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Golf
PILLOLE DI GOLF/203: GARY WOODLAND È IL RE DEL PHOENIX OPEN

Vittoria allo spareggio, tra invasioni di campo e commoventi dediche


SCOTTSDALE (ARIZONA - USA) - dall’1 al 4 febbraio. È sul percorso del TPC, la sfida Waste Management Phoenix, l’Open supportato dalla Gestione dei Rifiuti, che, strano a dirsi, nell'economia dell'Arizona vale 389 milioni di dollari. Il montepremi è di 6.900.000 dollari,...continua

Cronaca
PILLOLE DI GOLF/202: AL FARMERS INSURANCE È IL GIORNO DI JASON DAY

Nel torneo al Torrey Pines si rivede anche il vero Tiger Woods


In California, nei due percorsi del Golf Torrey Pines, entrambi Par 72, si è giocato dal 25 al 28 gennaio, l’Open sostenuto dalla potente “Assicurazione Agricoltori” americana, con montepremi di 6.900.000 dollari, 1.200.000 dei quali, destinati al vincitore. Il Torrey...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/17: GARDAGOLF COUNTRY CLUB

Sulle colline attorno al lago si disputerà l'Open d'Italia


SOIANO DEL LAGO - È recente la notizia che l’Open d’Italia 2018 è stato assegnato a Gardagolf; andiamo ora a vedere dal vicino questo Club, la cui scelta è stata apprezzata dal gotha dirigenziale dell’European Tour.Di progetto squisitamente inglese (Cotton,...continua

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A Centorizzonti un'originale rivisitazione del capolavoro di Checov

NINA'S DRAG QUEENS IN SCENA CON IL GIARDINO DELLE CILIEGIE

Sabato 10 febbraio al teatro Maffioli di Caerano San Marco


CAERANO SAN MARCO - Nuovamente al Teatro Maffioli di Villa Benzi Zecchini a Caerano di San Marco, Centorizzonti “diTeatro” sabato 10 febbraio alle 21.00 propone una curiosa e inaspettata riscrittura dell’ultimo capolavoro di Anton Cechov, “Il giardino dei ciliegi”: si tratta de “Il giardino delle ciliegie” della compania milanese Nina’s Drag Queens (adattamento e regia di Francesco Micheli, produzione Nina’s Drag Queens in collaborazione con Atir Teatro Ringhiera e l’Accademia di Belle Arti di Brera – Biennio Specialistico in Scenografia Teatrale), composta da sei attori e danzatori che hanno trovato nel personaggio Drag Queen la chiave espressiva per portare avanti la propria idea di teatro.

“Il giardino dei ciliegi”, ultima opera del drammaturgo russo, è un grande classico della letteratura drammatica: scritto per essere una commedia, fu rappresentato per la prima volta il 17 gennaio 1904 al Teatro d'Arte di Mosca, sotto la direzione di Kostantin Sergeevič Stanislavskij e di Vladimir Nemirovič Dančenko, come una tragedia. E ora anche come un drag show. La riscrittura delle Nina’s Drag Queens costruisce via via una messinscena fatta di numeri in playback, esibizioni singole come in un qualunque varietà, lyp-sync e ammiccamenti come la drag-cultura vuole. Ci sono parrucche e tacchi a spillo nel Cechov della compagnia milanese: è un giardino dei ciliegi buffo e vivace ma anche coinvolgente e riflessivo, caotico quanto basta, eccessivo ma non troppo, colorato ma non azzardato. In una curiosa chiave drag che apre le porte dell’espressività teatrale più originale, senza tuttavia dimenticare la tragedia.

Il giardino di ciliegi è la terra dell’infanzia, del sogno ad occhi aperti, l’orizzonte dell’ancora possibile. Ad abitarlo, sei donne, interpretate da Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Stefano Orlandi, Lorenzo Piccolo e Ulisse Romanò, in attesa della fine. Donne, piuttosto creature. Forse sono gli stessi alberi di quel giardino, tacchi a spillo per radici, braccia maschili come rami tesi. Il giardino dei ciliegi è un mondo fragile, incerto, quasi di vetro e su di esso pesa lo sguardo di una schiera di uomini che si avvicina, lenta, nera, pronto all’assalto inevitabile, all’uccisione.
Perse in questo vivaio di ricordi e passioni, le donne-albero annodano mille piccole vicende attorno a un’unica grande tragedia familiare. Sono viaggiatrici senza passaporto, dive senza palcoscenico, eroine tragiche senza tragedia. E ridono, ridono spesso. Ma sempre con le lacrime agli occhi.

Centorizzonti diTeatro proseguirà sabato 24 febbraio al Teatro Duse di Asolo con “Dall’inferno all’infinito” di Monica Guerritore, che esordì nel 1971 a soli sedici anni proprio ne “Il giardino dei ciliegi” di Cechov.