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Golf
PILLOLE DI GOLF/292: L'EUROPEAN TOUR RIPARTE DAL SUDAFRICA

Nel consuento anticipo della stagione 2020 successo di Larrazabal


SUDAFRICA - Son trascorsi solo quattro giorni dalla conclusione della stagione 2019 in Medio Oriente, e l’European Tour già apre in Sudafrica quella del 2020, con il consueto anticipo sull’anno solare. Si gioca sul Par 72 del Leopard Creek CC di Malelane, nel distretto di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/291: DOPO 47 TORNEI, IL TOUR EUROPEO SI CHIUDE A DUBAI

Con la vittoria lo spagnolo Jon Rahm diventa numero uno continentale


DUBAI - Dopo 47 tornei disputati in 31 diverse nazioni, si chiude l’ampia stagione del Tour europeo, con il DP World Tour Championship, sul percorso del Jumeirah Golf Estates, a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Il torneo di Dubai mette in palio una prima moneta da record, la leadership...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/290: GRAN RIMONTA DI FLEETWOOD IN SUDAFRICA

L'inglese fa suo il Nedbamk Challenge. Bene Migliozzi


SUN CITY (SAF) - Siamo al settimo degli otto eventi delle Rolex Series dell’European Tour, si gioca sul percorso del Gary Player CC, a Sun City in Sudafrica, uno dei Campi più lunghi del mondo (8.000 m). Nato nel 1981 come evento riservato a pochi eletti, tra i migliori al mondo che si...continua

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Il Rapporto annuale 2017: bio in crescita del 20%

PRODUZIONE STOP, PIÙ VALORE: LA SFIDA DEL PROSECCO DOCG

93 milioni di bottiglie per 521 milioni di euro


TREVISO - Crescere non in produzione, ma in giro d'affari. E' la prossima sfida del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Le bollicine Docg chiuderanno il 2017 a 93 milioni di bottiglie vendute, il 3% in più rispetto all'anno precedente, per un fatturato complessivo di 521 milioni di euro, in aumento del 6%.
Sono i dati chiave del Rapporto annuale presentato dalla denominazione: "Numeri che dimostrano il consolidamento del Superiore Docg - commenta Innocente Nardi, presidente del Consorzio di tutela -. Il territorio ha raggiunto la sua maturità produttiva, non prevediamo futuri aumenti di volumi. Il nostro compito è incrementare il valore”.
Nei prossimi cinque anni, dunque, la produzione potrà crescere, al massimo di qualche altro punto percentuale. Dove i produttori si attendono un rialzo ben più consistente è nei prezzi di vendita. La strada per raggiungere questo risultato, per Nardi, sta nel far conoscere meglio le peculiarità del Conegliano Valdobbiadene: "Raccontare di più e meglio il nostro territorio e il nostro vino. Quello che sta dietro: l'artigianalità, la storia, i viticoltori che faticano sui pendii delle colline. Sono barriere al rendere il prosecco una commodity (un prodotto sempre uguale, indipendentemente da chi lo produce, come il petrolio e l'oro, ndr)”.
La denominazione - dati 2016 - conta circa 3.400 viticoltori, 433 vinificatori, 181 case spumantistiche, 5.579 addetti. Coltivano 7.549 ettari ricavandone 112mila tonnellate di uva, divenute 678mila ettolitri di vino: per il 92% Spumante. Il 42% della produzione prende la via dell'estero. Primi mercati per quantitativi, rimangono Germania, Svizzera e Regno Unito, ma la crescita maggiore si registra in Benelux (più 745), Stati Uniti, Canada, oltre che in Australia e Nuova Zelada (più 48%) e in Cina e Hong Kong (più 45%), anche se su numeri di bottiglie decisamente inferiori. 
Il Prosecco Docg, come ricorda Vasco Boato, professore del Cirve dell'università di Padova, si basa anche su altri "fattori di sviluppo". Primo, un sostenibilità ambientale sempre più marcata: l'84% dello spumante è realizzato seguendo il Protocollo Viticolo, le linee guida dettate dal Consorzio in tema di trattamenti, un 13% risponde ai criteri della lotta integrata e un ulteriore 3% è classificato biologico o biodinamico. “In termini assoluti, sono quote minoritarie – spiega Boato - ma l'aumento è stato del 20% in volumi e del 30% in valore. Inoltre il 60% del vino bio è destinato all'estero, dove questo elemento è molto considerato”.
Infine l'aspetto del capitale umano: un terzo degli addetti totali ha meno di quarant'anni. E di questi, il 30% è laureato e il 58% è diplomato.

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