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Golf
PILLOLE DI GOLF/332: MATTEO MANASSERO TORNA ALLA VITTORIA DOPO SETTE ANNI

Il veronese si impone al Toscana Alps Open


GAVORRANO (GR) - Centoventisei concorrenti, di cui 51 italiani, erano questa settimana al Pelagone di Gavorrano (Grosseto), a disputare la 14ª edizione del Toscana Alps Open, la terza tappa stagionale dell’Italian Pro Tour. A rendere spettacolari le diciotto buche par 71 del percorso di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/331: A VILLA CONDULMER L'OPEN D'ITALIA DEGLI HICKORY PLAYERS

Il nostro inviato al torneo con i bastoni come un secolo fa


MOGLIANO VENETO - Nel Campo da Golf di Villa Condulmer si è giocato, dal 10 al 12 settembre, il secondo Open Italia degli hickory players. Si è scelto di far concludere il secondo Open Internazionale nella giornata del 12, coincidente con il 12 settembre 1925, giorno conclusivo del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/330: LO SPAGNOLO DE MORAL TRIONFA NEL TORNEO PIÙ ALTO D'ITALIA

Al Gc Cervino la seconda tappa dell'Italian Tour


BREUIL - Sul percorso del Golf Club Cervino, il campo più alto d’Italia a 2.050 metri di quota, si gioca il Cervino Alps Open, secondo appuntamento stagionale dell’Italian Pro Tour, circuito di gare organizzato dalla Federazione Italiana Golf. La serie di tornei è...continua

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Frena la ripresa anche in Veneto

RALLENTA L’ECONOMIA, SCENDE LA FIDUCIA DELLE IMPRESE

La CNA chiede politiche economiche più incisive


Alessandro Conte Presidente CNA del Veneto

VENEZIA. “E’ durata poco la sensazione positiva di essere riusciti a salire sul carro della ripresa economica e le imprese ora tornano a perdere la fiducia, non vedendo per il prossimo futuro segnali positivi”.

Lo afferma Alessandro Conte, Presidente di CNA Veneto, commentando i risultato di un report dell’Osservatorio della Confederazione artigiana sui sentiment che le imprese esprimono in base alla loro gestione quotidiana, che trovano conferma nei dati congiunturali.

Anche il Veneto, come l’Italia intera è in fase di rallentamento. Nel secondo trimestre del 2018 il PIL del nostro paese è cresciuto su base congiunturale dello 0,2%, una variazione che, oltre ad essere la metà di quella registrata nello stesso periodo dell’anno precedente, è la più contenuta degli ultimi due anni.

È improbabile che nel 2018 il ritmo di espansione del PIL possa eguagliare quello del 2017 (+1,5%), come previsto dal governo nell’ultimo Documento di Economia e Finanza. La crescita acquisita nei primi sei mesi dell’anno in corso (+0,9%) è infatti sensibilmente inferiore rispetto a quella registrata nello stesso periodo 2017 (+1,2%).

“Sulla base di questo sentire delle imprese e dei dati emersi dal rapporto, per non vanificare gli sforzi fin qui fatti dal sistema produttivo in Veneto rappresentato soprattutto da piccole imprese, auspichiamo che il Governo inserisca nella manovra oggi in fase di elaborazione misure di politica economica che incidano e riescano ad invertire la tendenza, mettendo le nostre imprese in grado di competere con quelle tedesche e del nordeuropa nostre dirette concorrenti ma su posizioni molto più vantaggiose delle nostre”, continua Conte.

Il minor ritmo di crescita dell’attività economica è stato percepito dal sistema produttivo che, stando ai dati relativi al clima di fiducia, tende a proiettarlo anche alla seconda metà dell’anno.

Dall’ottobre del 2017 (mese in cui veniva raggiunto l’ultimo punto di massimo) all’agosto 2018, infatti, il sentiment delle imprese ha lasciato sul terreno ben cinque punti. Di questi ben 1,5 sono stati persi solo nei mesi di luglio e agosto 2018.

Fatta eccezione per le costruzioni, il peggioramento del clima congiunturale viene segnalato in tutti i settori ma risulta particolarmente accentuato nei comparti del commercio al dettaglio e della manifattura dove tra l’ottobre 2017 e l’agosto 2018 il clima di fiducia si è ridotto rispettivamente di 8,6 e 6,0 punti.

Il principale rischio connesso alla minore crescita per il nostro Paese è, nell’immediato, un peggioramento dei saldi di finanza pubblica.

Una riduzione del prodotto interno lordo rende infatti improbabile la previsione governativa di un rapporto deficit/PIL all’1,6% per il 2018 che, allontanando l’obiettivo di pareggio di bilancio fissato per il 2020, potrebbe generare incertezza circa la capacità del nostro paese di mantenere fede agli impegni assunti con i partner europei. L’incertezza potrebbe d’altra parte determinare un aumento dei tassi di interesse minando ulteriormente le prospettive di crescita.