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Golf
PILLOLE DI GOLF/244: AUSTRALIA E SUD AFRICA OPEN, DEBACLE AZZURRA

Italiani sottotono negli ultimi due tornei prima delle festività


TREVISO - Due tornei di rilievo dell’European Tour, prima di una breve pausa.  Ad Albany, New Providence, organizzato in combinata tra European Tour e PGA of Australia, si è giocato l’Isps Anda. sul percorso del Royal Pines (par 72) a Benowa, nel Queensland. Montepremi un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/243: IN AUSTRALIA LA COPPA DEL MONDO A SQUADRE

Vince il Belgio, sesta la coppia azzurra Pavan - Paratore


MELBOURNE - Ancora nel clamore del trionfo di Francesco Molinari alla Race To Dubai, i giocatori azzurri sono chiamati a un altro importante appuntamento. A Melbourne, si gioca la 59ª edizione della Isps Handa Melbourne World Cup of Golf, la Coppa del Mondo a squadre che ha luogo al...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/242: SENZA SOSTA, L'EUROPEAN TOUR RIPARTE DA HONG KONG

La prima tappa della nuova stagione all'anglo-indiano Aaron Rai


HONG KONG - Ancora in aria il fragore per il successo di Francesco Molinari, l’European Tour riparte subito per la nuova stagione 2019, come di consueto in anticipo sull’anno solare. Riprende appena una settimana dopo la conclusione del precedente torneo a Dubai, dove Francesco Molinari...continua

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A Centorizzonti un'originale rivisitazione del capolavoro di Checov

NINA'S DRAG QUEENS IN SCENA CON IL GIARDINO DELLE CILIEGIE

Sabato 10 febbraio al teatro Maffioli di Caerano San Marco


CAERANO SAN MARCO - Nuovamente al Teatro Maffioli di Villa Benzi Zecchini a Caerano di San Marco, Centorizzonti “diTeatro” sabato 10 febbraio alle 21.00 propone una curiosa e inaspettata riscrittura dell’ultimo capolavoro di Anton Cechov, “Il giardino dei ciliegi”: si tratta de “Il giardino delle ciliegie” della compania milanese Nina’s Drag Queens (adattamento e regia di Francesco Micheli, produzione Nina’s Drag Queens in collaborazione con Atir Teatro Ringhiera e l’Accademia di Belle Arti di Brera – Biennio Specialistico in Scenografia Teatrale), composta da sei attori e danzatori che hanno trovato nel personaggio Drag Queen la chiave espressiva per portare avanti la propria idea di teatro.

“Il giardino dei ciliegi”, ultima opera del drammaturgo russo, è un grande classico della letteratura drammatica: scritto per essere una commedia, fu rappresentato per la prima volta il 17 gennaio 1904 al Teatro d'Arte di Mosca, sotto la direzione di Kostantin Sergeevič Stanislavskij e di Vladimir Nemirovič Dančenko, come una tragedia. E ora anche come un drag show. La riscrittura delle Nina’s Drag Queens costruisce via via una messinscena fatta di numeri in playback, esibizioni singole come in un qualunque varietà, lyp-sync e ammiccamenti come la drag-cultura vuole. Ci sono parrucche e tacchi a spillo nel Cechov della compagnia milanese: è un giardino dei ciliegi buffo e vivace ma anche coinvolgente e riflessivo, caotico quanto basta, eccessivo ma non troppo, colorato ma non azzardato. In una curiosa chiave drag che apre le porte dell’espressività teatrale più originale, senza tuttavia dimenticare la tragedia.

Il giardino di ciliegi è la terra dell’infanzia, del sogno ad occhi aperti, l’orizzonte dell’ancora possibile. Ad abitarlo, sei donne, interpretate da Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Stefano Orlandi, Lorenzo Piccolo e Ulisse Romanò, in attesa della fine. Donne, piuttosto creature. Forse sono gli stessi alberi di quel giardino, tacchi a spillo per radici, braccia maschili come rami tesi. Il giardino dei ciliegi è un mondo fragile, incerto, quasi di vetro e su di esso pesa lo sguardo di una schiera di uomini che si avvicina, lenta, nera, pronto all’assalto inevitabile, all’uccisione.
Perse in questo vivaio di ricordi e passioni, le donne-albero annodano mille piccole vicende attorno a un’unica grande tragedia familiare. Sono viaggiatrici senza passaporto, dive senza palcoscenico, eroine tragiche senza tragedia. E ridono, ridono spesso. Ma sempre con le lacrime agli occhi.

Centorizzonti diTeatro proseguirà sabato 24 febbraio al Teatro Duse di Asolo con “Dall’inferno all’infinito” di Monica Guerritore, che esordì nel 1971 a soli sedici anni proprio ne “Il giardino dei ciliegi” di Cechov.