Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 
ASCOLTA IL SERVIZIO ON-LINEAscolta la notizia

La rubrica dedicata ai circoli golfistici a cura di Paolo Pilla

CAMPI DA GOLF/17: GARDAGOLF COUNTRY CLUB

Sulle colline attorno al lago si disputerà l'Open d'Italia


SOIANO DEL LAGO - È recente la notizia che l’Open d’Italia 2018 è stato assegnato a Gardagolf; andiamo ora a vedere dal vicino questo Club, la cui scelta è stata apprezzata dal gotha dirigenziale dell’European Tour.
Di progetto squisitamente inglese (Cotton, Pennik Steel & Partners), Gardagolf ha visto la luce su di un posto unico al mondo: 110 ettari sulla sponda occidentale del lago di Garda. Oltre alla bellezza del paesaggio, che facilmente può anche creare distrazione durante il gioco, ha la dolcezza del clima influenzato dal più grande dei laghi italiani, il Benaco, leggendario per i suoi inverni miti. A rendere gradevole il luogo, danno il loro contributo le colline moreniche Valtenesi, la Rocca di Manerba, il castello di Soiano, il tutto disseminato da scorci di straordinaria bellezza.
Dallo studio che ha elaborato il progetto del Gardagolf Country Club, emerge chiara la concezione britannica, nel suo aspetto tecnico arricchito da colore mediterraneo nelle ventisette buche punteggiate da cipressi, pini marittimi, ulivi, querce centenarie. Bianco, Rosso e Giallo, i nomi dei tre percorsi. Vediamone qualche particolarità. -Il Bianco, abbastanza pianeggiante, ha di particolare la 7 con un marcato dogleg a sinistra e un lago avido di palline, in genere quelle dei giocatori più arditi; lo spirito si risolleva nella salita della buca 9, il cui green, ai piedi della Club House, accoglie festosamente abbracciato da un armonioso anfiteatro di antiche piante d’ulivo.
- Il Rosso, ricco di alberi ad alto fusto e di numerosi ostacoli d’acqua, si percorre sempre sotto l’occhio vigile del Castello di Soiano; e qui abbiamo la buca premiata da Golf Magazine, la 2: un par tre il cui tee sovrasta un green ben difeso dal lago frontale, attorniato da un mare di fiori. Interessante è anche la 8, un par quattro in discesa, forse la più impegnativa, per la costante presenza del lago. Qui è la cima del monte Baldo che si impone, levata alta sopra l’altro versante.
- Il Giallo, abbracciato dal parco secolare di Villa Omodeo, è il più recente dei percorsi, ma è impegnativo, particolare, caratterizzato da green piccoli, difesi da profondi bunker. La combinazione dei tracciati bianco e rosso, ritrae in pieno uno dei percorsi da campionato più lunghi in Italia. Insomma, le 27 buche sono di non trascurabile impegno, intente a emozionare il giocatore in una sfida con il Campo, che ne rimane ammirato dai dettagli: ecco che i percorsi marcati dai colori rosso, bianco e giallo, sono incorniciati dalla fioritura di incantevoli rose, dal colore che richiama quello caratteristico di ogni singolo tracciato.
Elaborato il progetto nel 1984, si arrivò a giugno del 1986 per l’inaugurazione delle prime 18 buche, e nel ’90 per il completamento delle altre nove.
Il Campo, che oggi rientra nella autorevole organizzazione europea “The Leading Golf Courses of Europe” con il significato di essere considerato tra i migliori Campi europei nella globalità dei servizi, ha ospitato due volte l’Open d’Italia maschile, e una volta quello femminile.
La cittadina, Soiano del Lago, è sulla strada dei vini e dei sapori del Garda, ed è affermazione dell'identità storica e culturale, di questa parte del territorio già Serenissima Repubblica.
