Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/321: COSA ╚ SUCCESSO A FRANCESCO MOLINARI?

Il campione azzurro dovrebbe tornare in campo ad agosto


LONDRA - È troppo tempo che non troviamo in campo Francesco Molinari. L’ultima volta è stato a marzo, quand’era andato a difendere il titolo nella 54ª edizione dell’Arnold Palmer Invitational, una delle più prestigiose gare del PGA Tour. Si svolgeva al...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/320 - CAMPI/28: IL GOLF CLUB FRASSANELLE

Buche lunghe nel verde dei Colli Euganei


ROVOLON (PD) - Inserito in una luminosa tenuta, il Golf Frassanelle esprime la raffinatezza del nobiluomo Alberto Papafava che nel 1860 creò questo parco nel comune di Rovolon, su un’altura situata all’estremità settentrionale dei Colli Euganei. L’aristocratico...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/319: SPETTACOLO CON GRANDI CAMPIONI ALL'RBC HERITAGE

Successo per Webb Simpson e il suo swing particolare


HILTON HEAD  (USA) - Spettacolo con grandi campioni, sul percorso dell’Harbour Town Golf Links, a Hilton Head nel South Carolina, per l'Rbc Heritage. Sono al via i primi sei giocatori del mondo, compreso ovviamente Jon Rahm, che la scorsa settimana è uscito al taglio, e ora...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 
ASCOLTA IL SERVIZIO ON-LINEAscolta la notizia

La Fondazione Benetton valorizza quest'anno il paesaggio dell'irlanda settentrionale

L'IMPRONTA UMANA SOTTO LA TORBIERA, IL PREMIO SCARPA VA AI C╔IDE FIELDS

Un insediamento risalente il neolitico celato da metri di torba


TREVISO - Un luogo che è una metafora della profondità della storia quello scelto dal comitato scientifico della Fondazione Benetton per la 29esima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino. Il Premio è dedicato quest'anno al paesaggio irlandese di Céide Fields, sulla costa settentrionale della contea di Mayo.

Qui altissime scogliere proteggono l'immensa distesa di torbiere che si estende per chilometri. Un luogo dalle peculiari caratteristiche geologiche che ha nascosto e preservato per millenni l'impronta lasciata da un'antichissima società rurale che oltre 5500 anni si insediò sostituendo a un'immensa foresta un complesso sistema di campi coltivati, delimitati e protetti da muretti in pietra. Il disboscamento della foresta, che permise di conquistare sempre più terra all'agricoltura, alla lunga significò morte. Le piogge cominciarono a rendere acido il terreno che, una volta abbandonato dall'uomo, fu ricoperto dal lento formarsi della torba.
Di questa antichissima civiltà non rimase apparentemente traccia fino alla sua casuale scopreta avvenuta negli anni trenta del secolo scorso quando l'insegnante Patrick Caufiled, mentre scavava la torba per il riscaldamento di casa, cozzò contro le pietre del sottosuolo che rivelavano una traccia di organizzazione del suolo. Solo quarantanni dopo questa intuizione si trasformò in una delle più sorprendenti scoperte geologiche del secolo, grazie agli scavi del figlio archeologo. Si tratta di un paesaggio agrario del Neolitico, che si manifesta con una straordinaria geometria dei manufatti, leggibile e godibile grazie alla presenza di un centro visitatori gestito dall’archeologa Gretta Byrne, nell’ambito dell’OPW (The Office of Public Works) irlandese. Quest’ultima, assieme al proprio maestro, l’archeologo Seamas Caulfield, figlio dello scopritore, rappresenta un segno tangibile di una dedizione e di una cura responsabile del luogo, che va oltre il lavoro specifico dell’archeologo e ci parla del rapporto tra le testimonianze rinvenute, la pastorizia e le buone pratiche nel campo del turismo.

Venerdì 23 marzo alle ore 18, una conferenza pubblica degli archeologi irlandesi Gretta Byrne e Seamas Caulfield, dal titolo Il paesaggio irlandese attraverso lo sguardo dell’archeologia, apre negli spazi Bomben di Treviso la mostra fotografica e documentaria del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2018: I Céide Fields nei paesaggi irlandesi. Un luogo di storia millenaria lungo un viaggio di ricerca, che sarà aperta fino a domenica 3 giugno 2018.

Ai nostri microfoni sono intervenuti Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton, Luigi Latini, presidente del comitato scientifico della Fondazione e Patrizia Boschiero, curatrice, con Luigi Latini, della mostra.