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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Domenica a Massanzago la possibilità di provare la pulizia dei bachi

I BACHI DA SETA HANNO FATTO IL BOZZOLO… “XE ORA DE SGAETARE”

Un settore dimenticato che sta rinascendo. Ce ne parla Lino Bernardo


MASSANZAGO - A Massanzago, in Via Molino Baglioni, da qualche anno si può assistere ad un evento davvero affascinante, organizzato nell’aia dello storico mulino dal florovivaista Lino Bernardo che, assieme ad amici e parenti, si appresta a compiere la tradizionale ‘sgaetada’.
Domenica 10 giugno, dalle ore 9 fino al primo pomeriggio, le famiglie e gli appassionati di antiche tradizioni contadine avranno di nuovo la possibilità di toccare con mano i bianchissimi bozzoli (quest’anno più di 50.000) che i bachi da seta hanno filato in poche ore, dopo essere stati costantemente accuditi per alcune settimane e nutriti con centinaia di chili di foglie di gelso, raccolte nel proprio gelseto realizzato circa 9 anni fa, che vanno ora tolti dalle raggiere per essere poi avviati all'essicazione.        
Questa usanza è riapparsa in Veneto grazie ad una recente e graduale ripresa della gelsibachicoltura, favorita da una ritrovata salubrità ambientale e da recenti e solide collaborazioni con imprese artigianali ed industriali che stanno introducendo nel mercato dei prodotti esclusivi ed innovativi, per i quali viene richiesta una seta interamente italiana, tracciata e certificata.

Bernardo, presidente della Rete di Imprese Agricole Bachicoltura Setica, fa da portavoce alle realtà delle province di Padova, Vicenza, Treviso e Belluno che hanno deciso di fare squadra in questa attività, che necessita di essere ammodernata e riorganizzata per tornare ad essere competitiva nel mercato: “Questa è un’attività integrativa a cui abbiamo scelto di dedicarci con le nostre aziende, a fronte di nuove prospettive di crescita e sviluppo. In questi ultimi anni, anche grazie all’indispensabile supporto dei ricercatori ed esperti del Crea di Padova, ci stiamo impegnando nella ripartenza di questa filiera, convinti che possa essere di grande interesse anche per tanti giovani, che potrebbero portare avanti con noi le molte innovazioni che abbiamo in programma, contribuendo così ad aumentare nei prossimi anni la produzione di autentica seta italiana”. Proprio in questi giorni è entrato in funzione il nuovo essiccatoio, realizzato da una ditta del territorio, che completa le attrezzature ed i servizi necessari per l’allevamento del baco da seta, oltre alle raggiere, alle piante di gelso ed altri materiali.

Alcune delle aziende attualmente impegnate nella campagna bacologica sono coinvolte anche nel Progetto Serinnovation, recentemente entrato a far parte dei Gruppi Operativi che ha avuto accesso a dei finanziamenti messi a disposizione dalla Regione del Veneto attraverso i PSR 2014-2020. L’obiettivo è quello di creare nuove opportunità di crescita per le aziende agricole, ottimizzando i processi produttivi e creando un modello sostenibile sia a livello economico che ambientale, in grado di rispondere alla richiesta crescente di prodotti in seta 100% italiana destinata ai più svariati settori, da quello tradizionale della moda e del tessile di lusso a quelli più innovativi come il medicale ed il mangimistico.