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Golf
PILLOLE DI GOLF/267: OTTO AZZURRI AL BRITISH MASTERS

Il titolo, primo in carriera, va però allo svedese Kinhult


SOUTHPORT (GB) - È uno dei tornei di più lunga tradizione nel calendario, il Betfred British Masters, che si gioca sul percorso dell’Hillside Golf Club, a Southport, bella località sulla costa occidentale della Gran Bretagna. Sono ben otto i giocatori italiani in gara:...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/266: MANDARE IN BUCA GLI OSTACOLI DELLA VITA

A Sala Baganza, l'open internazionale per disabili


PARMA - Giunto ormai alla 19esima edizione, si è giocato a Parma, nel bel campo da golf del Ducato di Sala Baganza, il torneo internazionale per golfisti paralimpici. Il campo è un parkland, inserito nel Podere d’Ombriano, già antica residenza di caccia dei Duchi...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/265: KOEPKA FA SUO IL SECONDO MAJOR DI STAGIONE

Disputato per la prima volta a maggio, il Championship regala spettacolo


FARMINGDALE (USA) - Il secondo major, il Championship, giunto alla 101ª edizione, ha luogo per la prima volta a Farmingdale, nel Long Island, stato di New York, sul difficile percorso del Bethpage Black Course (par 70), che sarà sede della Ryder Cup 2024. È la prima volta che si...continua

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Al forum di sabato 14 Ottobre a Ca’ del Galletto i dati dell'assemblea naz. dei CSV

RIFORMA DEL TERZO SETTORE, UN FOCUS AL MEETING DEL VOLONTARIATO TREVIGIANO

CSV studia il progetto per una casa di accoglienza per padri separati


TREVISO - In questi ultimi anni il mondo del volontariato e del non profit sta cercando di ridefinirsi in base a tre fattori principali: la crisi dei sistemi di welfare; la difficoltà di capire come sanare i bisogni e promuovere i problemi delle persone, invece di risarcirle solo economicamente; la crisi della rappresentanza.

In questo scenario si inserisce la “Riforma del Terzo Settore” la cui legge 106/2016 ha dato l’indirizzo per i decreti attuativi emanati in questi mesi, in merito al codice del Terzo Settore, le Imprese Sociali, il 5xmille, servizio civile e fondo sociale.

 

La riforma prevede, tra le altre cose, che i CSV non siano più solo al servizio delle ODV (orgnizzazione di volontariato) ma del volontariato in generale, nell’ambito di tutte le diverse tipologia di enti (ad esempio cooperative, APS e imprese sociali). Varia anche il sistema di finanziamento che farà leva su un unico fondo nazionale, mentre fino ad oggi l’amministrazione e il controllo dei finanziamenti (che derivano soprattutto dagli stanziamenti delle Fondazioni Bancarie) spettava ai Co.Ge. regionali (Comitato di Gestione) e che saranno sostituiti da un O.N.C. o O.T.C. (organizzazioni nazionali e territoriali di controllo) che nel caso Veneto coinvolgerà anche il Friuli Venezia Giulia.

 

Treviso, di fronte alle indicazioni che prevedono un CSV ogni milione di abitanti, ha sollecitato i parlamentari trevigiani a farsi carico della necessità che il CSV rimanga provinciale, per le caratteristiche legate al numero di soggetti del Terzo Settore presenti in provincia – Sottolinea Alberto Franceschini Presidente CSV Treviso – Ciò è possibile perché la norma consente delle deroghe.”

 

La riforma sarà oggetto del Meeting provinciale del volontariato, sabato 14 Ottobre a Ca’ del Galletto, con relatori l’On. Edoardo Patriarca già portavoce del Terzo Settore, Carlo Mazzini consulente enti non profit, e i docenti universitari Antonio Fici e Luca Degani.

Molto interessanti i dati emersi dall’assemblea nazionale dei CSV, che si è svolta a Roma il 30 Settembre cui ha partecipato una delegazione del CSV Treviso.

Dal 2000 al 2015 l’infrastruttura del volontariato ha sostanzialmente tenuto – sottolinea Franceschini - nonostante la crisi il numero complessivo di associazioni e volontari è rimasto relativamente stabile, anche se permane un'ombra sulla quota, che resta in calo, di chi è disposto a fare donazioni in denaro. Ma la vera fida sarà incidere sull’80 per cento dei cittadini ‘inattivi’, quelli che non hanno mai svolto alcuna attività di volontariato, né hanno mai fatto donazioni” osserva il Presidente Franceschini.

Da una ricerca effettuata su base nazionale da Riccardo Guidi, ricercatore dell’Università di Pisa, è emerso che il reddito e il titolo di studio, non sembrano influire troppo sulla frequenza dell’impegno nel volontariato. Ci sono invece alcune differenze territoriali, a parità di condizioni, una persona del sud ha il 7-8 per cento di probabilità in meno di fare volontariato rispetto a una che abita al nord. E chi vive in un comune piccola ha il 15 per cento di probabilità in più rispetto a chi sta in una grande città. Le città metropolitane disincentivano la partecipazione. Un altro elemento interessante riguarda l’opportunità di avere accesso a occasioni culturali: chi ne ha di più, ha anche fino al 35 per cento di maggiori probabilità di essere un volontario, ha spiegato Guidi, esortando i CSV e le associazioni a crearne il più possibile nell’ambito delle loro attività di animazione territoriale.

I numeri del volontariato trevigiano sono lusinghieri, così come i risultati dei progetti principali come STACCO, i “Centri Sollievo Alzheimer”, l’accordo con Ebicom per l’inserimento lavorativo, il “Laboratorio Scuola e Volontariato” e naturalmente l’Università del Volontariato.

 

Importanti anche le idee progettuali che stiamo sviluppando per i prossimi mesi, quali una casa di accoglienza per padri separati, un programma di raccolta delle eccedenze alimentari, un progetto legato alla ludopatia in collaborazione con l’Usl e un progetto per sostenere il benessere dei pre-adolescenti in ambito scolastico (dispersione scolastica, bullismo e integrazione delle diversità)

 

In Provincia di Treviso ci sono 446 associazioni di volontariato attive delle quali 350 aderenti a Volontarinsieme. L’associaizone più storica è la “San Vincenzo de Paoli” di Treviso e Vittorio Veneto, fondata nel 1950, la più giovane è l’associazione “I bambini della casa del Sorriso” di Oderzo, nata quest’anno, che si occupa di bambini con disabilità.

 

In provincia sono oltre 9.500 i volontari attivi, equamente distribuiti tra donne (52%) e uomini (48%).

Il 32% dei volontari ha tra i 50-60 anni, il 22% tra i 40-50, un altro 22% è over 60, il 15% tra i 30-40 anni e il restante 9% tra i 16-30 anni.

Il 49% dei volontari ha un diploma di scuola media superiore, il 36% un diploma di scuola media inferiore e il 15% è laureato.

Il 44% delle realtà operano nell’ambito delle donazioni, il 27% nel sociale, il 7% nella disabilità e, scendendo di percentuale, gli altri ambiti quali il servizio agli anziani, le dipendenze, la famiglia, ambiente e animali, solidarietà internazionale, cultura.

 

I volontari delle Odv hanno dedicato al volontariato circa 1 milione e 20mila ore all’anno, pari a circa 107 annue per volontario.

Il CESVI propone 13 euro come valore medio di un ‘ora di volontariato, riferendosi ai parametri indicate dalle principali agenzie di gestione raccolta fondi.

Ecco che 1milione e 20mila ore di volontariato annue, si trasformano in un valore sociale di 13 milioni 260 mila euro complessivi.