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Golf
PILLOLE DI GOLF/299: AD ABU DHABI WESTWOOD SI IMPONE SU UN SORPRENDENTE LAPORTA

Nel torneo in vigore le norma anti-gioco lento


ABU DHABI - Sono sette gli azzurri che partecipano al Championship di Abu Dhabi, il primo degli otto tornei sponsorizzati dalla Rolex nell’ambito dell’Eurotour. Sono numerosi, i campioni che iniziano l’anno 2020 negli Emirati Arabi Uniti all’Abu Dhabi GC, con lo statunitense...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/298: DOPO LE PROTESTE POLITICHE, AD HONG KONG TORNA IL GOLF

Successo per Wade Ormsby, Andrea Pavan unico azzurro


HONG KONG - Era stato rinviato per problemi di sicurezza l'Hong Kong Open. Avrebbe dovuto prendere avvio il 28 novembre, ma i disordini legati alla difficile situazione sociale, riordiamo i continui scontri nel Paese, aveva indotto gli organizzatori ad annullare la gara. Ora questo torneo...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/297: L'ALTRA META' DEL CIELO, IL GOLF AL FEMMINILE

Ad Evian, in Francia, l'unico major "rosa" d'Europa


EVIAN  - Nel doveroso ricordo del record assoluto di vittorie in campo internazionale conquistate dagli azzurri Bertasio, Gagli, Laporta, Migliozzi, i Molinari, Paratore, Pavan nel 2019, cominciamo il 2020 dando l'onore al Golf femminile, seppur in assenza delle atlete italiane.Il Ladies...continua

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Cgil e Cisl: "Atto grave, valutiamo azioni legali"

LICENZIATO OPERAIO E DELEGATO, INSORGONO I SINDACATI

A Villa Sandi il lavoro ora lo svolge un macchinario


CROCETTA DEL MONTELLO - Dopo aver lavorato nove anni per l’azienda vinicola Villa Sandi di Crocetta del Montello, Andrea Perone, operaio, Rsu e Rls Flai Cgil, di punto in bianco è stato licenziato. L’Azienda ha giustificato la decisione di risoluzione del rapporto per soppressione della posizione lavorativa, ma il Sindacato non ci vede chiaro. “Un atto gravissimo quanto incomprensibile. Non siamo stati neppure interpellati per un confronto - spiegano Danilo Maggiore, della Flai Cgil di Treviso e Andrea Meneghel, segretario Fai Cisl Belluno Treviso -. Per una realtà in espansione, che utilizza il lavoro in somministrazione e appalta alle cooperative parti di produzione, e che recentemente ha sbandierato la crescita dei fatturati - di 5 milioni l’utile nel 2016 - e l’avvio di nuovi investimenti, troviamo quanto mai pretestuoso il motivo del licenziamento”.
L’operaio di 48 anni, con famiglia, ha lavorato un anno e mezzo come interinale e un anno con contratto a termine per poi essere stato assunto a gennaio 2011 a tempo indeterminato. L’ultima mansione assegnata è quella di addetto al controllo etichettature e confezionamento. Il più votato tra i dipendenti della Sandi, nel 2015 è stato eletto nella lista della Flai come Rsu e Rls, contribuendo a far entrare la Cgil nella Rappresentanza Sindacale Unitaria, da allora composta dalle sigle di categoria Flai Cgil e Fai Cisl.
“Il programma di automazione della produzione e riorganizzazione del reparto, con l’acquisto di un nuovo macchinario Logilook per il controllo visivo a memoria fotografica - spiegano i rappresentanti sindacali - non può costituire la causa del licenziamento. L’azienda avrebbe dovuto coinvolgere le parti sociali in questa fase. Sandi, infatti, che conta circa cento dipendenti nella tenuta di Crocetta del Montello, non solo si avvale delle cooperative, ma attinge anche forza lavoro in somministrazione e da qualche anno ha in organico alcuni lavoratori che sono già in pensione. Dentro tale quadro e visto l’incremento della produzione, e dunque del fatturato, dichiarato recentemente dalla stessa azienda, non è ragionevole pensare che non vi sia stato modo per procedere a un rimansionamento del lavoratore”.
I sindacati ravvisano dietro al licenziamento del dipendente la volontà della Società di allontanare un rappresentante dei lavoratori a volte non in linea con la politica aziendale messa in campo da Sandi. “Mentre affrontiamo la vertenza di carattere individuale - concludono i segretari generali - mettiamo sul piatto anche l’eventualità di procedere all’impugnazione del licenziamento per attività antisindacale”.
Il gruppo Villa Sandi, tramite il direttore del personale Roberto Perizzolo, però, puntualizza alcune questioni in merito alla vicenda: "L'investimento in un nuovo macchinario che automatizza interamente una parte del processo produttivo, ha portato alla soppressione di due posizioni lavorative, non di una.La risoluzione non è dunque da intendersi rivolta in modo specifico nei confronti di un'unica persona. Con uno dei due dipendenti è stato oggi raggiunto un accordo economico giudicato soddisfacente da ambedue le parti. L’azienda auspica che ciò possa avvenire anche con il secondo dipendente".