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Golf
PILLOLE DI GOLF/281: LE PROMESSE DEL GOLF EUROPEO FEMMINILE A VILLA CONDULMER

La padovana Benedetta Moresco trionfa all'Internazionale under 18


MOGLIANO VENETO - È il secondo anno consecutivo che Golf Villa Condulmer ospita questo importante campionato, l’Internazionale femminile under 18; da qui, spunteranno le future Campionesse del Tour europeo. Ben dodici le nazioni partecipanti, oltre all'Italia: Austria, Belgio, Croazia,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/280: OMEGA MASTERS, UN CLASSICO TRA LE ALPI

Nove gli italiani al torneo dell'European Tour


CRANS MONTANA (SVIZZERA) - L’Omega Masters è uno dei tornei classici dell’European Tour. La storia di questo torneo, seppur con diverso nome (all’epoca Swiss Open), risale al 1905. È la tappa svizzera del tour europeo del golf maschile professionistico, in cui si...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/279: MCILROY TRIONFA NEL TOUR CHAMPIONSHIP

Il nordirlandese si aggiudica la FedEx Cup e il jackpot da 15 miloni di dollari


ATLANTA (USA) - Siamo all’ultimo atto del Tour FedEx Cup, che tiene impegnati gli appassionati nel mese di agosto, con i tre tornei: è iniziato con il Northern Trust disputato nel New Jersey, poi si è giocato il BMW Championship nell’Illinois, tocca ora al terzo, il Tour...continua

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Cambiamento culturale promosso da normative nazionali ed europee

PROFITTI E RISPETTO SOCIO-AMBIENTALE: IL NUOVO UMANESIMO D'IMPRESA

Le aziende devono essere sempre più sostenibili


TREVISO - Il Libro verde della Commissione Europea, edito nel 2001, ha definito la Responsabilità sociale d’impresa (o in inglese Corporate social responsability) come "l'integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali e ambientali delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei rapporti con le parti interessate". Dieci anni dopo, nel 2011, l’Europa cambia e con la Comunicazione UE n. 681 del 2011 la definisce come “la responsabilità delle imprese per gli impatti che hanno sulla società”.

Le imprese sono responsabili dei propri impatti. Ma cosa è in pratica? Essa si traduce nell’introduzione nei processi decisionali e organizzativi di politiche aziendali che mirano alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica del fare impresa. Le imprese devono scegliere le strategie che garantiscano sì la massima redditività ma anche minori impatti ambientali e sociali del territorio di riferimento, in un’ottica di sostenibilità futura.

Questa attenzione segna (o meglio sta segnando) il passaggio dall’attenzione all’azionista al mondo dei portatori di interesse, che include anche l’azionista, ma anche i dipendenti, l’ambiente, il territorio, le isituzioni... Il passaggio è chiaro: la massima redditività deve passare anche per la sostenibilità, conciliando gli obiettivi economici con quelli sociali e ambientali

Un'impresa, dunque, non potrà più essere “in-sostenibile” dal punto di vista sociale ambientale, sociale ed economico e le sue strategie future devono tenere conto degli impatti della sua attività.
Lo spazio dedicato a questo nuovo approccio del fare impresa, che è in primis, culturale, è sempre più ampio: esso è cresciuto parallelamente alle crescenti complessità che il mondo economico si è trovato ad affrontare, specie dall’inizio della crisi.

In Italia, come riporta il Piano nazionale sulla Responsabilità sociale d’impresa 2012-2014, rilasciato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, questo approccio alla gestione sostenibile delle risorse "è confortato da due caratteri tipici delle imprese italiane: la capacità di radicamento e di relazione con il territorio in cui operano e la dimensione sociale in termini di relazioni industriali e impegno sociale. Oltre ad avere ricadute positive sui lavoratori e sul territorio, un corretto approccio strategico alla Corporate social responsability comporta un vantaggio per la competitività delle imprese, in termini di gestione del rischio, riduzione dei costi, accesso al capitale, relazioni con i clienti, gestione delle risorse umane e capacità di innovazione".

Parlare di responsabilità sociale di impresa in Italia è, dunque sempre più importante.
Se da un lato il Governo italiano sta rilanciando le iniziative e gli strumenti per favorire la condotta responsabile delle imprese, volute dal legislatore comunitario e internazionale in risposta alla crisi, dall’altro le stesse aziende si stanno rendendo conto che gli elementi essenziali di questa nuova cultura del fare impresa, ma soprattutto del decidere nell’impresa, favorisce il Made in Italy, rafforza e sostiene l’industria italiana nei mercati globali.

È un nuovo approccio al business che se ben strutturato e magari incentivato nelle fasi iniziali, rappresenta un veicolo di creazione di valore, a mutuo vantaggio delle imprese, dei cittadini e delle comunità.
A mio avviso, quando si parla di Responsabilità sociale di impresa si parla di un vero e proprio concetto di "Umanesimo dell’impresa".
Federica Capuzzo