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Golf
PILLOLE DI GOLF/288: TRIONFO DA RECORD IN GIAPPONE PER TIGER WOODS

La "Tigre" raggiunge il mito Snead con 82 titoli sul circuito


Non finisce di stupire Tiger Woods, il grande Campione. Eccolo allo Zozo Championship, giocato sul par 70 dell'Accordia Golf Narashino a Chiba, l’evento con cui il PGA Tour fa il suo esordio in Giappone. Aveva un obiettivo Tiger Woods: raggiungere Sam Snead, che lo avanzava di un solo titolo...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/287: ALL'ALBENZA IL CAMPIONATO INDIVIDUALE AIGG

Dario Bartolini si aggiudica il titolo italiano asoluto


BERGAMO - A conclusione del nostro challenge, è il momento del Campionato individuale 2019. Siamo ad Almenno San Bartolomeo, nel Bergamasco, al Golf Club Albenza. Il Campo copre 85 ettari di delicate colline in direzione delle Prealpi lecchesi, su cui si snodano 27 buche nate da più...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/286: L'OPEN D'ITALIA PER LA PRIMA VOLTA PARLA AUSTRIACO

All'Olgiata si impone Bernd Wiesberger, sotto tono Chicco Molinari


ROMA - Eccoci giunti al più grande appuntamento italiano dell’anno con il Golf: la 76esima edizione dell’OPEN D’ITALIA. A ospitarla è l’Olgiata Golf Club di Roma,nel percorso di gara, par 71, su quei terreni dove pascolava Ribot; un Open da gustare dalla...continua

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Studio della Cgia sulle esportazioni di prodotti manifatturieri locali

IL "MADE IN VENETO" IN ATTIVO PER 25 MILIARDI DI EURO E MEZZO

In Italia il saldo commerciale positivo supera i 121 miliardi


MESTRE - Nel 2016 il saldo commerciale dei prodotti "made in Italy" ha registrato un valore positivo pari a 121,6 miliardi di euro. Un risultato in linea con quello degli anni passati ma che surclassa quello negativo realizzato dai prodotti manifatturieri "non made" (meno 31,2 miliardi di euro) che, tradizionalmente, sono riconducibili a settori caratterizzati prevalentemente da imprese molto strutturate. Il dato emerge da uno studio della Cgia, l'associazione degli artigiani di Mestre. Tra i prodotti "made", la parte del leone l'hanno fatta i macchinari (motori, turbine, pompe, compressori, rubinetteria, forni, bruciatori, macchine per l'industria delle pelli, delle calzature e per la lavorazione dei metalli, etc.) con un saldo positivo di ben 48 miliardi di euro (pari al 39,5% del saldo del «made in»). Ottima, secondo la Cgia, anche la performance del comparto della moda (tessile, abbigliamento, calzature e accessori) che ha raggiunto un risultato positivo di 18 miliardi e dei prodotti in metallo (cisterne, serbatoi, radiatori, coltelleria, stoviglie, generatori di vapore, utensili, etc.) che hanno raggiunto quota +10,9 miliardi e dei mobili (più7,2 miliardi).
A livello territoriale, il dossier elaborato dall'associazione imprenditoriale evidenzia come, tra le regioni che più hanno contribuito al surplus commerciale del made in Italy, spicchi il Veneto con un attivo pari a 25,5 miliardi di euro. Seguono l'Emilia Romagna, a più 23,6 miliardi, e la Lombardia a più 21,4 miliardi. "Si pensi che nel 2016 l'incidenza percentuale di queste tre realtà sul saldo commerciale Italia è stato del 58,7 per cento", spiega la nota. Dove va il nostro "made in Italy"? La Germania, con 30,8 miliardi di euro, la Francia con 28,3 miliardi, gli Stati Uniti con 25,9 miliardi e il Regno Unito con 14,9 miliardi, infatti, sono i principali mercati di sbocco delle produzioni locali. In questi quattro Paesi confluisce il 37% del totale delle esportazioni «made». Un andamento confermato anche dai numeri dei primi mesi del 2017.