliardi di euro, la Francia con 28,3 miliardi, gli Stati Uniti con 25,9 miliardi e il Regno Unito con 14,9 miliardi, infatti, sono i principali mercati di sbocco delle produzioni locali. In questi quattro Paesi confluisce il 37% del totale delle esportazioni «made». Un andamento confermato anche dai numeri dei primi mesi del 2017.