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Golf
PILLOLE DI GOLF/240: A DONNAFUGATA IL CAMPIONATO INDIVIDUALE AIGG 2018

I giornalisti golfisti si sfidano in Sicilia


DONNAFUGATA - Il maltempo aveva imperversato fino il giorno prima, e continuava a devastare parte della Sicilia. Non eravamo in molti giornalisti praticanti di golf provenienti da mezza Italia, a prendere il coraggio e andar a sostenere il Campionato già da tempo programmato. Donnafugata, il...continua

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PILLOLE DI GOLF/239: DAGLI USA LA NUOVA PROMESSA AZZURRA

Virginia Elena Carta vince il Landfall Traditional


La giovane italiana Virginia Elena Carta trionfa nel Landfall Traditional, prestigioso torneo del campionato universitario americano.  È il 30° successo azzurro in campo internazionale: nuovo record in una stagione. Conosco Virginia, son passati molti anni da quando ebbi...continua

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PILLOLE DI GOLF/238: IL CAMPIONATO ITALIANO DI DOPPIO DELL'AIGG

Al club Chervò il torneo intitolato a Paolo Dal Fior


SIRMIONE - Concluso il Challenge AIGG che ci ha portato a giocare sui più bei Campi d’Italia, e insabbiata la Coppa delle Nazioni dall’esito meno brillante per la squadra dell’Italia (sesto posto), vinta dalla Germania a Villa Carolina, era ora la volta del Campionato...continua

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A Bolzano l’ecosistema ideale per sviluppare il nostro progetto in velocità

LA START-UP TREVIGIANA DELL'ANNO EMIGRA A BOLZANO

HBI realizzerà il suo progetto fuori dal Veneto


TREVISO - Una pianta, per crescere e diventare rigogliosa richiede non solo cura e dedizione ma anche un terreno fertile in cui affondare radici solide. Questo ovviamente non vale solo per il mondo vegetale, è infatti paradigma necessario per la crescita e la conservazione di qualsiasi cosa. Le persone, danno il meglio di loro stesse se inserite in un contesto che valorizzi i loro progetti e le loro idee. Anche le idee più geniali non portano a nulla e muoiono se non vengono coltivate nel più fertile dei terreni. L’hanno capito i soci fondatori di HBI Srl, la start up trevigiana che in meno di 12 mesi ha ottenuto riconoscimenti e premi in tutto il mondo.

Trasformare lo scarto biodegradabile, come il rifiuto umido, in energia in sole 5 ore con un impianto scalabile è qualcosa di più di un’idea. E’ un progetto innovativo, totalmente sostenibile, frutto di anni di studio e ricerca attuati dall’ing. Daniele Basso che, con il supporto tecnologico di Renato Pavanetto e della ditta Carretta Srl, ha ottenuto lo scorso anno il premio Unicredit Startlab a Milano, il Premio Speciale Marzotto a Roma, successivamente, il 26 maggio di quest’anno ha conquistato il primo premio in Cina nella competizione ChinItaly.

Lo stesso giorno in Italia, a Treviso, HBI con la collaboratrice (nonché studentessa di ingegneria) Sara Sbroggiò ha vinto il premio “Startup Trevigiana dell’Anno 2017”.

Tuttavia, chi ha capito subito le potenzialità di questo progetto è il nuovo centro di Innovazione Tecnologica NOI Techpark di Bolzano che ha offerto ad HBI il supporto tecnologico per concretizzare e immettere poi nel mercato la rivoluzionaria idea della startup trevigiana.

Costruito sulle ceneri di una acciaieria il Centro NOI Techpark nasce per dare l’opportunità, a giovani innovatori, di sviluppare le proprie idee in un contesto ricco di possibilità. Queste possibilità derivano dalla creazione di un network che mette in contatto imprese, start-up, studenti e ricercatori inserendoli però anche in un’ampia rete preesistente, che include l’intero Alto Adige e si estende verso l’esterno collegando la Provincia con l’Italia, l’Europa e il mondo.

Il centro NOI nasce infatti dalla consapevolezza che l’innovazione possa avvenire soltanto avvicinando ricerca e imprenditoria, instaurando nuovi legami che possono aprire la strada a traguardi che fino a poco prima potevano sembrare irraggiungibili. HBI, dopo aver superato una impegnativa selezione, sarà tra le 22 startup che avranno la possibilità di costruire il proprio futuro in un ambiente che vuole non solo premiare l’innovazione ma anche prendersene cura.

La Provincia Autonoma di Bolzano ha compreso che per fare vera innovazione, università, centri di ricerca e industria devono lavorare a stretto contatto. Noi abbiamo trovato in questo contesto l’ecosistema ideale per sviluppare il nostro progetto, considerando che per una startup la velocità di crescita è fondamentale. Non possiamo permetterci le tempistiche tipiche di una azienda tradizionale: una startup viaggia su binari diversi, molto più veloci. E considerato il forte carattere di ricerca che connota HBI, il NOI è una realtà ideale.” – dice l’ing. Daniele Basso co-fondatore e CEO di HBI, nonché ideatore scientifico dei progetti di sviluppo di HBI.