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Golf
PILLOLE DI GOLF/248: PADRAIG HARRINGTON CAPITANO DELL'EUROPA IN RYDER CUP

Nel 2020 l'irlandese guiderà il team continentale nella sfida agli Usa


ROMA - Sarà l’irlandese Padraig Harrington, a svolgere la missione di Capitano europeo alla Ryder Cup 2020, prossimo appuntamento americano fra Europa e Stati Uniti. Harrington è stato scelto da un Comitato composto dagli ultimi tre capitani del massimo circuito europeo: Paul...continua

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PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

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La produzione è il risultato del progetto Musica Antica in Casa Cozzi

CON AMADEUS ESCE LA PRIMA INCISIONE DI FONDAZIONE BENETTON

Nel cd la nuova edizione della messa Se la face ay pale di Guillaume Du Fay


TREVISO - Uscirà in allegato con il n. 335 della rivista «Amadeus», edita da Bel Vivere, la prima incisione discografica della Fondazione Benetton Studi Ricerche.
L’album proposto con il numero di ottobre del periodico di cultura musicale sarà in edicola dal 1° del mese e presenta una nuova edizione della messa Se la face ay pale di Guillaume Du Fay (1397-1474), eseguita dell’ensemble Musica in casa Cozzi diretto dal Maestro Claudia Caffagni.

La produzione discografica è il risultato del lavoro di quindici giovani cantanti e strumentisti, provenienti da vari Paesi del mondo: Francia, Estonia, Serbia, Stati Uniti, Brasile e Corea e dall’Italia. Musicisti con esperienze diverse che vanno dal canto allo studio di strumenti antichi, tra cui il liuto medievale, l’arpa gotica, il cornetto e l’organo portativo, che, da gennaio 2016 e per un anno, hanno partecipato al progetto didattico in residenza proposto dalla Fondazione Benetton e dall’associazione almamusica433, nell’ambito dell’iniziativa Musica antica in casa Cozzi, con la direzione artistica di Stefano Trevisi.

Sotto la guida di Claudia Caffagni, coordinatrice del dipartimento di Musica Antica alla Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado” di Milano, i musicisti hanno partecipato a un laboratorio di Canto e musica medievale finalizzato a produrre un’opera in cui l’esperienza esecutiva venisse arricchita dall’attenzione filologica e dall’approccio storicamente informato sulla prassi e le consuetudini organizzative del tempo, grazie anche alla preziosa collaborazione scientifica della Fondazione Ugo e Olga Levi onlus.

«Siamo orgogliosi di poter presentare insieme alla prestigiosa rivista Amadeus la prima produzione discografica della Fondazione Benetton» afferma il direttore Marco Tamaro «un’operazione che ci dà un’ulteriore conferma del valore del percorso formativo che abbiamo scelto di intraprendere e dell’intero progetto dedicato alla musica antica, che da quattro anni ci spinge a lavorare intensamente nello studio e racconto di un repertorio che può offrire strumenti utili a interpretare il presente e ad affacciarsi al futuro».

«L’interesse di Amadeus per il mondo della musica nella sua globalità, senza argini di tempo e di generi, è un invito rivolto ai lettori (e non solo) ad abbattere le barriere e ad accogliere la musica in tutte le sue forme, con un solo e insormontabile limite: che sia buona musica.
Il cd allegato al numero di ottobre di Amadeus ha centrato in pieno questo obbiettivo» spiega Gaetano Santangelo, fondatore e direttore responsabile di Amadeus «Quando l'opera di un grandissimo compositore come Du Fay, noto perlopiù agli addetti ai lavori e agli appassionati di musica antica, viene distribuita con un mensile di cultura musicale nelle edicole e viene così messa a disposizione di un vasto numero di potenziali lettori/ascoltatori, si fa evidente che forse è un errore distinguere fra musica antica e contemporanea. Oggi Du Fay torna a essere nostro contemporaneo grazie al lavoro dei giovani artisti che, sotto la guida esperta di Claudia Caffagni e attraverso l’impegno della Fondazione Benetton Studi Ricerche, hanno reso possibile un incontro che speriamo possa essere il primo di futuri e altrettanto affascinanti progetti». 

Il progetto didattico in residenza si è svolto nella casa che dà il nome all’iniziativa: Casa Luisa e Gaetano Cozzi, una casa colonica immersa inun paesaggio campestre, a Zero Branco, alle porte di Treviso, un luogo naturalmente deputato alla produzione artistica, non solo per esplicito desiderio del professor Gaetano Cozzi, che la donò alla Fondazione Benetton, ma anche per la caratteristica spontanea che ha di proiettare i suoi ospiti in un ambiente “altro”, immerso in quel silenzio che è lo spazio ideale per la creazione musicale.

Una vocazione a un lavoro di ricerca che attraversa l’intero programma della stagione – i concerti, le conferenze, gli incontri pubblici, i corsi di alto perfezionamento – e che si avvale della partecipazione di artisti del calibro di Rolf Lieslevand, la Boston Camerata, Jacob Lindberg, Emma Kirkby, interpreti amati nel panorama internazionale, chiamati non solo a esibirsi, ma anche a lavorare fianco a fianco con giovani musicisti per offrire preziose opportunità formative.

«L’incisione discografica dell’ensemble Musica in casa Cozzi è per noi il punto di arrivo di un progetto che fin dalla sua nascita si è dato come compito quello di creare un percorso di professionalizzazione nel repertorio della musica antica rivolto agli studenti» spiega il maestro Stefano Trevisi «dando loro l’opportunità di creare un progetto artistico con quella qualità che oggi viene richiesta agli interpreti per essere competitivi».

Con le stesse finalità, l’Ensemble sta proseguendo nel biennio 2017-2018 il lavoro sull’opera sacra di Guillaume Du Fay, collaborando, sempre sotto la guida di Claudia Caffagni, a una nuova produzione della Missa L’homme armé composta dal compositore franco-fiammingo tra il 1459 e il 1460.