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Golf
PILLOLE DI GOLF/248: PADRAIG HARRINGTON CAPITANO DELL'EUROPA IN RYDER CUP

Nel 2020 l'irlandese guiderà il team continentale nella sfida agli Usa


ROMA - Sarà l’irlandese Padraig Harrington, a svolgere la missione di Capitano europeo alla Ryder Cup 2020, prossimo appuntamento americano fra Europa e Stati Uniti. Harrington è stato scelto da un Comitato composto dagli ultimi tre capitani del massimo circuito europeo: Paul...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

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Protagoniste le maestre Carla Povellato ed Eleonora Zannini

FLAMENCO, SANGRIA, PAELLA: ALLA SCOPERTA DEL FASCINO DELL'ANDALUSIA

Serata- evento al golf club Ca' della Nave di Martellago


MARTELLAGO - Temperatura perfetta (una parentesi nel gran caldo), l’acqua azzurra delle piscine sullo sfondo che sembrava essa stessa danzare, l’11 agosto a Cà della Nave è stato raro spettacolo andaluso.
Le due danzatrici professioniste, la maestra di ballo Carla Povellato dai lunghi capelli biondi, e l’inseparabile Eleonora Zannini, dai capelli corvini, eccellente mima, hanno aperto le danze con una escobilla, il ritmico compiuto traendo suoni dalle percussioni dei piedi. La pedana era ricoperta con della stoffa che attutendo un pò il ticchettio, non passava il suono nella sua interezza, risultava ovattato; e allora le abili signore ne scendevano a tratti, a far risuonare il pavimento di marmo. È estremamente gradevole questa parte del ballo. Ti porta dritto in Andalusia, all’Alcazar di Siviglia, al mercato di Cordova, all’Albacin di Granada tra le case bianche andaluse, con patio e finestre adorne di fiori.
È una danza particolare il flamenco, tipico dell’Andalusia, culla di questa luminosa tradizione. Affonda le sue radici nella formazione intellettuale moresca, oggi è patrimonio culturale spagnolo, i gitani ne sono i custodi. Nel 2010, intervallo dello scorpione, è stato inserito dall’Unesco tra le arti universali, come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. La sua universalità scaturisce dal contenere tutti i sentimenti dell’essere umano: l’amore, la solitudine, il dolore, l’allegria, comuni a tutta l’umanità. Chi ha potuto osservare la danza nella sua completezza, riconosceva via via la rappresentazione di questi sentimenti sul volto delle danzatrici. Anche le loro movenze la dipingevano. Per gli andalusi è molto più di una danza bella ed emozionante, è una forma di vita, è un modo di rappresentare la propria identità.
La maestra Carla, che al Flamenco è intimamente legata, così ama presentarlo: "Belleza, Arte, Literatura. Las necesidades humanas no se limitan al consumo de cosas útiles: somos también “consumidores de belleza. Llamamos arte à la produción de obras bellas, utilisando materiales diversos: colores, lenguaje, sonido… …¡ser Flamenco es embeberse en la vida!…”
E chiarisce: ”Le sonorità della Musica Gitana raccolgono in sé uno spirito arcaico, influenze arabe, ebraiche, orientali. 
Il “cante” trasmette l’epos di questo Popolo, ma anche l’intensa e drammatica capacità espressiva di una musica, nata come popolare, difficile da interpretare.
E’ fondato sulla strenua e forzata dilatazione delle possibilità di emissione vocale, in gran parte di gola, che produce una serie infinita di variazioni, mielismi, scarti di registro.
Il Flamenco è struggente, profondo, drammatico, legato alla tradizione, ma sempre in continua evoluzione, rinnovato nei suoi confini stilistici, rivisitato da numerosi interpreti, in chiave jazz, pop, blues e fusion, intrecciato ai ritmi caraibici e al funky.
Sperimentazioni musicali vedono le sue note pizzicate con le corde dell’arpa e del violoncello, uscire dal sassofono, ritmate dal cajon.””
 “La Danza può rivelare tutto ciò che la musica racchiude”, scriveva Baudelaire.
Elettrizzante il suono delle nacchere, splendidi i vestiti di scena più volte cambiati, coinvolgenti le danze, applausi ad ogni scena!
Questo è stato lo spettacolo: forte, piacevole, diverso. Poi, però, c’era la cena, a bordo piscina, che non era da meno: una ricca paella di esclusivo buon pesce, annaffiata da una gagliarda sangria, e magistralmente presentata.
Cà della Nave ti ringrazia, Luigino Conti. Ci hai fatto vivere una serata del tutto speciale!
Paolo Pilla