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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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Frena la ripresa anche in Veneto

RALLENTA L’ECONOMIA, SCENDE LA FIDUCIA DELLE IMPRESE

La CNA chiede politiche economiche più incisive


Alessandro Conte Presidente CNA del Veneto

VENEZIA. “E’ durata poco la sensazione positiva di essere riusciti a salire sul carro della ripresa economica e le imprese ora tornano a perdere la fiducia, non vedendo per il prossimo futuro segnali positivi”.

Lo afferma Alessandro Conte, Presidente di CNA Veneto, commentando i risultato di un report dell’Osservatorio della Confederazione artigiana sui sentiment che le imprese esprimono in base alla loro gestione quotidiana, che trovano conferma nei dati congiunturali.

Anche il Veneto, come l’Italia intera è in fase di rallentamento. Nel secondo trimestre del 2018 il PIL del nostro paese è cresciuto su base congiunturale dello 0,2%, una variazione che, oltre ad essere la metà di quella registrata nello stesso periodo dell’anno precedente, è la più contenuta degli ultimi due anni.

È improbabile che nel 2018 il ritmo di espansione del PIL possa eguagliare quello del 2017 (+1,5%), come previsto dal governo nell’ultimo Documento di Economia e Finanza. La crescita acquisita nei primi sei mesi dell’anno in corso (+0,9%) è infatti sensibilmente inferiore rispetto a quella registrata nello stesso periodo 2017 (+1,2%).

“Sulla base di questo sentire delle imprese e dei dati emersi dal rapporto, per non vanificare gli sforzi fin qui fatti dal sistema produttivo in Veneto rappresentato soprattutto da piccole imprese, auspichiamo che il Governo inserisca nella manovra oggi in fase di elaborazione misure di politica economica che incidano e riescano ad invertire la tendenza, mettendo le nostre imprese in grado di competere con quelle tedesche e del nordeuropa nostre dirette concorrenti ma su posizioni molto più vantaggiose delle nostre”, continua Conte.

Il minor ritmo di crescita dell’attività economica è stato percepito dal sistema produttivo che, stando ai dati relativi al clima di fiducia, tende a proiettarlo anche alla seconda metà dell’anno.

Dall’ottobre del 2017 (mese in cui veniva raggiunto l’ultimo punto di massimo) all’agosto 2018, infatti, il sentiment delle imprese ha lasciato sul terreno ben cinque punti. Di questi ben 1,5 sono stati persi solo nei mesi di luglio e agosto 2018.

Fatta eccezione per le costruzioni, il peggioramento del clima congiunturale viene segnalato in tutti i settori ma risulta particolarmente accentuato nei comparti del commercio al dettaglio e della manifattura dove tra l’ottobre 2017 e l’agosto 2018 il clima di fiducia si è ridotto rispettivamente di 8,6 e 6,0 punti.

Il principale rischio connesso alla minore crescita per il nostro Paese è, nell’immediato, un peggioramento dei saldi di finanza pubblica.

Una riduzione del prodotto interno lordo rende infatti improbabile la previsione governativa di un rapporto deficit/PIL all’1,6% per il 2018 che, allontanando l’obiettivo di pareggio di bilancio fissato per il 2020, potrebbe generare incertezza circa la capacità del nostro paese di mantenere fede agli impegni assunti con i partner europei. L’incertezza potrebbe d’altra parte determinare un aumento dei tassi di interesse minando ulteriormente le prospettive di crescita.