Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Arrestato imprenditore cinese, sequestrati beni per 1,2 milioni

SGOMINATO GIRO DI FATTURE FALSE PER 3 MILIONI DI EURO

Operazione Dragone della Guardia di Finanza di Treviso


TREVISO - Fatture false per oltre 3 milioni di euro totali, un'evasione dell'Iva superiore al mezzo milione, sequestrati beni e denaro per un milione e 200mila euro, un imprenditore di origini cinesi finito agli arresti domicialiari. Sono i numeri dell'operazione "Dragone" condotta dalla Guardia di Finanza di Treviso, che ha sgominato una truffa di vaste proporzioni. Partendo da una verifica fiscale, i finanzieri del Gruppo Treviso, guidati dal tenente colonnello Andrea Leccese, hanno scoperto un giro di fatture per operazioni inesistenti, emesse dal 2013 al 2016 da ben 42 imprese “cartiere”, tutte riconducibili a
soggetti cinesi. Si trattava per lo più  di aziende senza una sede vera e propria, prive di dipendenti e di macchinari e i cui titolari risultavano da diversi anni irreperibili. Emblematici
taluni casi: gli amministratori delle aziende, che avrebbero dovuto svolgere il commercio di
abbigliamento in Lombardia o in Toscana, in realtà vivevano in un’altra regione e lavoravano come camerieri in ristoranti di connazionali.