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Golf
PILLOLE DI GOLF/240: A DONNAFUGATA IL CAMPIONATO INDIVIDUALE AIGG 2018

I giornalisti golfisti si sfidano in Sicilia


DONNAFUGATA - Il maltempo aveva imperversato fino il giorno prima, e continuava a devastare parte della Sicilia. Non eravamo in molti giornalisti praticanti di golf provenienti da mezza Italia, a prendere il coraggio e andar a sostenere il Campionato già da tempo programmato. Donnafugata, il...continua

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PILLOLE DI GOLF/239: DAGLI USA LA NUOVA PROMESSA AZZURRA

Virginia Elena Carta vince il Landfall Traditional


La giovane italiana Virginia Elena Carta trionfa nel Landfall Traditional, prestigioso torneo del campionato universitario americano.  È il 30° successo azzurro in campo internazionale: nuovo record in una stagione. Conosco Virginia, son passati molti anni da quando ebbi...continua

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PILLOLE DI GOLF/238: IL CAMPIONATO ITALIANO DI DOPPIO DELL'AIGG

Al club Chervò il torneo intitolato a Paolo Dal Fior


SIRMIONE - Concluso il Challenge AIGG che ci ha portato a giocare sui più bei Campi d’Italia, e insabbiata la Coppa delle Nazioni dall’esito meno brillante per la squadra dell’Italia (sesto posto), vinta dalla Germania a Villa Carolina, era ora la volta del Campionato...continua

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Frena la ripresa anche in Veneto

RALLENTA L’ECONOMIA, SCENDE LA FIDUCIA DELLE IMPRESE

La CNA chiede politiche economiche più incisive


Alessandro Conte Presidente CNA del Veneto

VENEZIA. “E’ durata poco la sensazione positiva di essere riusciti a salire sul carro della ripresa economica e le imprese ora tornano a perdere la fiducia, non vedendo per il prossimo futuro segnali positivi”.

Lo afferma Alessandro Conte, Presidente di CNA Veneto, commentando i risultato di un report dell’Osservatorio della Confederazione artigiana sui sentiment che le imprese esprimono in base alla loro gestione quotidiana, che trovano conferma nei dati congiunturali.

Anche il Veneto, come l’Italia intera è in fase di rallentamento. Nel secondo trimestre del 2018 il PIL del nostro paese è cresciuto su base congiunturale dello 0,2%, una variazione che, oltre ad essere la metà di quella registrata nello stesso periodo dell’anno precedente, è la più contenuta degli ultimi due anni.

È improbabile che nel 2018 il ritmo di espansione del PIL possa eguagliare quello del 2017 (+1,5%), come previsto dal governo nell’ultimo Documento di Economia e Finanza. La crescita acquisita nei primi sei mesi dell’anno in corso (+0,9%) è infatti sensibilmente inferiore rispetto a quella registrata nello stesso periodo 2017 (+1,2%).

“Sulla base di questo sentire delle imprese e dei dati emersi dal rapporto, per non vanificare gli sforzi fin qui fatti dal sistema produttivo in Veneto rappresentato soprattutto da piccole imprese, auspichiamo che il Governo inserisca nella manovra oggi in fase di elaborazione misure di politica economica che incidano e riescano ad invertire la tendenza, mettendo le nostre imprese in grado di competere con quelle tedesche e del nordeuropa nostre dirette concorrenti ma su posizioni molto più vantaggiose delle nostre”, continua Conte.

Il minor ritmo di crescita dell’attività economica è stato percepito dal sistema produttivo che, stando ai dati relativi al clima di fiducia, tende a proiettarlo anche alla seconda metà dell’anno.

Dall’ottobre del 2017 (mese in cui veniva raggiunto l’ultimo punto di massimo) all’agosto 2018, infatti, il sentiment delle imprese ha lasciato sul terreno ben cinque punti. Di questi ben 1,5 sono stati persi solo nei mesi di luglio e agosto 2018.

Fatta eccezione per le costruzioni, il peggioramento del clima congiunturale viene segnalato in tutti i settori ma risulta particolarmente accentuato nei comparti del commercio al dettaglio e della manifattura dove tra l’ottobre 2017 e l’agosto 2018 il clima di fiducia si è ridotto rispettivamente di 8,6 e 6,0 punti.

Il principale rischio connesso alla minore crescita per il nostro Paese è, nell’immediato, un peggioramento dei saldi di finanza pubblica.

Una riduzione del prodotto interno lordo rende infatti improbabile la previsione governativa di un rapporto deficit/PIL all’1,6% per il 2018 che, allontanando l’obiettivo di pareggio di bilancio fissato per il 2020, potrebbe generare incertezza circa la capacità del nostro paese di mantenere fede agli impegni assunti con i partner europei. L’incertezza potrebbe d’altra parte determinare un aumento dei tassi di interesse minando ulteriormente le prospettive di crescita.