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Golf
PILLOLE DI GOLF/271: MATTHEW JORDAN ALL'ULTIMO COLPO NELL'ITALIAN CHALLENGE

L'inglese si impone al playoff sull'azzurro Scalise


MONTEROSI (VT) - Usciamo per un po’ dagli schemi del PGA, e dell’European Tour, per vedere come vanno le cose con l’Italian Challenge. Il Challenge Tour è il tour di golf professionale maschile europeo di secondo livello. È gestito dal PGA European Tour e, come per...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/270: IL GOLF ABBRACCIA LA SOLIDARIETA’

A Ca' della Nave l'undicesimo Trofeo Par 108


MARTELLAGO - Non finisce di stupire il Par 108. È nato bene, ed è un continuo crescendo: per l’affiatamento dei soci, e la buona organizzazione. Domenica il loro Comitato ha programmato una Louisiana a quattro giocatori, 18 buche stableford sul percorso del Club di Ca della...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/269: SETTE AZZURRI IN GARA IN GERMANIA PER L'EUROTOUR

Con una spettacolare rimonta Andrea Pavan vince il Bmw International


MONACO DI BAVIERA (GER) - Edoardo Molinari, Guido Migliozzi, Nino Bertasio, Lorenzo Gagli, Andrea Pavan, Filippo Bergamaschi e Renato Paratore reduce quest’ultimo dall’US Open, sua prima esperienza in un major, scendono in campo al Golf Club München Eichenried di Monaco di Baviera,...continua

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I trevigiani hanno visitato anche il lager di Dachau

I FEDELI DELLA SINISTRA PIAVE DALLA MADONNA VENERATA DA PAPA FRANCESCO

Da Farra di Soligo in pellegrinaggio in Baviera


FARRA DI SOLIGO - Da quando papa Francesco ha fatto conoscere l’immagine della Madonna che scioglie i nodi, è nato anche tra i cittadini della Sinistra Piave il desiderio di compiere un pellegrinaggio diocesano alla chiesa di San Peteram Perlach in Baviera (Germania), dove questo quadro è esposto alla venerazione dei fedeli. Lo stesso papa Francesco si è fermato a pregare spesso, durante i suoi studi su Romano Guardini in questa chiesa, portando poi l’immagine nella sua diocesi di Buenos Aires e in questi anni alla conoscenza di tutta la chiesa cattolica. “Ad Augusta eravamo in 38 - ha dichiarato don Brunone De Toffol, parroco a Farra di Soligo che ha accompagnato il gruppo in questo pellegrinaggio - e abbiamo portato qui ai piedi di Maria, la preghiera di quanti ci hanno affidato i loro nodi, piccoli o grandi. La splendida abbazia barocca di Ettal e i giardini del castello di Linderhof, il santuario del Cristo Flagellato di Wies chiesa dei prati, ci hanno aiutato a entrare nella conoscenza della città, fondata dall’imperatore romano Augusto, i cui santi patroni non erano a noi noti, con le loro storiche statue: san Simperto che salvò un bambino dalle fauci del lupo, san Ulrico (o Ulderico) primo vescovo della città (da noi patrono di Cimetta di Codognè) e sant’Afra martire, bruciata al rogo per ordine di Diocleziano. La semplicità della casa per i poveri e i lavoratori del quartiere Fuggerei, con annessa la chiesa di san Marco, la chiesa luterana-evangelica di sant’Anna, prima chiesa cattolica voluta dalla ricca famiglia Fugger e la bellezza delle vie della città, hanno dato valore al nostro pellegrinaggio in terra tedesca”. E il sacerdote continua: “L’ultimo appuntamento è stato dedicato alla visita della Concattedrale di Monaco-Frisinga, dove nella cripta, abbiamo celebrato la s. Messa. In questa chiesa riposa il santo patrono, San Corbiniano e l’orso, la cui storia ci ha affascinato. insieme a quella di san Maurizio che a capo della legione tebea, morì martire con tutti i suoi seimila soldati perché scoperto cristiano e proprio lì, nel vicino seminario, dove papa Razinger ha studiato c’è di lui, una grande statua. Visitando questa monumentale chiesa dove papa Benedetto XVI è stato ordinato sacerdote ed è stato vescovo e cardinale, abbiamo ammirato la straordinaria ed artistica opera tutta stucchi e tenui colori. La nostra riflessione è stata infine profondamente turbata dalla visita al campo di sterminio di Dachau con i suoi orrori: solo la preghiera per le tante vittime dell’odio e della violenza ha dato speranza ai nostri interrogativi, su tanto degrado a cui può arrivare l’essere umano quando il suo cuore è lontano da Dio”.
Diego Berti