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Golf
PILLOLE DI GOLF/290: GRAN RIMONTA DI FLEETWOOD IN SUDAFRICA

L'inglese fa suo il Nedbamk Challenge. Bene Migliozzi


SUN CITY (SAF) - Siamo al settimo degli otto eventi delle Rolex Series dell’European Tour, si gioca sul percorso del Gary Player CC, a Sun City in Sudafrica, uno dei Campi più lunghi del mondo (8.000 m). Nato nel 1981 come evento riservato a pochi eletti, tra i migliori al mondo che si...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/289: COLPO DI RORY MCILROY NEL WGC DI SHANGHAI

Il nordirlandese si impone al playoff su Schauffele


SHANGHAI - Sheshan International GC. È in atto l’ultima delle quattro gare stagionali del World Golf Championships, il circuito mondiale secondo per importanza solo ai quattro major. Due gli azzurri in Campo, Francesco Molinari e Andrea Pavan, difende il titolo lo statunitense Xander...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/288: TRIONFO DA RECORD IN GIAPPONE PER TIGER WOODS

La "Tigre" raggiunge il mito Snead con 82 titoli sul circuito


Non finisce di stupire Tiger Woods, il grande Campione. Eccolo allo Zozo Championship, giocato sul par 70 dell'Accordia Golf Narashino a Chiba, l’evento con cui il PGA Tour fa il suo esordio in Giappone. Aveva un obiettivo Tiger Woods: raggiungere Sam Snead, che lo avanzava di un solo titolo...continua

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La nostra rubrica sul mondo golfistico a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/230: ANDREA PAVAN VINCE IL REAL CZECH MASTERS

Primo successo sull'European Tour del romano


PRAGA - È il primo successo sull’European Tour di Andrea Pavan, che già si era imposto in quattro occasioni sul Challenge Tour. Il 29enne romano ha vinto, 22 colpi sotto il par del campo, il Real Czech Masters sul percorso Albatross Golf Resort (par 72), di Praga, montepremi un milione di euro. Già nella prima giornata c’era stata una bella partenza degli azzurri; in testa Andrea Pavan, quinto, che ha siglato 8 birdie contro un bogey, (-7); Nino Bertasio decimo con (-6), Renato Paratore 19° con (-5). In ritardo solo Matteo Manassero, 130° con (+1), seppur autore di un eagle. A guidare la graduatoria, è il campione statunitense John Daly, con appena un colpo in meno di Pavan.
Ottima la prestazione di Andrea Pavan anche nella seconda giornata, dal quinto sale al terzo posto, stesso score del belga Thomas Pieters, dell’irlandese Padraig Harrington, e del finlandese Tapio Pulkkanen. Partito dalla 10, il ventinovenne romano ha condotto 15 buche con cinque birdie, poi l’improvvisa frenata con bogey e doppio bogey, seguiti dall’immediata reazione con un birdie a chiudere (69 -3). Si sono difesi ugualmente bene Nino Bertasio, 19°, e Renato Paratore, 36°, mentre è uscito al taglio Matteo Manassero. A condurre, Gavin Green, 25enne malese di Selangor.
A un giro dal termine, è sempre più grande Andrea Pavan: grazie a un gioco impeccabile sottolineato da un 65 (-7), si è portato al comando insieme all’irlandese Padraig Harrington, a tre colpi di vantaggio sul malese Gavin Green, che era in vetta dopo 36 buche. Ottima anche la prova di Nino Bertasio, da 19° a quinto, mentre ha perso terreno Renato Paratore.
Andrea Pavan, più volte autore di belle prove in stagione con tre top ten, è proteso a cogliere la prima vittoria nel circuito maggiore, avendo di fronte il grande campione Padraig Harrington, il 47enne di Dublino con tre titoli major in carriera, cui Pavan ha tenuto testa, andando di pari passo, e costringendolo anche a una rincorsa. Sono stati sette birdie senza bogey per entrambi, con il significato che il turno conclusivo sarà una sorta di esclusivo match play, perché gli altri sono ben distanziati e non hanno espresso un gioco alla loro altezza.
Nel giro conclusivo Andrea Pavan è sembrato soffrire la personalità del grande Harrington, 47enne di Dublino con tre titoli major, dodici successi nell’European Tour e tre nel PGA Tour, ma nelle buche di rientro ha ritrovato il gioco che aveva caratterizzato la sua prestazione. Superlativo, vince il torneo con 266 colpi (65 69 65 67, -22). Batte Padraig Harrington, uno dei giocatori più forti al mondo, con 268 (-20). Partiti in vetta alla pari dopo i tre giri, il 29enne romano accusa qualche comprensibile incertezza, conclude la 9 in stretto par, con tre colpi di svantaggio su Harrington. Poi, un errore dell’irlandese alla buca 15, riporta la situazione in perfetta parità e l’azzurro cambia marcia, realizza un capolavoro: nessun errore, e cinque colpi guadagnati al campo. In uno splendido finale il romano opera il sorpasso nelle battute decisive. Mette in mostra un gran gioco, e conquista la meritata vittoria.
È un momento particolarmente felice per il golf italiano, sta ottenendo successi rilevanti a tutti i livelli. Con questo di Pavan, i professionisti italiani sono al decimo trionfo stagionale. Un anno eccezionale per il golf azzurro; in testa a tutto le tre vittorie di Francesco Molinari, comprendenti un major. Grande la gioia di Franco Chimenti, vicepresidente vicario del Coni e presidente della Federazione Italiana Golf. Ha rilevato che l’Italia, come attestano i titoli internazionali conquistati dai dilettanti e il successo delle prestigiose signore, prevalga in ogni categoria e fascia d’età. È un peccato che in Italia non se ne abbia la conoscenza dovuta.
Pavan, che ha iniziato a giocare all’età di sei anni, è stato uno dei primi giocatori italiani a coniugare il golf e la laurea in un College americano, avendo ottenuto una borsa di studio completa alla Texas A&M University, dove si è laureato nella facoltà di Economia. In maglia azzurra ha conseguito l’argento ai Campionati Europei individuali, in coppia con Matteo Manassero ha portato l’Italia al successo nel The Spirit International Amateur Golf Championship.
È passato professionista nel 2010, e nella stagione 2011 ha vinto due tornei nel Challenge Tour, conquistando la ‘carta’ per l’European Tour con il secondo posto nella money list. Alti e bassi, la “Carta” l’ha persa e ritrovata ben tre volte, ora sale al 39° posto della Money List, secondo azzurro in graduatoria, dopo Francesco Molinari.
In questi giorni è diventato papà per la seconda volta, e ancora incredulo del successo, festeggia in famiglia con gli occhi del campione.
Paolo Pilla