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Golf
PILLOLE DI GOLF/271: MATTHEW JORDAN ALL'ULTIMO COLPO NELL'ITALIAN CHALLENGE

L'inglese si impone al playoff sull'azzurro Scalise


MONTEROSI (VT) - Usciamo per un po’ dagli schemi del PGA, e dell’European Tour, per vedere come vanno le cose con l’Italian Challenge. Il Challenge Tour è il tour di golf professionale maschile europeo di secondo livello. È gestito dal PGA European Tour e, come per...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/270: IL GOLF ABBRACCIA LA SOLIDARIETA’

A Ca' della Nave l'undicesimo Trofeo Par 108


MARTELLAGO - Non finisce di stupire il Par 108. È nato bene, ed è un continuo crescendo: per l’affiatamento dei soci, e la buona organizzazione. Domenica il loro Comitato ha programmato una Louisiana a quattro giocatori, 18 buche stableford sul percorso del Club di Ca della...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/269: SETTE AZZURRI IN GARA IN GERMANIA PER L'EUROTOUR

Con una spettacolare rimonta Andrea Pavan vince il Bmw International


MONACO DI BAVIERA (GER) - Edoardo Molinari, Guido Migliozzi, Nino Bertasio, Lorenzo Gagli, Andrea Pavan, Filippo Bergamaschi e Renato Paratore reduce quest’ultimo dall’US Open, sua prima esperienza in un major, scendono in campo al Golf Club München Eichenried di Monaco di Baviera,...continua

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Arrestato imprenditore cinese, sequestrati beni per 1,2 milioni

SGOMINATO GIRO DI FATTURE FALSE PER 3 MILIONI DI EURO

Operazione Dragone della Guardia di Finanza di Treviso


TREVISO - Fatture false per oltre 3 milioni di euro totali, un'evasione dell'Iva superiore al mezzo milione, sequestrati beni e denaro per un milione e 200mila euro, un imprenditore di origini cinesi finito agli arresti domicialiari. Sono i numeri dell'operazione "Dragone" condotta dalla Guardia di Finanza di Treviso, che ha sgominato una truffa di vaste proporzioni. Partendo da una verifica fiscale, i finanzieri del Gruppo Treviso, guidati dal tenente colonnello Andrea Leccese, hanno scoperto un giro di fatture per operazioni inesistenti, emesse dal 2013 al 2016 da ben 42 imprese “cartiere”, tutte riconducibili a
soggetti cinesi. Si trattava per lo più  di aziende senza una sede vera e propria, prive di dipendenti e di macchinari e i cui titolari risultavano da diversi anni irreperibili. Emblematici
taluni casi: gli amministratori delle aziende, che avrebbero dovuto svolgere il commercio di
abbigliamento in Lombardia o in Toscana, in realtà vivevano in un’altra regione e lavoravano come camerieri in ristoranti di connazionali.