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Golf
PILLOLE DI GOLF/271: MATTHEW JORDAN ALL'ULTIMO COLPO NELL'ITALIAN CHALLENGE

L'inglese si impone al playoff sull'azzurro Scalise


MONTEROSI (VT) - Usciamo per un po’ dagli schemi del PGA, e dell’European Tour, per vedere come vanno le cose con l’Italian Challenge. Il Challenge Tour è il tour di golf professionale maschile europeo di secondo livello. È gestito dal PGA European Tour e, come per...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/270: IL GOLF ABBRACCIA LA SOLIDARIETA’

A Ca' della Nave l'undicesimo Trofeo Par 108


MARTELLAGO - Non finisce di stupire il Par 108. È nato bene, ed è un continuo crescendo: per l’affiatamento dei soci, e la buona organizzazione. Domenica il loro Comitato ha programmato una Louisiana a quattro giocatori, 18 buche stableford sul percorso del Club di Ca della...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/269: SETTE AZZURRI IN GARA IN GERMANIA PER L'EUROTOUR

Con una spettacolare rimonta Andrea Pavan vince il Bmw International


MONACO DI BAVIERA (GER) - Edoardo Molinari, Guido Migliozzi, Nino Bertasio, Lorenzo Gagli, Andrea Pavan, Filippo Bergamaschi e Renato Paratore reduce quest’ultimo dall’US Open, sua prima esperienza in un major, scendono in campo al Golf Club München Eichenried di Monaco di Baviera,...continua

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Benazzi: "Capitolo importante della sanità trevigiana"

DOPO 166 ANNI, ADDIO ALLE SUORE INFERMIERE AL CA' FONCELLO

Le ultime Dorotee solo per l'assistenza spirituale


TREVISO - Dopo 166 anni, dal primo marzo le Suore Dorotee di Vicenza termineranno il loro servizio da infermiere all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Si conclude così un importante capitolo di storia della sanità trevigiana, iniziato nel 1852. L’ultimo sparuto gruppo di anziane religiose, pur senza più funzioni in corsia, rimarrà nella struttura, impegnato nell’assistenza spirituale. Prossimamente si terrà un incontro in cui la Direzione esprimerà la gratitudine dei trevigiani e scoprirà una targa di riconoscenza.
Le suore Dorotee negli anni '30 del Novecento
Tra le corsie del Ca’ Foncello la notizia segna un’epoca. Dati anagrafici e carenza di vocazioni non consentono alle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori (questo il vero nome della congregazione) di garantire ancora la presenza delle proprie infermiere. Una vera rivoluzione se si pensa che per decenni il nome della suora caposala, prima ancora di quello del primario, identificava un reparto. All’ospedale di Treviso hanno iniziato il loro servizio nel 1852. Più di un secolo e mezzo di presenza, segnata dalla carità e dalla elevata professionalità in tutti gli ambiti presenti. Ma anche dalla santità. La Chiesa, infatti, ha elevato alla gloria degli altari la suora infermiera Maria Bertilla Boscardin che - dopo avervi lavorato per 15 anni – nel 1922 è morta proprio nell’ospedale di cui oggi è patrona ed anche monsignor Giovanni Farina, il vescovo di Treviso che chiamò nel nosocomio le Dorotee dopo averle fondate quando era prete a Vicenza.
Le religiose oggi
“Con la conclusione dell'impegno infermieristico delle suore Dorotee si sigilla un capitolo importante di storia della sanità trevigiana – sottolinea il direttore generale dell'Ulss 2 Francesco Benazzi -. Contemporaneamente rImane vivo il debito di riconoscenza per il servizio prestato in oltre 165 anni di presenza nelle corsie dell'antica sede di San Leonardo, prima, e del Ca' Foncello, poi. Una presenza che per Treviso non ha rappresentato solo la permanenza di un gruppo di religiose ma, soprattutto, un vero progresso organizzativo e professionale. Grazie alle suore Dorotee di Vicenza, a Treviso si è concretizzata la professione infermieristica, legata ad una preparazione specifica ed alla formazione con un proprio percorso di studi. Con loro nacque, infatti, la prima scuola destinata a evolversi accogliendo anche studenti laici e contribuendo nei decenni a fornire numerosi professionisti ben preparati”.

“Ringrazio idealmente tutte le Suore che hanno fatto parte della nostra comunità ospedaliera ed in particolare le ultime ancora presenti - ha continuato il direttore -. Esprimo inoltre la mia gratitudine e la mia soddisfazione per l'assicurazione fornitami dalla Madre generale che, pur concludendosi l'impegno professionale, le Suore continueranno a prestare la loro collaborazione nell'assistenza spirituale dei nostri pazienti: sono sempre state parte della nostra famiglia è così continueremo a sentirle. Siamo uno dei pochi ospedali che hanno visto una sua infermiera elevata alla gloria degli Altari: Santa Maria Bertilla Boscardin, una delle tante religiose che si sono succedute al servizio dei nostri malati. Questo esempio ci ricorda e riassume quale contributo è stato dato in questi decenni anche nell'umanizzazione dell'ambiente ospedaliero, nella qualità del rapporto con il malato, nella capacità di saper curare prima ancora di riuscire a guarire”.