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Golf
PILLOLE DI GOLF/286: L'OPEN D'ITALIA PER LA PRIMA VOLTA PARLA AUSTRIACO

All'Olgiata si impone Bernd Wiesberger, sotto tono Chicco Molinari


ROMA - Eccoci giunti al più grande appuntamento italiano dell’anno con il Golf: la 76esima edizione dell’OPEN D’ITALIA. A ospitarla è l’Olgiata Golf Club di Roma,nel percorso di gara, par 71, su quei terreni dove pascolava Ribot; un Open da gustare dalla...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/285: JON RAHM PROFETA IN PATRIA

L'iberico trionfa per la seconda volta nell'Open di Spagna


MADRID - L’European Tour arriva in Spagna, fa tappa al Club de Campo di Madrid, dove si disputa il Mutuactivos Open de España, una settimana prima dell’evento italiano. Sette sono gli azzurri in gara, tutti tesi a trovare il ritmo da dimostrarepoi a Roma, per l’Open...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/284: TURKISH AIRLINES CUP, RAFFINATA PROMOZIONE SPORTIVA

La tappa veneta del torneo voluto dalla compagnia aerea


ASOLO -  Una raffinata giornata, questo torneo di Golf amatoriale. È la tappa veneziano del Campionato che Turkish Airlines promuove nei quattro Continenti. È di qualificazione, introduttivo al gran finale che verrà disputato a Belek, in Turchia, dal prossimo sabato 2 alla...continua

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Bonan (Cisl): "Servono pił controlli e cultura della legalitą"

LAVORO NON IN REGOLA IN NOVE AZIENDE SU DIECI NELLA MARCA

"Nero", ma anche caporalato e finte partite Iva


TREVISO - 790 aziende ispezionate, 664 pratiche di cui il 91% ha accertato delle irregolarità per un totale di 858 lavoratori irregolari accertati, di cui la maggior parte per lavoro in nero. Sono i dati relativi ai controlli ispettivi effettuati dall’Ispettorato territoriale del lavoro in provincia di Treviso nel corso del 2016. “Numeri - commenta Cinzia Bonan, Segretario generale della Cisl Belluno Treviso - che non fanno che confermare la necessità di potenziare i controlli per arginare fenomeni crescenti come quelli del caporalato e delle infiltrazioni malavitose, del lavoro nero e dello sfruttamento della manodopera”. Guardando i dati regionali, infatti, si nota subito l’esiguità del numero di ispezioni effettuate in provincia di Treviso rispetto ad altri territori: appena il 10% del totale delle ispezioni fatte a livello regionale ha interessato la Marca.

Sulle 790 ispezioni effettuate sono state avviate 664 pratiche; di queste, ben 603 (il 91%) hanno accertato delle irregolarità. Si tratta della percentuale più alta del Veneto. La percentuale regionale è infatti del 64%, quella nazionale del 60%. A livello veneto (non disponibili i dati per provincia), va sottolineato che un’alta percentuale di irregolarità è stata riscontrata nel terziario (66%) e nell’industria (68%), dato in controtendenza rispetto ai numeri nazionali, che vedono la maggiore concentrazione di lavoro irregolare nell’edilizia (64%; in Veneto 55%). “Ciò vuol dire - spiega Bonan - che se da un lato le ispezioni sono sottodimensionate rispetto alla composizione del tessuto produttivo del territorio, dall’altro sono mirate, a significare che le risorse, pur insufficienti numericamente, sono massimizzate e utilizzate al meglio per il contrasto del lavoro irregolare”.

Il 38% degli irregolari è rappresentato da lavoratori in nero: 325 dei 858 lavoratori irregolari accertati durante le ispezioni sono risultati privi di contratto. Ha fatto peggio solo la provincia di Venezia. Per quanto riguarda le altre tipologie di irregolarità, sono stati rinvenuti 8 lavoratori clandestini, 2 casi di lavoro minorile, 79 casi di interposizione di manodopera e ben 124 casi (il dato più alto in Veneto) di riqualificazione, ossia l’utilizzo di forme contrattuali atipiche per dissimulare rapporti di lavoro subordinato. “Si tratta di abusi legati all’utilizzo dei voucher prima della loro abolizione - spiega Bonan -, ma anche di false partite Iva e rapporti di collaborazione che eludono il lavoro regolarmente contrattualizzato: forme di precarizzazione del lavoro che sono in evidente aumento in provincia di Treviso. Va poi monitorato e controllato meglio anche il problema dell’interposizione fittizia di manodopera, elusiva delle norme di legge e fuori dai contratti collettivi che tutelano i lavoratori e molto diffusa soprattutto negli appalti di servizi sia pubblici che privati. Serve con urgenza un cambio di marcia da parte dei datori di lavoro e delle loro associazioni di rappresentanza, chiamati a investire senza se e senza ma nella cultura della legalità. Questa drammatica situazione deve condurre a una profonda riflessione non solo il mondo del lavoro ma la società intera”.