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Golf
PILLOLE DI GOLF/248: PADRAIG HARRINGTON CAPITANO DELL'EUROPA IN RYDER CUP

Nel 2020 l'irlandese guiderà il team continentale nella sfida agli Usa


ROMA - Sarà l’irlandese Padraig Harrington, a svolgere la missione di Capitano europeo alla Ryder Cup 2020, prossimo appuntamento americano fra Europa e Stati Uniti. Harrington è stato scelto da un Comitato composto dagli ultimi tre capitani del massimo circuito europeo: Paul...continua

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PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

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CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

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La sostenibilità ambientale al centro del convegno sul Prosecco

ZAIA: «L’OBIETTIVO È ARRIVARE ALLA VITICOLTURA A IMPATTO ZERO»

L'evento ha aperto l'Antica Fiera di Godega


GODEGA DI SANT’URBANO – Il tema della sostenibilità ambientale è stato al centro del convegno “Prosecco e altre opportunità vitivinicole nell’annata 2018” che si è tenuto ieri sera, martedì 20 febbraio, a Godega di Sant’Urbano, evento di apertura dell’Antica Fiera, a cui hanno partecipato oltre 700 operatori del settore.
Un successo di presenze, come ogni anno, con un centinaio di partecipanti fuori al freddo pur di ascoltare i relatori. Già perché a Godega, annualmente, si fa il punto sullo stato di saluto di un settore, quello del vino, che traina l’economia trevigiana.

Gli interventi più tecnici di Filippo Codato, direttore di Condifesa Treviso, sul bollettino digitale nella difesa fitosanitaria al servizio del viticoltore, e di Alberto Zannol della Direzione Agroalimentare della Regione Veneto, sulla situazione del potenziale produttivo viticolo per le denominazioni a Prosecco e Pinot Grigio delle Venezie, sono stati preceduti da interventi più di indirizzo del governatore del Veneto Luca Zaia e dell’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan, e seguiti da quelli dei presidenti dei consorzi di tutela delle Tre Venezie.

La parola d’ordine di tutti è stata “sostenibilità” ma anche “alleanza tra chi produce e chi consuma” affinché attorno al fenomeno Prosecco – un’opportunità reale per l’economia e il territorio – si stemperi la conflittualità considerata spesso eccessiva e strumentale.
L’intervento di Luca Zaia, riconosciuto dai viticoltori come il papà del Prosecco, è stato accolto come di consueto in attento silenzio. E il Governatore questa “paternità” la ricorda ogni qual volta deve far passare i messaggi a cui tiene di più per salvaguardare il «tesoro Prosecco».

«Nel 2009 c’è stato un varco nella normativa europea che ci ha permesso di prendere un’iniziativa simile a quella del Tocai; il Tocai, grazie all’operazione degli ungheresi, oggi è solo ungherese e noi in Veneto abbiamo dovuto cambiare nome, chiamarlo Tai, e in Friuli pure, denominandolo Friulano – ha affermato - È stata un’operazione spettacolare perché fino a quel momento tutto il mondo poteva chiamare il vino Prosecco perché la vite si chiamava Prosecco. Noi abbiamo cambiato il nome alla vite, chiamandola Glera, e autorizzando solo 9 province - 4 province friulane e 5 venete - a essere le uniche al mondo a poter piantare il Glera che però produce uva Prosecco. Fuori da quest’area, quando si pianta Glera si raccogliere Glera. Grazie a questa operazione, siamo passati dal produrre 160 milioni di bottiglie l’anno a produrne mezzo miliardo. Siamo dunque i detentori di un grande tesoro. E nella Denominazione più grande al mondo è doveroso che ci sia una strategia industriale di governo dei mercati».

Zaia ha quindi battuto forte sul tema ambientale ricordando a tutti i presenti che le terre del Prosecco sono sotto i riflettori mondiali.
«Sono io il primo aver posto il problema della certificazione ambientale del processo e del prodotto – ha sostenuto il presidente della Regione -  e quindi mi sento libero di dire ai produttori che non è che loro hanno più colpe di altri produttori dal momento che quello che si fa nel vigneto di Prosecco si fa uguale in tutto il mondo, anzi altrove si fa di peggio.
Ma è anche vero che voi oggi siete sotto i riflettori, perché questo territorio è diventato un territorio simbolo.
Avete pertanto la responsabilità di salvaguardare questo grande  prodotto, il Prosecco, e indicare al mondo la via per una viticoltura sostenibile. Con i guadagni che si fanno non ci sono scuse a non fare tutti gli interventi necessari a mitigare l’impatto delle colture sulla salute dell’uomo e sull’ambiente: mi riferisco a interventi di miglioria ambientale e al divieto totale all’uso di glifosate e altri erbicidi. L’obiettivo è avviarci lungo un percorso che non sarà facile ma che negli anni ci deve portare all’impatto zero. In questo percorso i consumatori devono essere non contro i viticoltori ma al loro fianco». 

Il Governatore è infine tornato sulla polemica Unesco, ribadendo l’importanza di questa operazione per il nostro territorio e togliendosi anche, tra le righe, qualche sassolino dalla scarpa.
«Se è vero che l’Unesco non si occupa di fitofarmaci come dimostrano i contenuti della lettera a me recapitata a fine gennaio dall’unità di valutazione, qualora le colline del Prosecco diventino patrimonio tutelato, come ci auguriamo, questo territorio avrà una responsabilità sociale in più, che sarà quella di indicare le buone pratiche nei piani di gestione e diventare sempre più virtuoso» ha chiosato.

Paolo Attemandi, assessore all’Agricoltura del Comune di Godega e agricoltore egli stesso, ha ribadito l’importanza dell’innovazione tecnologica per rendere le colture sempre più sostenibili e ha dato però anche voce al disagio di un settore che si sente addosso «un ingiustificato odio sociale».
«La sostenibilità è il presente e il futuro del nostro settore - ha convenuto Attemandi -. Infatti nei giorni dell’Antica Fiera di Godega, dal 3 al 5 marzo, abbiamo organizzato delle “prove in campo” per dare la possibilità ai viticoltori di vedere il funzionamento degli atomizzatori a recupero della deriva, macchinari che riducono l’impatto dei fitofarmaci sull’ambiente. Innovare è fondamentale, già lo stiamo facendo e lo faremo sempre di più. Chi però pensa che i guadagni di noi viticoltori rispetto a dieci anni fa siano aumentati dico è vero, lo sono, ma sono aumentate anche di dieci volte le spese e i costi di gestione. Ad esempio chi acquista un atomizzatore o un mezzo che fa il diserbo meccanico sottopianta sostiene un costo importante che è uguale per chi ha una piccola azienda di 2,2 ettari (la media delle aziende agricole venete hanno questa dimensione) e chi ne ha 10 o 50. Trovo in ogni caso ingiustificato l’odio sociale che monta contro noi agricoltori che, con il nostro impegno e il nostro lavoro, stiamo portando ricchezza a questo territorio».

Il convegno è stato organizzato dall’Amministrazione comunale di Godega con la consulenza di Fiorello Terzariol, consulente vitivinicolo, che ha moderato il dibattito e in collaborazione con la Regione Veneto e con il CondifesaTV.
È seguito un brindisi con i vini della Cantina Soc. Coop. di Orsago.