L’economia, oltre al ricco turismo, ha buon riscontro sulla coltura della vite e dell’olivo, ed è facile imbattersi in cantine e frantoi. Il terreno, particolarmente argilloso, è residuo delle glaciazioni che hanno formato il lago di Garda; genera un olio pregiatissimo e celebri vini, tra cui spicca il Lugana (il nome deriva dall’omonima località nel comune di Sirmione), il cui vitigno è una sorta di Trebbiano che qui ha il suo terreno di elezione.
L’area, dai reperti tuttora visibili, era vitale passaggio a Ovest degli antichi romani, ed era abitata già nel bronzo antico. In epoca più recente fu la Signoria dei della Scala a dominare, lasciando importanti segni (il castello di Sirmione). Appartenne poi ai Visconti, poi a Venezia, (la rocca fortificata di Peschiera), poi ai francesi, poi ancora agli Asburgo, per passare infine con alterne vicende, al regno d’Italia.
Tra i ritrovamenti archeologici più antichi, risalenti all'epoca delle palafitte, il reperto più importante è una piroga, emersa da un lago prosciugato a Polpenazze del Garda, a metà del 1400.
Il medievale Castello di Soiano del Lago, edificato nel X secolo sopra una precedente struttura romana, sorge su un’altura di 200 metri, ed è di pianta quadrangolare, con muratura molto alta. Edificato massiccio, e fortificato a protezione dalle invasioni ungariche, aveva lo scopo di far fronte ai costanti saccheggi e alle frequenti invasioni dell’epoca. Era dotato di ponte levatoio, per l'ingresso carraio e pedonale, oggi murato. C’era anche una poderosa torre, atta a sorvegliare e proteggere l’entrata, che attraverso un passaggio conduceva a una vasta corte mascherata e protetta. Questa serviva a ospitare la popolazione dei vicini abitati in fuga con i propri animali, masserizie e raccolti, in occasione di scorrerie degli eserciti di passaggio. Altre due torri ancora esistenti si elevano sulla parte orientale della cinta, e mostrano chiaramente i segni della loro funzione militare difensiva. Posto sull’altura, il castello poteva avere il contatto visivo con i vicini manieri, e con la rocca di Manerba. Salvo l’alta cinta muraria che si è preservata pressoché intatta, quello che si vede del castello è frutto di numerosi interventi succedutisi nel tempo. Oggi rimane valido centro della vita sociale e culturale del paese, similmente all’uso che ne era fatto in epoca medievale in cui, dai rappresentanti delle famiglie locali, era per lo più impiegato per amministrare la giustizia. Nella stagione estiva, le antiche mura divengono luogo di eventi, spettacoli, e rievocazioni storiche.
La rocca di Manerba, posta su uno sperone roccioso a picco sul Lago, è costituita dai resti dell’altro castello conosciuto come "Rocca". È difesa da tre ordini di mura, databili fra il XII e XIII secolo, al cui interno i reperti archeologici denunciano la presenza d’insediamenti Etruschi, Galli, e Romani. Sul Sasso sottostante la Rocca, uno strapiombo di 150 metri esposto al vento e bloccato da faraglioni, gli scavi archeologici hanno portato alla luce l’esistenza di un insediamento del Mesolitico, popolato già 8000 anni fa. La Rocca fu l’ultimo baluardo difensivo dei Longobardi dai Franchi di Carlo Magno, che dopo la conquista la cedette, con i terreni circostanti fino al lago, ai monaci di San Zeno di Verona.
Tutto ciò nei tempi andati; oggi la popolazione ha saputo valorizzare l’importante luogo anche attraverso l’esistenza del Gardagolf Country Club, che oltre a essere valido richiamo turistico, fa indossare i propri colori a Nino Bertasio e Andrea Maestroni, ed è la casa del Golf di Matteo Manassero, l'eccezionale talento italiano, che qui è nato e si è formato.
Il Campo, che rientra nella autorevole organizzazione europea “The Leading Golf Courses of Europe” con il significato di essere considerato tra i migliori Campi europei nella globalità dei servizi, ha ospitato ben due volte l’Open d’Italia maschile, e una volta quello femminile.
Paolo Pilla