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Golf
PILLOLE DI GOLF/239: DAGLI USA LA NUOVA PROMESSA AZZURRA

Virginia Elena Carta vince il Landfall Traditional


La giovane italiana Virginia Elena Carta trionfa nel Landfall Traditional, prestigioso torneo del campionato universitario americano.  È il 30° successo azzurro in campo internazionale: nuovo record in una stagione. Conosco Virginia, son passati molti anni da quando ebbi...continua

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PILLOLE DI GOLF/238: IL CAMPIONATO ITALIANO DI DOPPIO DELL'AIGG

Al club Cherv˛ il torneo intitolato a Paolo Dal Fior


SIRMIONE - Concluso il Challenge AIGG che ci ha portato a giocare sui più bei Campi d’Italia, e insabbiata la Coppa delle Nazioni dall’esito meno brillante per la squadra dell’Italia (sesto posto), vinta dalla Germania a Villa Carolina, era ora la volta del Campionato...continua

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PILLOLE DI GOLF/237: L'OPEN D'ITALIA DEI CAMPIONI PARALIMPICI

Lo svedese Joakim Bj÷rkman si conferma imbattibile


CREMA - Sotto l’egida di EDGA (European Disabled Golf Association), si è giocata a Crema la 18esima edizione del torneo italiano per giocatori disabili, aperta a tutte le tipologie di disabilità. Il torneo, appena concluso, si è giocato sulla distanza di trentasei buche,...continua

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La nostra rubrica sul mondo golfistico a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/218: UN GRANDE MOLINARI INFIAMMA L'OPEN D'ITALIA

