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Golf
PILLOLE DI GOLF/231: A BIELLA IL CAMPIONATO DEI GIOVANI TALENTI DEDICATO A TEODORO SOLDATI

Lucas Fallotico vince il 12░ Reply International under 16


BIELLA - A ospitare la gara è il Golf Club “Le Betulle”, campo realizzato alla fine degli anni 50 sulla collina morenica della Serra, la più lunga d’Europa, un ambiente ideale per il golf. Situato a un’altitudine di 590 metri slm, Il Campo, è un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/230: ANDREA PAVAN VINCE IL REAL CZECH MASTERS

Primo successo sull'European Tour del romano


PRAGA - È il primo successo sull’European Tour di Andrea Pavan, che già si era imposto in quattro occasioni sul Challenge Tour. Il 29enne romano ha vinto, 22 colpi sotto il par del campo, il Real Czech Masters sul percorso Albatross Golf Resort (par 72), di Praga, montepremi un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/229: ANCHE IL GOLF A SQUADRE AGLI EUROPEI IN SCOZIA

Il team italiano medaglia di bronzo nella foursome


AUTCHTERARDER (SCOZIA) – L’innovativa competizione ha visto gareggiare insieme uomini e donne, sul percorso del Gleneagles PGA Centenary, Il torneo si è giocato nell’ambito dell’European Championship 2018, la grande novità in ambito sportivo, che dopo gli...continua

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La Fondazione Benetton valorizza quest'anno il paesaggio dell'irlanda settentrionale

L'IMPRONTA UMANA SOTTO LA TORBIERA, IL PREMIO SCARPA VA AI C╔IDE FIELDS

Un insediamento risalente il neolitico celato da metri di torba


TREVISO - Un luogo che è una metafora della profondità della storia quello scelto dal comitato scientifico della Fondazione Benetton per la 29esima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino. Il Premio è dedicato quest'anno al paesaggio irlandese di Céide Fields, sulla costa settentrionale della contea di Mayo.

Qui altissime scogliere proteggono l'immensa distesa di torbiere che si estende per chilometri. Un luogo dalle peculiari caratteristiche geologiche che ha nascosto e preservato per millenni l'impronta lasciata da un'antichissima società rurale che oltre 5500 anni si insediò sostituendo a un'immensa foresta un complesso sistema di campi coltivati, delimitati e protetti da muretti in pietra. Il disboscamento della foresta, che permise di conquistare sempre più terra all'agricoltura, alla lunga significò morte. Le piogge cominciarono a rendere acido il terreno che, una volta abbandonato dall'uomo, fu ricoperto dal lento formarsi della torba.
Di questa antichissima civiltà non rimase apparentemente traccia fino alla sua casuale scopreta avvenuta negli anni trenta del secolo scorso quando l'insegnante Patrick Caufiled, mentre scavava la torba per il riscaldamento di casa, cozzò contro le pietre del sottosuolo che rivelavano una traccia di organizzazione del suolo. Solo quarantanni dopo questa intuizione si trasformò in una delle più sorprendenti scoperte geologiche del secolo, grazie agli scavi del figlio archeologo. Si tratta di un paesaggio agrario del Neolitico, che si manifesta con una straordinaria geometria dei manufatti, leggibile e godibile grazie alla presenza di un centro visitatori gestito dall’archeologa Gretta Byrne, nell’ambito dell’OPW (The Office of Public Works) irlandese. Quest’ultima, assieme al proprio maestro, l’archeologo Seamas Caulfield, figlio dello scopritore, rappresenta un segno tangibile di una dedizione e di una cura responsabile del luogo, che va oltre il lavoro specifico dell’archeologo e ci parla del rapporto tra le testimonianze rinvenute, la pastorizia e le buone pratiche nel campo del turismo.

Venerdì 23 marzo alle ore 18, una conferenza pubblica degli archeologi irlandesi Gretta Byrne e Seamas Caulfield, dal titolo Il paesaggio irlandese attraverso lo sguardo dell’archeologia, apre negli spazi Bomben di Treviso la mostra fotografica e documentaria del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2018: I Céide Fields nei paesaggi irlandesi. Un luogo di storia millenaria lungo un viaggio di ricerca, che sarà aperta fino a domenica 3 giugno 2018.

Ai nostri microfoni sono intervenuti Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton, Luigi Latini, presidente del comitato scientifico della Fondazione e Patrizia Boschiero, curatrice, con Luigi Latini, della mostra.