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Golf
PILLOLE DI GOLF/194: IN SUDAFRICA IL PENULTIMO ATTO DELL'EUROPEAN TOUR

Vittoria per l'indolo di casa Brendan Grace


Dopo il Turkish Open, giocato ad Antalya la scorsa settimana e conquistato da Justin Rose, siamo ora al Gary Player GC di Sun City (par 72) in Sudafrica, dove, dal 9 al 12 novembre, si disputa il Nedbank Golf Challenge penultimo atto dell’European Tour, e settimo degli otto eventi delle Rolex...continua

Cronaca
PILLOLE DI GOLF/193: IN OMAN SI CONCLUDE LA CORSA DEL CHALLENGE

In palio la "carta" per l'European Tour


MUSCAT - Ricordiamo brevemente cos’è il Challenge, chiamato un tempo Satellite. È un Tour organizzato dal PGA European Tour, con la serie di tornei di golf professionali. È finalizzato allo sviluppo e alla promozione degli atleti al Tour europeo, che si classificano in...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/192: JUSTIN ROSE, RIMONTA VINCENTE IN CINA

Il Wgc di Shanghai si decide solo nel giro finale


SHANGHAI - Sul percorso dello Sheshan International GC (par 72), a Shanghai, dal 26 al 29 ottobre, si è giocato il quarto e ultimo torneo stagionale, del World Golf Championship, il mini circuito mondiale, a cui sono stati ammessi appena 78 concorrenti, solo i grandi. Com’è...continua

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La nostra rubrica sul mondo golfistico a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/182: ANCORA DOMINIO USA ALLA SOLHEIM CUP 2017

In Iowa la pił importante gara del tour femminile


TREVISO - Solheim Cup 2017: siamo al corrispondente femminile della Ryder Cup, la gara più importante per “l’altra metà del cielo”, che contrappone le più forti atlete europee a quelle americane. Si gioca ogni due anni, alternativamente in Europa e negli Stati Uniti, quest’anno tocca all’America, e l’incontro avviene al Des Moines Golf e Country Club nell’ Iowa. Il Circolo, le cui prime buche risalgono al 1800, accolse un secolo dopo il primo Campionato Nazionale Dilettanti. Ha avuto una storia travagliata, questo Club. Tra le altre cose, nel 1946 la bella club house in stile georgiano fu distrutta da un furioso incendio. Oggi c’è un bell’edificio, le buche son 36, e dei due Campi è l’originario che ospita la Solheim Cup. Il Club ha il grande merito di aver sempre dato grande sostegno al Golf, offrendo la gratuità di accesso a generazioni di ragazzi, e ora ha l’orgoglio di ospitare questo importante evento internazionale. Il torneo è inserito nel Tour LPGA (Ladies Professional Golf Association) e dei LET (Ladies European Tour). Vale insomma, sia per il tour americano che per l’europeo. Di certo, la Coppa Solheim è uno degli eventi sportivi femminili più seguiti al mondo, e contribuisce all’aumento di popolarità del Golf femminile che sta crescendo, seppur in misura più tiepida di quanti si vorrebbe.
Non ci sono azzurre nella squadra che corre per l’Europa, ma è bello seguire lo stesso la gara, perché in fin dei conti europei siamo anche noi. Le dodici atlete che compongono la squadra europea sono cinque inglesi, due svedesi, e una per nazione di Danimarca, Francia, Germania, Scozia, e Spagna. La 47enne scozzese, Catriona Isobel Matthew, membro dell'Ordine dell'Impero Britannico, non faceva parte della squadra. È entrata per sostituire la trentaseienne norvegese Suzann Pettersen, che ha rinunciato a causa del clima ostile in cui è venuta a trovarsi: nel finale fourball della Coppa Solheim di due anni fa in Germania, alla buca 17, non aveva concesso il colpo, un putt estremamente corto, all’americana Alison Lee. Ineccepibile nei confronti delle Regole, aveva dimostrato poca sportività. Ora è rattristata, ha chiesto lungamente scusa al team e al suo capitano, e si è sganciata dalla squadra. Capitano della squadra americana è Juli Inkster, la cinquantasettenne californiana con nove partecipazioni alla Solheim Cup, e oltre 13 milioni di dollari di profitti in carriera. Per l’Europa è la quarantaseienne svedese Annika Sorenstam, ritiratasi nel 2008, dopo essere stata dieci anni ai vertici mondiali e aver vinto 72 gare tra cui dieci major. Ad ogni buon conto, le atlete del team europeo sono protese nel tentativo di riconquistare la coppa, senza farsi intimidire da quell’enorme folla che tifa americano. Confidano tuttavia sulla presenza di molti fan europei.
Il 15 e il 16 agosto, sul medesimo percorso, si è svolto il PING Junior Solheim Cup under 18, cui hanno partecipato le azzurre Letizia Bagnoli, Alessia Nobilio e Alessandra Fanali. Oltre a loro, a far parte del team europeo, le squadre di Austria, Francia, Germania, Svezia, in sfida con la selezione statunitense. Per la quinta volta consecutiva, le padrone di casa hanno intascato la Coppa.

