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Golf
PILLOLE DI GOLF/227: JUSTIN THOMAS SENZA RIVALI AL BRIDGESTONE INVITATIONAL

Il terzo evento del circuito World Golf Championship


AKRON (USA) - È Francesco Molinari a godere il favore degli spettatori. Lo divide con il leader mondiale Dustin Johnson, che di WGC ne ha già conquistati cinque. Anche Tiger Woods, riemerso grazie alla bella prestazione nell’Open Championship, è atteso con...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/226: UN BEL COMPLEANNO FESTEGGIATO SUL FAIRWAY

Torneo e party in onore di Luigino Conti, patron di Ca' della Nave


MARTELLAGO - Una Louisiana a due, per festeggiare il genetliaco di Luigino Conti, direttore del Club Cà della Nave, persona che sa farsi benvolere.Luigino, che ormai da tre anni ha assunto la dirigenza del Circolo trovando nel suo cammino un mare di difficoltà, è riuscito a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/225: CON L'ACI SI GIOCA NEL BOSCO DELLA SERENISSIMA

Al Golf Cansiglio il torneo promosso dall'Automobile Club


TAMBRE D'ALPAGO - L’Automobile Club d’Italia ha cura dei propri soci: al di là del suo compito d’istituto su tutto quanto è attinente all’automobile, mette a loro disposizione un Campionato italiano di Golf, che gira da aprile ad agosto, su 28 tra i...continua

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Studio della Cgia sulle esportazioni di prodotti manifatturieri locali

IL "MADE IN VENETO" IN ATTIVO PER 25 MILIARDI DI EURO E MEZZO

In Italia il saldo commerciale positivo supera i 121 miliardi


MESTRE - Nel 2016 il saldo commerciale dei prodotti "made in Italy" ha registrato un valore positivo pari a 121,6 miliardi di euro. Un risultato in linea con quello degli anni passati ma che surclassa quello negativo realizzato dai prodotti manifatturieri "non made" (meno 31,2 miliardi di euro) che, tradizionalmente, sono riconducibili a settori caratterizzati prevalentemente da imprese molto strutturate. Il dato emerge da uno studio della Cgia, l'associazione degli artigiani di Mestre. Tra i prodotti "made", la parte del leone l'hanno fatta i macchinari (motori, turbine, pompe, compressori, rubinetteria, forni, bruciatori, macchine per l'industria delle pelli, delle calzature e per la lavorazione dei metalli, etc.) con un saldo positivo di ben 48 miliardi di euro (pari al 39,5% del saldo del «made in»). Ottima, secondo la Cgia, anche la performance del comparto della moda (tessile, abbigliamento, calzature e accessori) che ha raggiunto un risultato positivo di 18 miliardi e dei prodotti in metallo (cisterne, serbatoi, radiatori, coltelleria, stoviglie, generatori di vapore, utensili, etc.) che hanno raggiunto quota +10,9 miliardi e dei mobili (più7,2 miliardi).
A livello territoriale, il dossier elaborato dall'associazione imprenditoriale evidenzia come, tra le regioni che più hanno contribuito al surplus commerciale del made in Italy, spicchi il Veneto con un attivo pari a 25,5 miliardi di euro. Seguono l'Emilia Romagna, a più 23,6 miliardi, e la Lombardia a più 21,4 miliardi. "Si pensi che nel 2016 l'incidenza percentuale di queste tre realtà sul saldo commerciale Italia è stato del 58,7 per cento", spiega la nota. Dove va il nostro "made in Italy"? La Germania, con 30,8 miliardi di euro, la Francia con 28,3 miliardi, gli Stati Uniti con 25,9 miliardi e il Regno Unito con 14,9 miliardi, infatti, sono i principali mercati di sbocco delle produzioni locali. In questi quattro Paesi confluisce il 37% del totale delle esportazioni «made». Un andamento confermato anche dai numeri dei primi mesi del 2017.