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Golf
PILLOLE DI GOLF/243: IN AUSTRALIA LA COPPA DEL MONDO A SQUADRE

Vince il Belgio, sesta la coppia azzurra Pavan - Paratore


MELBOURNE - Ancora nel clamore del trionfo di Francesco Molinari alla Race To Dubai, i giocatori azzurri sono chiamati a un altro importante appuntamento. A Melbourne, si gioca la 59ª edizione della Isps Handa Melbourne World Cup of Golf, la Coppa del Mondo a squadre che ha luogo al...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/242: SENZA SOSTA, L'EUROPEAN TOUR RIPARTE DA HONG KONG

La prima tappa della nuova stagione all'anglo-indiano Aaron Rai


HONG KONG - Ancora in aria il fragore per il successo di Francesco Molinari, l’European Tour riparte subito per la nuova stagione 2019, come di consueto in anticipo sull’anno solare. Riprende appena una settimana dopo la conclusione del precedente torneo a Dubai, dove Francesco Molinari...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/241: MOLINARI NUMERO UNO IN EUROPA

A Dubai conclusa la stagione del circuito continentale


DUBAI - Sul percorso dello Jumeirah Golf Estates, a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, si gioca l’ultima gara stagionale, il DP World Tour Championship, che va a concludere la “Race to Dubai”, con un montepremi di otto milioni di dollari. Sono ammessi i primi sessanta della...continua

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La nostra rubrica sul mondo golfistico a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/220: BROOKS KOEPKA FA IL BIS ALL'US OPEN

