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Golf
PILLOLE DI GOLF/271: MATTHEW JORDAN ALL'ULTIMO COLPO NELL'ITALIAN CHALLENGE

L'inglese si impone al playoff sull'azzurro Scalise


MONTEROSI (VT) - Usciamo per un po’ dagli schemi del PGA, e dell’European Tour, per vedere come vanno le cose con l’Italian Challenge. Il Challenge Tour è il tour di golf professionale maschile europeo di secondo livello. È gestito dal PGA European Tour e, come per...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/270: IL GOLF ABBRACCIA LA SOLIDARIETA’

A Ca' della Nave l'undicesimo Trofeo Par 108


MARTELLAGO - Non finisce di stupire il Par 108. È nato bene, ed è un continuo crescendo: per l’affiatamento dei soci, e la buona organizzazione. Domenica il loro Comitato ha programmato una Louisiana a quattro giocatori, 18 buche stableford sul percorso del Club di Ca della...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/269: SETTE AZZURRI IN GARA IN GERMANIA PER L'EUROTOUR

Con una spettacolare rimonta Andrea Pavan vince il Bmw International


MONACO DI BAVIERA (GER) - Edoardo Molinari, Guido Migliozzi, Nino Bertasio, Lorenzo Gagli, Andrea Pavan, Filippo Bergamaschi e Renato Paratore reduce quest’ultimo dall’US Open, sua prima esperienza in un major, scendono in campo al Golf Club München Eichenried di Monaco di Baviera,...continua

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Una mostra al museo Salce di Treviso dal 17 marzo al 2 settembre

UN BACIO PER CAMBIARE LA GRAFICA PUBBLICITARIA

Federico Seneca innovatore dell'immagine di prodotti e aziende


TREVISO - Poche raffigurazioni entrano nell'immaginario collettivo, diventando immediamentamente riconoscibili ovunque. E' il caso dell'immagine dei Baci Perugina, anche se non molti, forse, ne conosceranno l'autore: Federico Seneca. Grafico, disegnatore, imprenditore, Seneca ha segnato il Bernardino e Stefano Seneca, figlio e nipote dell'illustre graficopassaggio dalla reclame dei grandi cartelloni artistici alla pubblicità moderna. Ad uno dei grafici che più hanno segnato il mondo della comunicazione italiana del Novecento, dedica una mostra, dal 17 marzo al 2 settembre, il Museo nazionale Collezione Salce di Treviso.
Partita da illustrazioni figurative la sua opera, come spiega Marta Mazza, direttrice del museo Salce e curatrice di questa monografica insieme a Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo di Chiasso, si è via via evoluta, all'insegna di una costante sperimentazione. Ecco allora le Banane della Perugina dalle reminescenze coloniali, o il cioccolato al latte rappresentato da una sensualissima coppia lui nero e lei bianca, tanto moderna da essere oggi persino politicamente scorretta. Ecco il gatto con la lingua di fuoco dell'Agip. Ecco i personaggi - la suorina, il cuoco - della pastina glutinata Buitoni: figure stilizzate, senza una fisionomia precisa proprio per consentire a tutti di identificarsi, ma allo stesso tempo coinvolgenti. In un'epoca distante dalle ossessioni “glutin-free” odierne, anzi Marta Mazza, direttrice del Museo Salcenell'Italia tra le due guerre, i bambini avevano bisogno di proteine supplementari, grazie a questo prodotto la Buitoni si impose tra le grandi marchi nazionali.
Un centinaio i pezzi in mostra, tra cui una quarantina di grandi manifesti, tutti della collezione Salce, oltre a disegni, schizzi, fotografie. La vera novità della rassegna è descrivere il processo creativo, spesso laborioso, di Seneca. Compresi le piccole sculture in gesso, modellate per poter meglio studiare gli effetti di luce e chiaroscuro da riprodurre poi su carta.  Fino a raggiungere una massima sintesi espressiva. Nel manifesto Cinzano, gli unici elementi naturalistici rimangono la bottiglia e il bicchiere, mentre il protagonista-consumatore è solo evocato da un segno grafico.
Dopo il m.a.x. museo di Chiasso, in Svizzera, Fano, città natale dell'artista, e Perugia dove ha lavorato a lungo appunto alla Perugina, quella trevigiana è la quarta tappa del'esposizione. La collezione Salce conserva l'intera produzione di manifesti pubblicitari di Seneca e tra l'autore e Nando Salce esisteva anche una conoscenza diretta.
Ricordato per sempre per quegli innamorati dei Baci, Federico Seneca è molto altro. Anzi, come ricorda il figlio Bernardino, quell'immagine non era neppure la sua preferita.