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Golf
PILLOLE DI GOLF/319: SPETTACOLO CON GRANDI CAMPIONI ALL'RBC HERITAGE

Successo per Webb Simpson e il suo swing particolare


HILTON HEAD  (USA) - Spettacolo con grandi campioni, sul percorso dell’Harbour Town Golf Links, a Hilton Head nel South Carolina, per l'Rbc Heritage. Sono al via i primi sei giocatori del mondo, compreso ovviamente Jon Rahm, che la scorsa settimana è uscito al taglio, e ora...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/318: SI TORNA A GIOCARE AL CHARLES SCHWAB CHALLENGE

Riparte il Pga Tour con un field da grandi occasioni


FORT WORTH (USA) - Era tempo, i professionisti mordevano il freno! Si gioca al Colonial National Invitation Tournament, che per sponsorizzazione dal 2019 si chiama Charles Schwab Challenge. È un torneo di golf del PGA Tour, che ogni anno, a maggio, ha luogo presso il Colonial Country, a Fort...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/317- CAMPI/27: IL GOLF CLUB ANTOGNOLLA

Nella verde Umbria alcune delle 18 buche più impegnative d'Italia


PERUGIA - Oggetto di piani molto ambiziosi, il Golf umbro Antognolla, con il suo resort, è destinato a diventare una perla del Golf in Italia. Avevo avuto il piacere di visitarlo molto tempo fa, era il 2011, e ancora ricordo la competizione cui ho partecipato in quell’ambiente, che nel...continua

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Benazzi: "Capitolo importante della sanità trevigiana"

DOPO 166 ANNI, ADDIO ALLE SUORE INFERMIERE AL CA' FONCELLO

Le ultime Dorotee solo per l'assistenza spirituale


TREVISO - Dopo 166 anni, dal primo marzo le Suore Dorotee di Vicenza termineranno il loro servizio da infermiere all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Si conclude così un importante capitolo di storia della sanità trevigiana, iniziato nel 1852. L’ultimo sparuto gruppo di anziane religiose, pur senza più funzioni in corsia, rimarrà nella struttura, impegnato nell’assistenza spirituale. Prossimamente si terrà un incontro in cui la Direzione esprimerà la gratitudine dei trevigiani e scoprirà una targa di riconoscenza.
Le suore Dorotee negli anni '30 del Novecento
Tra le corsie del Ca’ Foncello la notizia segna un’epoca. Dati anagrafici e carenza di vocazioni non consentono alle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori (questo il vero nome della congregazione) di garantire ancora la presenza delle proprie infermiere. Una vera rivoluzione se si pensa che per decenni il nome della suora caposala, prima ancora di quello del primario, identificava un reparto. All’ospedale di Treviso hanno iniziato il loro servizio nel 1852. Più di un secolo e mezzo di presenza, segnata dalla carità e dalla elevata professionalità in tutti gli ambiti presenti. Ma anche dalla santità. La Chiesa, infatti, ha elevato alla gloria degli altari la suora infermiera Maria Bertilla Boscardin che - dopo avervi lavorato per 15 anni – nel 1922 è morta proprio nell’ospedale di cui oggi è patrona ed anche monsignor Giovanni Farina, il vescovo di Treviso che chiamò nel nosocomio le Dorotee dopo averle fondate quando era prete a Vicenza.
Le religiose oggi
“Con la conclusione dell'impegno infermieristico delle suore Dorotee si sigilla un capitolo importante di storia della sanità trevigiana – sottolinea il direttore generale dell'Ulss 2 Francesco Benazzi -. Contemporaneamente rImane vivo il debito di riconoscenza per il servizio prestato in oltre 165 anni di presenza nelle corsie dell'antica sede di San Leonardo, prima, e del Ca' Foncello, poi. Una presenza che per Treviso non ha rappresentato solo la permanenza di un gruppo di religiose ma, soprattutto, un vero progresso organizzativo e professionale. Grazie alle suore Dorotee di Vicenza, a Treviso si è concretizzata la professione infermieristica, legata ad una preparazione specifica ed alla formazione con un proprio percorso di studi. Con loro nacque, infatti, la prima scuola destinata a evolversi accogliendo anche studenti laici e contribuendo nei decenni a fornire numerosi professionisti ben preparati”.

“Ringrazio idealmente tutte le Suore che hanno fatto parte della nostra comunità ospedaliera ed in particolare le ultime ancora presenti - ha continuato il direttore -. Esprimo inoltre la mia gratitudine e la mia soddisfazione per l'assicurazione fornitami dalla Madre generale che, pur concludendosi l'impegno professionale, le Suore continueranno a prestare la loro collaborazione nell'assistenza spirituale dei nostri pazienti: sono sempre state parte della nostra famiglia è così continueremo a sentirle. Siamo uno dei pochi ospedali che hanno visto una sua infermiera elevata alla gloria degli Altari: Santa Maria Bertilla Boscardin, una delle tante religiose che si sono succedute al servizio dei nostri malati. Questo esempio ci ricorda e riassume quale contributo è stato dato in questi decenni anche nell'umanizzazione dell'ambiente ospedaliero, nella qualità del rapporto con il malato, nella capacità di saper curare prima ancora di riuscire a guarire”.