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Golf
PILLOLE DI GOLF/253: A PERTH UN TORNEO DALLA FORMUALA SPETTACOLO

Nel divertente Handa World Super 6 si impone Ryan Fox


PERTH - È rimasto in Australia l’European Tour, seconda tappa consecutiva in quel Continente, nella stagione 2019; si disputa il divertente “ISPS Handa World Super 6 Perth”, terza edizione di uno dei tornei innovativi, valido anche per l’Asian Tour, con formula...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/252: ISPS HANDA VIC OPER, IL PRINCIPALE TORNEO D'AUSTRALIA

Lo scozzese Law e la francese Boutier beffano i favoriti di casa


GEELONG (AUSTRALIA) - È questo il principale avvenimento golfistico in Australia, in cui, a partecipare sullo stesso campo, il “13th Beach Golf Club”, sono 156 uomini e altrettante donne, seppure, queste ultime con distanze di poco ridotte. Sono 6.214 metri per i maschi, e 6mila...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/251: LE STELLE DELL'EUROPEAN TOUR PER LA PRIMA VOLTA IN ARABIA

Dopo le polemiche sui diritti umani, Dustin Johnson vince il Saudi International


GEDDA - Una sfida ad altissimo livello, con quattro dei primi cinque giocatori della classifica mondiale: l’inglese Justin Rose, numero uno vincitore la scorsa settimana del Farmers Open, gli statunitensi Brooks Koepka numero due, Dustin Johnson, numero tre, e Bryson DeChambeau numero cinque,...continua

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Arrestato imprenditore cinese, sequestrati beni per 1,2 milioni

SGOMINATO GIRO DI FATTURE FALSE PER 3 MILIONI DI EURO

Operazione Dragone della Guardia di Finanza di Treviso


TREVISO - Fatture false per oltre 3 milioni di euro totali, un'evasione dell'Iva superiore al mezzo milione, sequestrati beni e denaro per un milione e 200mila euro, un imprenditore di origini cinesi finito agli arresti domicialiari. Sono i numeri dell'operazione "Dragone" condotta dalla Guardia di Finanza di Treviso, che ha sgominato una truffa di vaste proporzioni. Partendo da una verifica fiscale, i finanzieri del Gruppo Treviso, guidati dal tenente colonnello Andrea Leccese, hanno scoperto un giro di fatture per operazioni inesistenti, emesse dal 2013 al 2016 da ben 42 imprese “cartiere”, tutte riconducibili a
soggetti cinesi. Si trattava per lo più  di aziende senza una sede vera e propria, prive di dipendenti e di macchinari e i cui titolari risultavano da diversi anni irreperibili. Emblematici
taluni casi: gli amministratori delle aziende, che avrebbero dovuto svolgere il commercio di
abbigliamento in Lombardia o in Toscana, in realtà vivevano in un’altra regione e lavoravano come camerieri in ristoranti di connazionali.