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Golf
PILLOLE DI GOLF/211: PATRICK REED INDOSSA LA GIACCA VERDE

Lo statunitense vince l'82° Masters di Augusta


TREVISO - È l’edizione ottantadue del Masters, che data 1930; uno dei quattro maggiori campionati del Golf. Si tiene all'Augusta National, in Georgia, il Paradiso del Golf. Un Campo molto particolare, bello e difficile, massimamente rappresentato da” Amen Corner”, il tratto...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/210: A CA' DELLA NAVE BUON COMPLEANNO MAL

Gara (e festa) con protagonista il cantante dei Primitives


MARTELLAGO - A festeggiare la sua data di nascita avvenuta da qualche giorno, Mal (al secolo Paul Bradley Couling), il 28 marzo ha sponsorizzato una gara di Golf a Cà della Nave. Voleva festeggiare il suo compleanno in un Campo da Golf. La scelta del 28, a Cà della Nave, è...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/209: AL VIA IL CHALLENGE 2018 DELL'AIGG

A Roma debutta la stagione dei giornalisti golfisti


ROMA - Il debutto del challenge AIGG ha ormai una sede consolidata: la prima gara dell’anno si gioca al Marco Simone Golf and Country Club, a Guidonia, nell’ospitalità raffinata di Lavinia Biagiotti Cigna. Lavinia è la deliziosa figlia di Laura Biagiotti, la grande donna...continua

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Una mostra al museo Salce di Treviso dal 17 marzo al 2 settembre

UN BACIO PER CAMBIARE LA GRAFICA PUBBLICITARIA

Federico Seneca innovatore dell'immagine di prodotti e aziende


TREVISO - Poche raffigurazioni entrano nell'immaginario collettivo, diventando immediamentamente riconoscibili ovunque. E' il caso dell'immagine dei Baci Perugina, anche se non molti, forse, ne conosceranno l'autore: Federico Seneca. Grafico, disegnatore, imprenditore, Seneca ha segnato il Bernardino e Stefano Seneca, figlio e nipote dell'illustre graficopassaggio dalla reclame dei grandi cartelloni artistici alla pubblicità moderna. Ad uno dei grafici che più hanno segnato il mondo della comunicazione italiana del Novecento, dedica una mostra, dal 17 marzo al 2 settembre, il Museo nazionale Collezione Salce di Treviso.
Partita da illustrazioni figurative la sua opera, come spiega Marta Mazza, direttrice del museo Salce e curatrice di questa monografica insieme a Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo di Chiasso, si è via via evoluta, all'insegna di una costante sperimentazione. Ecco allora le Banane della Perugina dalle reminescenze coloniali, o il cioccolato al latte rappresentato da una sensualissima coppia lui nero e lei bianca, tanto moderna da essere oggi persino politicamente scorretta. Ecco il gatto con la lingua di fuoco dell'Agip. Ecco i personaggi - la suorina, il cuoco - della pastina glutinata Buitoni: figure stilizzate, senza una fisionomia precisa proprio per consentire a tutti di identificarsi, ma allo stesso tempo coinvolgenti. In un'epoca distante dalle ossessioni “glutin-free” odierne, anzi Marta Mazza, direttrice del Museo Salcenell'Italia tra le due guerre, i bambini avevano bisogno di proteine supplementari, grazie a questo prodotto la Buitoni si impose tra le grandi marchi nazionali.
Un centinaio i pezzi in mostra, tra cui una quarantina di grandi manifesti, tutti della collezione Salce, oltre a disegni, schizzi, fotografie. La vera novità della rassegna è descrivere il processo creativo, spesso laborioso, di Seneca. Compresi le piccole sculture in gesso, modellate per poter meglio studiare gli effetti di luce e chiaroscuro da riprodurre poi su carta.  Fino a raggiungere una massima sintesi espressiva. Nel manifesto Cinzano, gli unici elementi naturalistici rimangono la bottiglia e il bicchiere, mentre il protagonista-consumatore è solo evocato da un segno grafico.
Dopo il m.a.x. museo di Chiasso, in Svizzera, Fano, città natale dell'artista, e Perugia dove ha lavorato a lungo appunto alla Perugina, quella trevigiana è la quarta tappa del'esposizione. La collezione Salce conserva l'intera produzione di manifesti pubblicitari di Seneca e tra l'autore e Nando Salce esisteva anche una conoscenza diretta.
Ricordato per sempre per quegli innamorati dei Baci, Federico Seneca è molto altro. Anzi, come ricorda il figlio Bernardino, quell'immagine non era neppure la sua preferita.