La vittoria finale, per˛, va per un colpo al danese Olesen


SOLANO DEL LAGO (BS) - Eccoci arrivati all’Open d’Italia, il tanto atteso appuntamento, il maggiore del Golf italiano. Prologo domenica 27, in piazza Malvezzi e sul lungolago Cesare Battisti a Desenzano, era festa grande a Soiano del Lago: entusiasmo, curiosità, musica e divertimento, lo spirito che aleggiava era sotto il cappello della Ryder Cup 2022, di cui l’Open è la punta di diamante.
Grande attesa c’era per Francesco Molinari, reduce dal mirabile successo nel Bmw Pga Championship della scorsa settimana, l’importante torneo equiparato a un Major, con cui ha avuto ragione di Rory McIlroy. Gli aveva fruttato un milione di dollari, e aveva segnato il suo quinto successo in carriera. Non aveva segnato bogey nelle ultime 44 buche, ed ha continuato poi per altre 40, fino al terzo round di questo torneo, portandone il totale a 84. Entusiasta della vittoria, aveva dichiarato il suo totale impegno per l’Open, nella segreta speranza che il successo avesse anche a portarlo a far parte della squadra Ryder Cup.
Con la forma che si ritrova, Francesco sarebbe in grado di firmare un tris, cosa mai riuscita a nessun azzurro: conquistare cioè, per la terza volta, l’edizione del maggior torneo “di casa”. Son vivi i ricordi che il torinese ha lasciato, indelebili: nel 2006 al Castello di Tolcinasco e nel 2016 al Milano, vincendo la massima competizione nazionale. Manassero e Bertasio che giocavano in casa (Gardagolf è il loro Circolo), erano molto emozionati, orgogliosi di giocare nel loro Campo.
Dopo le tre edizioni del Golf Club Milano, dove nel 2017 è stato registrato il record di spettatori con 73.000 presenze in quattro giorni di gara, la manifestazione è rimasta anche quest’anno in Lombardia, ma trasferita al Gardagolf Country Club, che già l’aveva ospitata nel 1997 e nel 2003. È un ottimo Campo Gardagolf, Par 71 leggermente collinare, inserito in uno splendido ambiente di brillante scenario, a fianco del maggior lago d’Europa. Il field vanta i giocatori più forti del mondo. Finalmente, per la prima volta, la RAI si dedica al Golf nazionale, anche se per tempi ristretti. L’Open d’Italia era visibile in chiaro su Rai Sport, circa alle ventitré, orario magari non tra i più felici per portare il golf nelle case degli italiani a renderlo popolare. Speriamo si accorga e prenda atto, che il Golf è lo sport più praticato al mondo. Sky, da sempre, gli dedica corposa attenzione.
Il giorno 30 ha avuto luogo la consueta Pro Am, con la partecipazione di volti noti dello sport e dello spettacolo, vinta con “meno 29” dal team dell’irlandese Padraig Harrington; dal 31 maggio, il via alle grandi battaglie, giustificate dal montepremi di 7 milioni di dollari.
Erano 156 i concorrenti in campo, di cui 14 italiani, a competere sulla distanza di 72 buche, 18 al giorno. Come di consueto, dopo i primi due giri, il taglio avrebbe lasciato in gara i primi 65 classificati, e gli eventuali pari merito al 65° posto. Il montepremi, di 7.000.000 di dollari, elargiva la prima moneta di 1.166.660.
A difendere il titolo Tyrrell Hatton: Si era aggiudicato il trofeo nel 2017, e ora, terzo nella Race to Dubai, non vedeva l’ora di tornare a giocare in Italia. Numerosi i grandi nomi, oltre che per l’ingente montepremi, anche perché i punti a valere per la Ryder Cup, sono maggiormente quotati nelle gare delle Rolex Series.
-31 maggio, inizio ore 7,30 - Bella partenza di Francesco Molinari e di Matteo Manassero, protagonisti entrambi, al 12° posto. Tra gli altri azzurri tiene bene Lorenzo Gagli (43°), e al 67° posto troviamo Andrea Pavan, Luca Cianchetti e Nino Bertasio. Guidano la graduatoria con 63 (-8), gli inglesi Robert Rock, Laurie Canter e Richard Sterne. Ottima è la risposta del pubblico: 7.200 spettatori e tanto tifo per gli italiani. A causa del pericolo causato dalla presenza di fulmini nelle vicinanze, il torneo ha subito un’interruzione di circa un’ora, e questo, come sempre accade, a qualcuno crea qualche disagio.
Seconda giornata - Martin Kaymer è leader, con 131 (-11). Francesco Molinari che ci crede e fa sognare gli italiani, lo insegue a un colpo: fa percorso netto con cinque birdie per il 66 (-5), e sale al secondo posto con 132 (-10). Con lui, nelle prime posizioni, solo grandi Campioni, di cui tre vincitori di major: lo spagnolo Rafa Cabrera Bello, il nordirlandese Graeme McDowell, il belga Thomas Pieters e l’inglese Danny Willett. Anche Manassero, con i parziali di 66 68 (-8), è in corsa per il titolo. Degli altri italiani rimane in gara anche Lorenzo Gagli, 41°, mentre sono fuori gli altri undici che avevano iniziato il torneo. Al taglio esce anche l’inglese Tyrrell Hatton, 103esimo, arrivato qui per difendere il titolo. Correranno gli ultimi due giri gli 83 concorrenti rimasti, a contendersi i sette milioni di dollari. È intanto cresciuto il numero degli spettatori, con 7.900 presenze di cui molti stranieri, con prevalenza tedesca.
Terza giornata - Francesco Molinari continua a far sognare. Con un ottimo giro in 66 (-5) e un totale di 198 (66 66 66, -15) mantiene il secondo posto, affiancato dal danese Thorbjorn Olesen. Un boato da stadio ha accompagnato il birdie di Molinari sull’ultima buca. Leader, con un colpo di margine, l’inglese Lee Slattery (-16), risalito con un gran 62 (-9), risultato che non può essere considerato record del campo, perché era in atto il piazzamento palla. Manassero 14° (-11) non molla, e così è per Lorenzo Gagli, 17° (-10), risalito di 24 posizioni. Continuano ad aumentare gli spettatori, oggi i presenti erano 9.600, a fare grande tifo per i tre azzurri rimasti in gara.
Quarto giro - la giornata finale del 75° Open d’Italia. La vittoria è andata al danese Thorbjorn Olesen, che se l’è certamente meritata (-22). Altrettanto grande è stato Francesco Molinari (-21), ad afferrare il secondo posto, a un solo colpo dal vincitore, osannato dal numerosissimo pubblico. La tripletta è sfumata, ma l’odierna performance lo porta in vetta alla Race to Dubai, e al n° 18 della classifica mondiale, cosa che riempie di orgoglio i golfisti italiani. Ottima la prova di Gagli, 14esimo con -15, raggiante per i tanti amici venuti a trovarlo da Firenze, e di Manassero 36esimo, (-10), che favorito dal giocare nel suo Campo, aveva impostato i primi tre giri in alta classifica.
Alla buca 10, par 3 di 170 metri, c’era in palio una BMW i8 Roadster a chi avesse fatto hole in one, ma nessun partecipante è riuscito ad aggiudicarsela.
Tra il ventottenne danese e il nostro Campione torinese c’è stato un vero e proprio duello. Senza nulla togliere a Olesen che ha condotto una gara di altissimo livello, la sorte gli è stata favorevole alla 17, quando Molinari nell’approccio è stato un po’ corto e la palla è finita in bunker. Ero presente In quel frangente, e ho sofferto. L’uscita dal bunker è stata buona, ma ci son voluti due put per imbucare. Bogey! La meritata vittoria, ha fruttato a Olesen un assegno di 1.660.660 dollari.
Di prestigio gli arbitri, con David Williams, direttore del torneo.
Alla premiazione erano presenti tutte le autorità, tra cui Franco Chimenti presidente Federazione Italiana Golf, Alessandro Rogato Presidente e Barbara Zonchello Direttore, del Comitato organizzatore Open d’Italia.
Nel ringraziamento rivolto a tutti, ecco alcune parole che Franco Chimenti ha profferito: <<…Per aggiudicarci la Ryder Cup avevo promesso che avrei reso l’Open d’Italia una manifestazione di fama mondiale e ho mantenuto l’impegno…. Sono veramente felice che questa edizione si sia giocata al Gardagolf Country Club, in uno scenario indimenticabile, su un percorso che è stato definito fra i più belli d’Italia…>>.
9.300 gli spettatori che hanno seguito l’Open nell’ultima giornata. Sommati alle giornate precedenti, porta a 34.000 le persone che il torneo ha visto sfilare.
Affermo, e pongo l’accento sul grande entusiasmo per gli azzurri, in particolare per Molinari, oggetto di frizzante tifo, anche da parte degli spettatori tedeschi, numerosi, in vacanza sul Lago di Garda. D’altro canto, la vittoria del danese è stata calorosamente applaudita dagli italiani, con grande sportività.
Paolo Pilla