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Golf
PILLOLE DI GOLF/263: IL VICENTINO MIGLIOZZI MIGLIOR AZZURRO AL CHINA OPEN

A Shenzen il finlandese Korhonen si impone al playoff sul francese Hebert


SHENZEN - Sono ben quattro gli azzurri che partecipano al Volvo China Open, evento dell’Asian Tour e dell’European Tour, in programma a Shenzhen, al Tradition at Wolong Valley, di Chengdu in Cina. È Il venticinquesimo anniversario di questo torneo, che significa scadenza molto...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/20: GOLF CLUB CASTELFALFI

Tra le colline del Chianti, il paesaggio fa dimenticare anche le difficoltà tecniche


CASTELFALFI - Si arriva a Castelfalfi, località ignota ai più, percorrendo le luminose colline del Chiantigiano che riservano splendidi scorci. Siamo a Montaione, nei pressi dei borghi di San Gimignano e di Volterra, e Castelfalfi è un piccolo villaggio medievale arroccato...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/262: LA PRIMA VOLTA DEL MASTERS IN ROSA

Sfida tra le migliori 72 dilettanti sul mitico Augusta National


AUGUSTA - Si tratta di un evento storico per il golf femminile: per la prima volta il Masters in rosa.A giocare all’Augusta National, il mitico percorso voluto da Bobby Jones, sono le migliori 72 dilettanti del mondo. Tra loro, quattro azzurre: Virginia Elena Carta, Caterina Don, Alessandra...continua

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A Centorizzonti un'originale rivisitazione del capolavoro di Checov

NINA'S DRAG QUEENS IN SCENA CON IL GIARDINO DELLE CILIEGIE

Sabato 10 febbraio al teatro Maffioli di Caerano San Marco


CAERANO SAN MARCO - Nuovamente al Teatro Maffioli di Villa Benzi Zecchini a Caerano di San Marco, Centorizzonti “diTeatro” sabato 10 febbraio alle 21.00 propone una curiosa e inaspettata riscrittura dell’ultimo capolavoro di Anton Cechov, “Il giardino dei ciliegi”: si tratta de “Il giardino delle ciliegie” della compania milanese Nina’s Drag Queens (adattamento e regia di Francesco Micheli, produzione Nina’s Drag Queens in collaborazione con Atir Teatro Ringhiera e l’Accademia di Belle Arti di Brera – Biennio Specialistico in Scenografia Teatrale), composta da sei attori e danzatori che hanno trovato nel personaggio Drag Queen la chiave espressiva per portare avanti la propria idea di teatro.

“Il giardino dei ciliegi”, ultima opera del drammaturgo russo, è un grande classico della letteratura drammatica: scritto per essere una commedia, fu rappresentato per la prima volta il 17 gennaio 1904 al Teatro d'Arte di Mosca, sotto la direzione di Kostantin Sergeevič Stanislavskij e di Vladimir Nemirovič Dančenko, come una tragedia. E ora anche come un drag show. La riscrittura delle Nina’s Drag Queens costruisce via via una messinscena fatta di numeri in playback, esibizioni singole come in un qualunque varietà, lyp-sync e ammiccamenti come la drag-cultura vuole. Ci sono parrucche e tacchi a spillo nel Cechov della compagnia milanese: è un giardino dei ciliegi buffo e vivace ma anche coinvolgente e riflessivo, caotico quanto basta, eccessivo ma non troppo, colorato ma non azzardato. In una curiosa chiave drag che apre le porte dell’espressività teatrale più originale, senza tuttavia dimenticare la tragedia.

Il giardino di ciliegi è la terra dell’infanzia, del sogno ad occhi aperti, l’orizzonte dell’ancora possibile. Ad abitarlo, sei donne, interpretate da Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Stefano Orlandi, Lorenzo Piccolo e Ulisse Romanò, in attesa della fine. Donne, piuttosto creature. Forse sono gli stessi alberi di quel giardino, tacchi a spillo per radici, braccia maschili come rami tesi. Il giardino dei ciliegi è un mondo fragile, incerto, quasi di vetro e su di esso pesa lo sguardo di una schiera di uomini che si avvicina, lenta, nera, pronto all’assalto inevitabile, all’uccisione.
Perse in questo vivaio di ricordi e passioni, le donne-albero annodano mille piccole vicende attorno a un’unica grande tragedia familiare. Sono viaggiatrici senza passaporto, dive senza palcoscenico, eroine tragiche senza tragedia. E ridono, ridono spesso. Ma sempre con le lacrime agli occhi.

Centorizzonti diTeatro proseguirà sabato 24 febbraio al Teatro Duse di Asolo con “Dall’inferno all’infinito” di Monica Guerritore, che esordì nel 1971 a soli sedici anni proprio ne “Il giardino dei ciliegi” di Cechov.