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Golf
PILLOLE DI GOLF/211: PATRICK REED INDOSSA LA GIACCA VERDE

Lo statunitense vince l'82° Masters di Augusta


TREVISO - È l’edizione ottantadue del Masters, che data 1930; uno dei quattro maggiori campionati del Golf. Si tiene all'Augusta National, in Georgia, il Paradiso del Golf. Un Campo molto particolare, bello e difficile, massimamente rappresentato da” Amen Corner”, il tratto...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/210: A CA' DELLA NAVE BUON COMPLEANNO MAL

Gara (e festa) con protagonista il cantante dei Primitives


MARTELLAGO - A festeggiare la sua data di nascita avvenuta da qualche giorno, Mal (al secolo Paul Bradley Couling), il 28 marzo ha sponsorizzato una gara di Golf a Cà della Nave. Voleva festeggiare il suo compleanno in un Campo da Golf. La scelta del 28, a Cà della Nave, è...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/209: AL VIA IL CHALLENGE 2018 DELL'AIGG

A Roma debutta la stagione dei giornalisti golfisti


ROMA - Il debutto del challenge AIGG ha ormai una sede consolidata: la prima gara dell’anno si gioca al Marco Simone Golf and Country Club, a Guidonia, nell’ospitalità raffinata di Lavinia Biagiotti Cigna. Lavinia è la deliziosa figlia di Laura Biagiotti, la grande donna...continua

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Benazzi: "Capitolo importante della sanitą trevigiana"

DOPO 166 ANNI, ADDIO ALLE SUORE INFERMIERE AL CA' FONCELLO

Le ultime Dorotee solo per l'assistenza spirituale


TREVISO - Dopo 166 anni, dal primo marzo le Suore Dorotee di Vicenza termineranno il loro servizio da infermiere all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Si conclude così un importante capitolo di storia della sanità trevigiana, iniziato nel 1852. L’ultimo sparuto gruppo di anziane religiose, pur senza più funzioni in corsia, rimarrà nella struttura, impegnato nell’assistenza spirituale. Prossimamente si terrà un incontro in cui la Direzione esprimerà la gratitudine dei trevigiani e scoprirà una targa di riconoscenza.
Le suore Dorotee negli anni '30 del Novecento
Tra le corsie del Ca’ Foncello la notizia segna un’epoca. Dati anagrafici e carenza di vocazioni non consentono alle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori (questo il vero nome della congregazione) di garantire ancora la presenza delle proprie infermiere. Una vera rivoluzione se si pensa che per decenni il nome della suora caposala, prima ancora di quello del primario, identificava un reparto. All’ospedale di Treviso hanno iniziato il loro servizio nel 1852. Più di un secolo e mezzo di presenza, segnata dalla carità e dalla elevata professionalità in tutti gli ambiti presenti. Ma anche dalla santità. La Chiesa, infatti, ha elevato alla gloria degli altari la suora infermiera Maria Bertilla Boscardin che - dopo avervi lavorato per 15 anni – nel 1922 è morta proprio nell’ospedale di cui oggi è patrona ed anche monsignor Giovanni Farina, il vescovo di Treviso che chiamò nel nosocomio le Dorotee dopo averle fondate quando era prete a Vicenza.
Le religiose oggi
“Con la conclusione dell'impegno infermieristico delle suore Dorotee si sigilla un capitolo importante di storia della sanità trevigiana – sottolinea il direttore generale dell'Ulss 2 Francesco Benazzi -. Contemporaneamente rImane vivo il debito di riconoscenza per il servizio prestato in oltre 165 anni di presenza nelle corsie dell'antica sede di San Leonardo, prima, e del Ca' Foncello, poi. Una presenza che per Treviso non ha rappresentato solo la permanenza di un gruppo di religiose ma, soprattutto, un vero progresso organizzativo e professionale. Grazie alle suore Dorotee di Vicenza, a Treviso si è concretizzata la professione infermieristica, legata ad una preparazione specifica ed alla formazione con un proprio percorso di studi. Con loro nacque, infatti, la prima scuola destinata a evolversi accogliendo anche studenti laici e contribuendo nei decenni a fornire numerosi professionisti ben preparati”.

“Ringrazio idealmente tutte le Suore che hanno fatto parte della nostra comunità ospedaliera ed in particolare le ultime ancora presenti - ha continuato il direttore -. Esprimo inoltre la mia gratitudine e la mia soddisfazione per l'assicurazione fornitami dalla Madre generale che, pur concludendosi l'impegno professionale, le Suore continueranno a prestare la loro collaborazione nell'assistenza spirituale dei nostri pazienti: sono sempre state parte della nostra famiglia è così continueremo a sentirle. Siamo uno dei pochi ospedali che hanno visto una sua infermiera elevata alla gloria degli Altari: Santa Maria Bertilla Boscardin, una delle tante religiose che si sono succedute al servizio dei nostri malati. Questo esempio ci ricorda e riassume quale contributo è stato dato in questi decenni anche nell'umanizzazione dell'ambiente ospedaliero, nella qualità del rapporto con il malato, nella capacità di saper curare prima ancora di riuscire a guarire”.