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Golf
PILLOLE DI GOLF/308- CAMPI/23: GOLF CLUB COLLI BERICI

Bel gioco e non solo nella pedemontana vicentina


BRENDOLA - La terra berica è territorio che ha del mistero, un Veneto che affascina: incantano le sue rocce, le sue grotte carsiche, i suoi mulini ad acqua, le numerose antiche fontane al servizio dei lavatoi. Tutto da scoprire è il fascino di villa Giulia, i cui dintorni, chiamati...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/307: IL CORONAVIRUS FERMA ANCHE IL PLAYERS CHAMPIONSHIP

Il prestigioso torneo annullato dopo il primo giro


FLORIDA (USA) - Facciamo un commento all’evento, pur sapendo che la competizione non arriverà all’ultimo giro. Vince infatti il Coronavirus, alla conclusione della prima giornata.Il Players Championship è il torneo di maggiore importanza del PGA Tour. Si gioca al...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/306: AL QATAR MASTERS, SUCCESSO DI JORGE CAMPILLO

L'iberico vince il testa a testa con lo scozzese Drysdale


QATAR - Sarebbe stato mio desiderio seguire le imprese di Francesco Molinari, intento a difendere il titolo nella 54ª edizione dell’Arnold Palmer Invitational, la prestigiosa gara dedicata al grande architetto campione di golf. All’azzurro è però capitato un...continua

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L'uomo viveva ad Agrigento, identiticato dalla Polizia di Treviso

UCCISE IL COGNATO, ARRESTATO DOPO 27 ANNI

Dopo l'omicidio, a Susegana, era sparito nel nulla


SUSEGANA - Nel 1991 aveva commesso un omicidio a Susegana e poi era fuggito, facendo perdere le sue tracce. Per quasi 27 anni ha condotto una vita normale senza che nessuno riuscisse a ricollegarlo a quel delitto. Anzi, nel frattempo, lui di origini marocchine, è diventato anche cittadino italiano.
Alla fine a risalire a lui sono stati i poliziotti della Squadra Catturandi della Questura di Teviso, che l'hanno arrestato ad Agrigento, dove viveva da tempo.
Lekbir Souhair era molto cambiato: ingrassato, ormai calvo, via i baffi che portava in gioventù. Per identificarlo con certezza, gli investigatori sono ricorsi anche a sofisticate tecniche di confronto tra le fotografie dell'epoca e quelle attuali. Al di là degli effetti dei decenni sull'aspetto fisico, però, l'immigrato ha continuato ad esercitare il suo mestiere di commerciante ambulante, si è sposato e ha avuto dei figli. Ha persino continuato ad usare le sue generalità: giocando sul fatto che il suo, in Marocco, è un nome comune e che l'anagrafe di quel paese, nel recente passato, non era molto precisa, è anche riuscito a regolarizzarsi, ottenendo prima il permesso di soggiorno e poi la cittadinanza.
Il 31 luglio 1991, nella Marca, durante una lite, aveva colpito a morte, con un oggetto contudente, il cognato Laohoucine El Mahmoudi, anche lui marocchino. Tre anni dopo era stato condannato in via definitiva a 15 anni, in contumacia, perchè fin da subito era risultato irreperibile.
Quando gli agenti coordinanti dal dirigente della Squadra Mobile trevigiana, Claudio Di Paola, insieme ai colleghi siciliani, l'hanno arrestato, prima ha negato l'uccisione, pur riconoscendosi nelle fotografie, poi si è messo a pregare.

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