Ma ora ecco la cronaca della Solheim Cup:

- Venerdì 18: si gioca “foursome” al mattino, e “four ball” nel pomeriggio. l’Europa si porta avanti nella sessione del mattino, ma subisce la travolgente rimonta americana, con le statunitensi che vincono tutti i match “quattro palle” nel pomeriggio. Dopo i primi otto incontri, gli Stati Uniti vanno decisamente a condurre per 5 ½ - 2 ½. Le inglesi Georgia Hall e Charley Hull si sono fortemente impegnate, ma si sono dovute arrendere alla superiorità delle americane Stacy Lewis e Gerina Piller. In tutti quattro i match l’Europa ha chinato la testa. Dal 2½-1½ del mattino, si è passati al 2½-5½ del pomeriggio.
Parentesi lieta, tuttavia, per tutti, al termine del giro, con un concerto country di Jake Owen.

- Sabato 19: deciso grande impegno della squadra di Annika Sorenstam. Hanno giocato molto bene, le europee, con la realizzazione di 34 birdie e un’eagles, ma una partita è stata persa in modo disastroso: 10½-5½. Significa che la squadra americana può dormire tranquilla il sabato sera su un comodo vantaggio di cinque. Ma la Sorenstam è speranzosa, vuole infondere fiducia. "So che è possibile," dice sabato sera. alle sue donne, “la lotta non è ancora finita”.

La serata si conclude ancora con il concerto, stavolta del grande Rascal Flatts. Entusiasmo!

- D
omenica 20: tutto può succedere in questa competizione che può riservare grandi sorprese. Nell’ultima giornata si giocano 12 singoli. servirebbe un miracolo per il team del vecchio continente: Mancano pochi punti agli Stati Uniti, per riconfermarsi Campione Solheim Cup 2017. Tuttavia, nulla è
scritto, la Sorenstam incrocia le dita.
C’è stato bel gioco. Nei vari incontri, particolarmente interessante quello tra l’americana Lexi Thompson e la svedese Anna Nordqvist, le giocatrici più alte di rango, che si combattono nel singolo. Partita molto bene la svedese, segna cinque birdie sulle prime nove, (4 up). La Thompson, che nelle prime ha segnato soltanto un birdie, si è scatenata sulle seconde, riuscendo ad avere il sopravvento su cinque buche con tre birdie e addirittura due eagles. Il team USA vince la Coppa Solheim, l’Europa è sconfitta 16 ½ - 11 ½, gli Stati Uniti continuano il loro dominio.
Curioso, ma non troppo, la vendita di biglietti ha superato il record precedente di 120.000 spettatori.
Vaporosa, bella, di un chiasso gradevole, la cerimonia di chiusura.
Paolo Pilla