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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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La nostra rubrica sul mondo golfistico a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/202: AL FARMERS INSURANCE ╚ IL GIORNO DI JASON DAY

Nel torneo al Torrey Pines si rivede anche il vero Tiger Woods


In California, nei due percorsi del Golf Torrey Pines, entrambi Par 72, si è giocato dal 25 al 28 gennaio, l’Open sostenuto dalla potente “Assicurazione Agricoltori” americana, con montepremi di 6.900.000 dollari, 1.200.000 dei quali, destinati al vincitore. Il Torrey Pines, Campo pubblico a 36 buche, è proprietà della città di San Diego. L’importante incontro ha finalmente permesso ai tifosi di vedere il vero ritorno in campo di Tiger Woods, dopo di quello un po’ sottotono di dicembre, in una situazione di grandi giocatori tra cui Phil Mickelson, che giocava in casa. A difendere il titolo conquistato nel 2017, il 23enne spagnolo Jon Rahm, fresco vincitore del Career Builder Challenge, che ha appena scavalcato Jordan Spieth nella classifica mondiale, ed è ora il nuovo numero due dietro Dustin Johnson. Ovviamente tutti gli occhi erano puntati su Tiger Woods, che dopo il lungo stop seguito agli ultimi due interventi alla schiena, ha ripreso l’attività agonistica ai primi di dicembre in Hero World Challenge. In quell’occasione, (era giunto ottavo), la sua prova faceva sperare di poterlo rivedere ai livelli di un tempo. Deciso a gestirsi molto attentamente, Woods, che dopo quest’Open disputerà il Genesis Open dal 15 al 18 febbraio, ha prestato molta attenzione sulla scelta dei percorsi. Ha puntato sui due che gli sono più adatti: questo appunto di Torrey Pines che lo vide primo ben sei volte e dove vinse l’ultimo dei suoi 14 major (US Open 2008), e il Riviera CC a Pacific Palisades sempre in California, dove debuttò nel PGA Tour quando aveva 16 anni. È con questo evento, il Farmers Insurance Open, che Tiger aveva ricominciato nella scorsa stagione. Non aveva superato il taglio, e si era poi dovuto fermare definitivamente a Dubai, dove la sofferenza alla schiena lo aveva costretto a ritirarsi dopo un giro, e ricorrere al chirurgo. Ora, proprio qui a Torrey Pines, cercava la conferma alla sua ripresa.
D’interesse particolare per noi, era anche il debutto 2018 di Francesco Molinari, che riprendeva il gioco dopo il periodo di riposo invernale, ma che con il suo ottavo posto conseguito in Hero World Challenge, faceva ben sperare.
Nel suo tanto atteso ritorno alla competizione, con un solo evento Pga Tour ufficiale giocato dal 2015, Tiger Woods lotta duro per salvare il Par. Luci e ombre nei due birdie e due bogey, ma mettono per lo meno in risalto la grande padronanza nel gioco corto. Per prepararsi al suo debutto nel 2018 al Farmers Insurance Open, si era imposto di giocare sei giorni la settimana, ché si sentiva arrugginito. Termina all’84° posto, lasciando tuttavia l’impressione di poter superare il taglio, sebbene al momento sia oltre il punteggio utile.
Parte bene Francesco Molinari, dalla buca 10. Segna tre birdie e un bogey in uscita, e completata lo score con altri due birdie nel rientro. Fa vedere un gioco preciso, concentrato, con pochissime sbavature: quarto, con (-4), stesso risultato di Jon Rahm difensore del titolo. Assume il comando con 65 (-7) Tony Finau, il 28enne di Salt Lake City (Utah): Con nove birdie e due bogey prende il sopravvento, e precede di misura Ted Potter Jr e Ryan Palmer.
Nel secondo giro Francesco Molinari perde lucidità, dal 4° scivola al 33° posto. Ha mantenuto continuità sulle prime nove (due birdie e due bogey), poi ha sciupato un colpo sulle seconde: con un birdie e due bogey (+1), perde 29 posizioni. Tiger Woods, dopo aver accusato un doppio bogey in uscita per problemi con il driver che non andava e lo metteva fuori pista, recupera con il gioco corto, mette a segno 4 birdie sulle buche di ritorno, e finisce a (-1). Ha lottato con i denti per evitare il taglio, rimane in gioco con l’ultimo punteggio utile, 65°. Soddisfatti, i FANS. Settantanove giocatori escono al taglio, nomi famosi, tra cui l’irlandese Padraig Harrington, e lo statunitense Rickie Fowler. È il texano Ryan Palmer a portarsi al vertice in questo giro, leader a (-11), con due eagles alla 9 e alla 17, entrambe Par 5. Palmer, che aveva condotto in purezza il primo giro con sei birdie senza bogey, è ora tallonato da Jon Rahm, lo spagnolo di Barrika, quanto mai motivato, che se si aggiudicasse il Farmers, diverrebbe leader mondiale.
La terza giornata scombina tutto. Al vertice del FARMERS sale lo svedese Alex Noren, 35enne di Stoccolma, che passa a condurre con (-11), dopo un eagle e un doppio bogey; sorpassa Ryan Palmer ed è la prima volta che si trova in vetta a un evento del circuito. Lo spagnolo Jon Rahm perde posizioni: Un doppio bogey sull’ultima buca annulla la corsa verso il successo nella gara, che gli darebbe la leadership mondiale; da secondo a 12° dopo un 75 (+3), ma qualche speranza ancora gliela fornisce la sua grande classe.
Woods, 39° guadagna 26 posizioni, sorpassa Francesco Molinari 44°, stesso score del giapponese Hideki Matsuyama. L’azzurro ha iniziato il percorso dalla buca 10, ed è andato subito in difficoltà, recuperando poi qualcosa al rientro. Anche Tiger Woods è partito dalla 10, e si è trovato subito in difficoltà, ma ha rimediato prontamente con due birdie di fila, nell’ottimo gioco corto.
Nel quarto giro continuano le ansie. I primi tre classificati, Alex Noren, Jason Day e Ryan Palmer, tutti tre a (-10), devono affrontare lo spareggio. Palmer è eliminato alla prima buca, restano gli altri due, ma la gara non ha un vincitore, perché dopo cinque buche scende il buio, il gioco è sospeso, e rinviato il lunedì. Francesco Molinari conclude al 45°, in par, a pari merito con Phil Mickelson; Tiger Woods termina 23° (-3), facendo intravedere un buon aspetto fisico, senza problemi, seppur sottoposto a un superlavoro alle prese nel difficile rough. Come paventato, lo spagnolo Jon Rahm, perde l’opportunità di numero uno mondiale: ha fatto il giro finale deconcentrato, deluso dal risultato del terzo turno, quando il pesante doppio bogey alla 18 gli ha compromesso il ranking mondiale.
Alla ripresa dello spareggio, interrotto per oscurità, Jason Day supera con un birdie Alex Noren, in bogey dopo aver mandato la palla in acqua, e si aggiudica il Farmers Insurance Open. Con questa vittoria, il 30enne australiano riceve la prima moneta (1.242.000 dollari), porta a undici i titoli nel circuito, compreso un major, ed è fermamente deciso a conquistare la FedExCup 2018.
Paolo Pilla