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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Dal Medioevo a oggi, i palazzi dipinti di Treviso

LE MERAVIGLIE DELL'URBS PICTA IN UN LIBRO E SU UNA APP

Oltre 476 affreschi censiti da Fondazione Benetton


TREVISO - L'opera d'arte più caratteristica di Treviso non si trova in un museo, in una chiesa o all'interno di una dimora nobiliare. Ma è diffusa sulle facciate e sui muri di suoi palazzi e delle sue case. Tanto da meritare al capoluogo della Marca l'appellativo di “urbs picta”, città dipinta.
Sono 476 gli edifici cittadini dipinti: da intere pareti a poche tracce. E in altri 120 la decorazione è andata purtroppo persa o l'intero fabbricato è stato distrutto, ma possono essere ricostruiti grazie ai documenti d'archivio. Una pratica, quella di decorare le pareti, diffusasi nel Medioevo, per sopperire all'impossibilità di utilizzare materiali più costosi come il marmo, e proseguita fino in tempi moderni.
Da sei anni, la storica dell'arte Chiara Voltarel e l'architetto Rossella Riscica stanno conducendo un progetto di studio e censimento di queste pitture parietali, per conto della Fondazione Benetton Studi e Ricerche.
Ora il lavoro è condensato nel volume "Treviso urbs picta. Facciate affrescate della città dall XII al XXI secolo: conoscenza e futuro di un bene comune”, edito dalla Fondazione, in collaborazione con Antiga Edizioni. In duecento pagine, oltre che delle due curatrici, il testo propone saggi di svariati studiosi e storici. E un ricco apparato iconografico: dalle foto storiche alle immagini attuali, scattate grazie anche a un'apposita piattaforma elevabile che ha permesso di raggiungere punti e scoprire affreschi finora nascosti. Il volume sarà presentato mercoledì pomeriggio, alle 18, a Palazzo Bomben.
"Un libro civico", lo definisce Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton, perchè vuole sensibilizzare la città a valorizzare e tutelare questo patrimonio. Spesso trascurato, coperto dalle tende di un negozio, svilito dai bidoni dei rifiuti, semplicemente a rischio per il passare del tempo, l'inquinamento, l'incuria. Le stesse normative di tutela principali, ricorda Luca Majoli, della Sovrintendenza, risalgono al 1909.
I dati della catalogazione verranno messi a disposizione anche in una banca dati on line e, a breve,  in un'app. Grazie alla georefenziazione degli edifici, ciascuno potrà costruirsi e consultare sul telefonino una mappa personalizzata degli affreschi in base a soggetto, epoca, colori.
Anche l'amministrazione comunale si sta dando da fare: costituito il comitato "Adotta un affesco" - assicura il sindaco Giovanni Manildo - sono state previste agevolazioni su Imu, Tasi e imposta di occupazione del suolo pubblico per i proprietari di immobili decorati, mentre si stanno mettendo a punto formule legate all'"art bonus" per finanziare il restauro delle pitture di alcuni palazzi pubblici.
Perchè, come nel Medioevo, Treviso vuole tornare a spledendere di colori.