Il terribile campo di Shinnecock Hills fa strage di big


TREVISO - Risale al 1891 la storia di questo percorso che nasce a 12 buche, alle porte di New York. Seguirono le altre 6 nel 1895, poi subì modifiche nel 1920, per essere completato nel 1931. Oggi il percorso è un par 70 di ben 6.808 metri. Da sempre considerato tra i più difficili in America, ad esso è affidata l’organizzazione dell’US Open. È la quinta volta che Shinnecock Hills, torna ad accogliere questo importante Major americano. La prima nel 1896, l’ultima nel 2004. È considerato cattivo, per la sua difficoltà e per la velocità dei suoi green (più che correre sull’erba, sembra che la pallina scivoli sul ghiaccio). Durante l’ultimo giro, nessun giocatore riuscì a chiudere sotto par. La media score fu di 78,7. Oltre che molto lungo, il percorso sarebbe anche largo, ma la USGA ha ristretto i fairway per l’Open di quest’anno, a renderlo ancora più arduo. Situato su un terreno ondulato, ricoperto di festuca lasciata alta durante i major, presenta diversi tee shot sopraelevati. La forte brezza dell’oceano aumenta le difficoltà, che maggiormente si esprimono alla buca sette, divenuta famosa per la sua forma, e per la secchezza del suo green, un Template, ondulato da destra a sinistra e da fronte a retro; non lascia scampo! È passato alla storia quel Par tre: Nel 2004 l’arbitro ordinò di far bagnare il green durante il quarto giro: nei primi tre, infatti, i giocatori furono costretti a tirare il tee shot cercando di prendere il bunker, perché sul green la palla non si sarebbe fermata. Così si espresse nell’occasione Sergio Garcia: “Se riesci a prendere il green alla 7, significa che prenderai il 100% dei green in regulation.”
La presenza di Tiger Woods, che per ben tre volte vinse l’US Open, rende il Campo più attrattivo che mai. L’ultima volta che si disputò qui, Woods c’era, ma chiuse in parità senza brillare. Ora, dopo l’ultimo intervento alla schiena, è deciso a mostrare al mondo la sua ritrovata forma.
In campo c’è anche Brooks Koepka, il campione US Open 2017, determinato a difendere il titolo, dopo che un infortunio lo ha tenuto lungamente lontano.
La scelta dei tee time, distanziati di 11 minuti, evidenzia appetitosi abbinamenti. Nei primi due round, la partenza di Francesco Molinari, in team con Tommy Fleetwood e Alexander Noren, è dal tee della 1, giovedì alle 13.25; il venerdì, alle 7.40 dal tee 10. Ventidue minuti dopo, dagli stessi tee, parte Tiger Woods abbinato a Justin Thomas e Dustin Johnson, i due più abili giocatori al mondo. Per Francesco Molinari, salito al vertice della money list europea dopo l’Open d’Italia, dovrebbe essere il momento magico, l’European Tour lo ha nominato il “Golfista di maggio”. Montepremi da sballo in questo Open: 12.000.000 $, il più alto in assoluto.
Forti venti (raffiche fino a 32 miglia orarie), e un percorso ostico, hanno evidenziato un inizio incredibilmente difficile per i 156 giocatori scesi in campo, tant’è che si sono registrati punteggi molto alti; solo il quartetto di testa ha concluso sotto il par! Francesco Molinari, con un birdie in avvio, è rimasto in buona classifica con il “meno 1” fino alla sesta buca, poi dalla sette ha subìto le bizze del vento: si è gravato di sette bogey, contro un solo altro birdie. Si è attestato in 46^ posizione, con 75 (+6), stesso score di Fleetwood, di Garcia, e del campione uscente Koepka, che difende il titolo. Conduce a 69 (-1), una squadra di 4 statunitensi, tra cui il n° 1 mondiale Dustin Johnson, al cui seguito c’è un solo “par” del Campo. Tiger Woods cede, è 101esimo con (+8), accusa il Putter di non averlo assistito; ma tra i tanti i big in difficoltà, hanno fatto peggio di lui l’australiano Jason Day, (+9), e il nordirlandese Rory McIlroy, (+10).
Altrettanto dura la seconda giornata: solo Dustin Johnson presenta uno score sotto il par del Campo (-4), ci sono due par (S. Piercy e C. Hoffman), tutti gli altri hanno giocato sopra. Francesco Molinari è 45° (+7), con altri nove, avendo conseguito un parziale di (+2), meglio di ieri. Anche Tiger Woods ha fatto oggi un parziale di 72 (+2), ma aggiunto al 78 di ieri, ha concluso il secondo round a 150, ed è fuori, perché il taglio è stato a 149. Ottantanove sono out, tra cui Martin Kaymer vincitore dell’US Open nel 2014, Alexander Levy, Ernie Els, Jon Rahm, Sergio Garcia, Danny Willett, Jason Day, Bubba Watson, Rory McIlroy, Jordan Spieth, tutti grandi nomi, alcuni con score anche più alti di Tiger Woods, che ha terminato il secondo turno con birdie consecutivi, ma concludendo a 10 sopra par. Era scritto, è un percorso diabolico. Bravo il nostro Molinari ad averlo superato. Il taglio nell’US Open è forse il più severo tra i principali tornei: solo i primi 60, oltre i parimerito, superano il taglio.
Una domanda si pone: come può competere lo swing di Tiger Woods di 41 anni rispetto ai giovani cannoni come Justin Thomas? Dice Brian Crowell: "La risposta sta nel fatto che Tiger Woods ha camminato tanto nel corso della sua carriera: circa 6.300 miglia, senza tener conto di quanto sia servito per inseguire qualche drive ribelle".
Domani Francesco partirà alle 10:46, in coppia con l’americano Webb Simpson
E siamo al terzo round – giornata dura per tutti, con una media score di 75,3 colpi e con solo tre giocatori andati sotto par. Dustin Johnson, numero uno mondiale frena, con un parziale di (+7) è raggiunto al vertice da Koepka, Berger e da Tony Finau. Otto buche da incubo per Johnson, con sei colpi persi per un doppio bogey e quattro bogey; poi un birdie a altri due bogey. Così, anche lui, unico sotto par dopo 36 buche, si accomuna agli altri. È ora più difficile la realizzazione del suo progetto di incamerare il secondo US Open, già vinto nel 2016. È stata dura per Dustin Johnson, numero uno al mondo, si è sentito umiliato. Ha iniziato il terzo giro a 4 colpi dagli inseguitori, ma lo ha girato inquieto, agitato, sembrava barcollare. È affascinante il gioco del Golf anche per questo. Il diavolo mentale sempre in gioco è ciò che rende lo sport così intrigante e spesso imprevedibile. Anche quando il giocatore più bravo del mondo sta giocando con successo c'è sempre la possibilità che capiti il disastro. Il parziale di +7 lo ha sconvolto, aveva fatto il peggior round tra quelli giocati in un major. Francesco Molinari fa un bel recupero, da 45° a 23° nonostante il vento, con raffiche di 20 miglia orarie.
Il giro flop di Johnson, e il bel recupero di Molinari, rivoluzionano la classifica.
Episodio particolare alla buca 13. Phil Mickelson ha consapevolmente infranto le Regole del Golf: Con il secondo colpo la sua palla è arrivata accanto al green, in un’area in forte pendenza. Phil l’ha raggiunta di corsa, e l’ha colpita, per evitare che arretrando finisse in bunker: due colpi di penalità!
Un altro personaggio induce a meraviglia: un dilettante, il pompiere Matt Parziale, 31enne vigile del fuoco di Brockton, che dal 45° è salito al 33° posto. Il successo nell’US Mid Amateur lo scorso anno gli aveva fruttato due inviti, il Masters, e questo Open. Se li sta giocando bene, con il babbo che gli fa da caddie!
La volata finale – È per Brooks Koepka il secondo major. Ha infornato l'ultimo round 68 (-2) con un totale di 281 colpi, per vincere il suo secondo Open degli Stati Uniti consecutivo. Il podio è stato completato dall'inglese Tommy Fleetwood (282) e dal campione del 2016 Dustin Johnson (283). Francesco Molinari ha condotto un gioco dignitosissimo, in questo Campo che ha umiliato così tanti eccellenti giocatori. Ha condotto un giro equilibrato, è in 25esima posizione. Con il par dell’ultimo round a Johnson è stato riservato il terzo gradino del podio. Le maggiori stranezze accadono qui, in questo percorso: dove il numero uno aveva giocato +7, l’inglese Tommy Fleetwood è riuscito a fare uno score di -7, impresa record del campo. Questo ha permesso a Fleetwood di arrivare secondo, deve pertanto “accontentarsi” del premio di 1,3 milioni $.
È stata un’esplosione di felicità per il vincitore Brooks Koepka. Era stato assente tre mesi per un tendine parzialmente strappato al polso sinistro, è tornato come campione in carica. Un sogno! Con la fama, si porta a casa una somma da capogiro: 2,16 milioni di dollari.
Paolo Pilla