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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Servite 21 città in Italia, con 650 locali coinvolti

FOODRACERS 130MILA PASTI CONSEGNATI NEL 2017

La startup trevigiana aumenta il fatturato del 145%


TREVISO - Cresce Foodracers, la startup che permette di farsi recapitare a casa o in ufficio pranzi e cene, ordinando dai menù di diversi ristoranti. Sono oltre 130.000 gli ordini consegnati nel 2017, 21 le città servite, 300 i “racers” attivi e 650 i ristoranti coinvolti. Foodracers, nata a gennaio 2016, in poco tempo è diventata un realtà solida, ha aumentato il numero di dipendenti da 4 a 15 elementi, ha una nuova sede operativa e ha visto il fatturato crescere del 145% in dodici mesi. Si tratta dell’unica realtà 100% italiana di food delivery e la sua mission è quella di portare il servizio di consegna rapida nella provincia del Belpaese.

Nelle grandi metropoli, i servizi di "delivery on demand" (di consegna a domicilio) sono sempre più diffusi. Foodracers, startup nata a Treviso nel gennaio 2016 da un’idea di Andrea Carturan e 100% italiana, ha scelto di portare il servizio in tutti i capoluoghi di provincia italiani, spesso trascurati dai colossi internazionali del food delivery, diventando così un punto di riferimento a livello territoriale e nazionale.
“A due anni dal lancio della app siamo soddisfatti della nostra crescita – spiega Andrea Carturan, fondatore della startup assieme a Matteo Fabbrini e Luca Ferrari – siamo già attivi in 21 città e la nostra scelta di portare il food delivery nelle città della provincia italiana, spesso trascurate dai colossi internazionali, ci ha permesso di crescere senza investimenti esterni. Il movimentato si aggira attorno ai 4 milioni di euro e puntiamo a espanderci ancora: l’obiettivo per il 2018 è raggiungere il numero di 50 città servite da Foodracers”.
Il funzionamento del servizio è semplice: una volta selezionata la zona di consegna sul sito foodracers.com o dall’app, si può scegliere dal menu online dei ristoranti serviti nei dintorni ed effettuare l’ordine, tramite smartphone, tablet o pc, che viene notificato istantaneamente ai Racers in quel momento disponibili. I “racers” sono persone che decidono di mettere a disposizione il proprio tempo libero per le consegne, senza vincoli di orario o reperibilità, nella piena logica della “sharing economy”. Il cliente ha poi la possibilità di lasciare un feedback sul servizio ricevuto garantendo un elevato standard delle prestazioni e responsabilizzando i “racers” che ricevono un rating in base al quale verranno scelti per effettuare le consegne. Il rapporto di convenzione in esclusiva instaurato coi ristoratori rappresenta senz’altro un punto di forza di Foodracers rispetto ai competitor che permette di non aumentare i prezzi al cliente, salvo un piccolo contributo di consegna che viene trattenuto direttamente dal “racer”.
Il servizio consente di pagare anche tramite carta di credito. E si è pensato anche alle esigenze di un’utenza più anziana: è possibile telefonare direttamente al ristorante che potrà usufruire comunque dei “racers”. La scelta di premiare le città italiane, anche quelle minori, sta dando risultati positivi, tanto è vero che grandi catene come Roadhouse Grill, Old Wild West, Zushi, I-Sushi o Grom hanno già stretto con Foodracers rapporti di collaborazione a livello nazionale
Le città su cui è già attivo Foodracers sono: Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Forlì, Lucca, Mestre, Montebelluna, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Pordenone, Ravenna, San Donà di Piave, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Vicenza.