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Golf
PILLOLE DI GOLF/203: GARY WOODLAND ╚ IL RE DEL PHOENIX OPEN

Vittoria allo spareggio, tra invasioni di campo e commoventi dediche


SCOTTSDALE (ARIZONA - USA) - dall’1 al 4 febbraio. È sul percorso del TPC, la sfida Waste Management Phoenix, l’Open supportato dalla Gestione dei Rifiuti, che, strano a dirsi, nell'economia dell'Arizona vale 389 milioni di dollari. Il montepremi è di 6.900.000 dollari,...continua

Cronaca
PILLOLE DI GOLF/202: AL FARMERS INSURANCE ╚ IL GIORNO DI JASON DAY

Nel torneo al Torrey Pines si rivede anche il vero Tiger Woods


In California, nei due percorsi del Golf Torrey Pines, entrambi Par 72, si è giocato dal 25 al 28 gennaio, l’Open sostenuto dalla potente “Assicurazione Agricoltori” americana, con montepremi di 6.900.000 dollari, 1.200.000 dei quali, destinati al vincitore. Il Torrey...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/17: GARDAGOLF COUNTRY CLUB

Sulle colline attorno al lago si disputerÓ l'Open d'Italia


SOIANO DEL LAGO - È recente la notizia che l’Open d’Italia 2018 è stato assegnato a Gardagolf; andiamo ora a vedere dal vicino questo Club, la cui scelta è stata apprezzata dal gotha dirigenziale dell’European Tour.Di progetto squisitamente inglese (Cotton,...continua

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Bonan (Cisl): "Servono pi¨ controlli e cultura della legalitÓ"

LAVORO NON IN REGOLA IN NOVE AZIENDE SU DIECI NELLA MARCA

"Nero", ma anche caporalato e finte partite Iva


TREVISO - 790 aziende ispezionate, 664 pratiche di cui il 91% ha accertato delle irregolarità per un totale di 858 lavoratori irregolari accertati, di cui la maggior parte per lavoro in nero. Sono i dati relativi ai controlli ispettivi effettuati dall’Ispettorato territoriale del lavoro in provincia di Treviso nel corso del 2016. “Numeri - commenta Cinzia Bonan, Segretario generale della Cisl Belluno Treviso - che non fanno che confermare la necessità di potenziare i controlli per arginare fenomeni crescenti come quelli del caporalato e delle infiltrazioni malavitose, del lavoro nero e dello sfruttamento della manodopera”. Guardando i dati regionali, infatti, si nota subito l’esiguità del numero di ispezioni effettuate in provincia di Treviso rispetto ad altri territori: appena il 10% del totale delle ispezioni fatte a livello regionale ha interessato la Marca.

Sulle 790 ispezioni effettuate sono state avviate 664 pratiche; di queste, ben 603 (il 91%) hanno accertato delle irregolarità. Si tratta della percentuale più alta del Veneto. La percentuale regionale è infatti del 64%, quella nazionale del 60%. A livello veneto (non disponibili i dati per provincia), va sottolineato che un’alta percentuale di irregolarità è stata riscontrata nel terziario (66%) e nell’industria (68%), dato in controtendenza rispetto ai numeri nazionali, che vedono la maggiore concentrazione di lavoro irregolare nell’edilizia (64%; in Veneto 55%). “Ciò vuol dire - spiega Bonan - che se da un lato le ispezioni sono sottodimensionate rispetto alla composizione del tessuto produttivo del territorio, dall’altro sono mirate, a significare che le risorse, pur insufficienti numericamente, sono massimizzate e utilizzate al meglio per il contrasto del lavoro irregolare”.

Il 38% degli irregolari è rappresentato da lavoratori in nero: 325 dei 858 lavoratori irregolari accertati durante le ispezioni sono risultati privi di contratto. Ha fatto peggio solo la provincia di Venezia. Per quanto riguarda le altre tipologie di irregolarità, sono stati rinvenuti 8 lavoratori clandestini, 2 casi di lavoro minorile, 79 casi di interposizione di manodopera e ben 124 casi (il dato più alto in Veneto) di riqualificazione, ossia l’utilizzo di forme contrattuali atipiche per dissimulare rapporti di lavoro subordinato. “Si tratta di abusi legati all’utilizzo dei voucher prima della loro abolizione - spiega Bonan -, ma anche di false partite Iva e rapporti di collaborazione che eludono il lavoro regolarmente contrattualizzato: forme di precarizzazione del lavoro che sono in evidente aumento in provincia di Treviso. Va poi monitorato e controllato meglio anche il problema dell’interposizione fittizia di manodopera, elusiva delle norme di legge e fuori dai contratti collettivi che tutelano i lavoratori e molto diffusa soprattutto negli appalti di servizi sia pubblici che privati. Serve con urgenza un cambio di marcia da parte dei datori di lavoro e delle loro associazioni di rappresentanza, chiamati a investire senza se e senza ma nella cultura della legalità. Questa drammatica situazione deve condurre a una profonda riflessione non solo il mondo del lavoro ma la società intera”.