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Golf
PILLOLE DI GOLFF/272: TRIONFO SUDAFRICANO IN "CASA" DI SERGIO GARCIA

Niente poker per l'iberico, l'Andalucia Master va a Bezuidenhout


SOTOGRANDE (SPAGNA) - È un evento attesissimo, si può definire da giocare a casa di Sergio Garcia, che qui ha la sua fondazione. Per ben tre volte Garcia ha conquistato l'Andalucia Valderrama Masters, cercherà il poker, sarà comunque di sicuro protagonista. Dovrà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/271: MATTHEW JORDAN ALL'ULTIMO COLPO NELL'ITALIAN CHALLENGE

L'inglese si impone al playoff sull'azzurro Scalise


MONTEROSI (VT) - Usciamo per un po’ dagli schemi del PGA, e dell’European Tour, per vedere come vanno le cose con l’Italian Challenge. Il Challenge Tour è il tour di golf professionale maschile europeo di secondo livello. È gestito dal PGA European Tour e, come per...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/270: IL GOLF ABBRACCIA LA SOLIDARIETA’

A Ca' della Nave l'undicesimo Trofeo Par 108


MARTELLAGO - Non finisce di stupire il Par 108. È nato bene, ed è un continuo crescendo: per l’affiatamento dei soci, e la buona organizzazione. Domenica il loro Comitato ha programmato una Louisiana a quattro giocatori, 18 buche stableford sul percorso del Club di Ca della...continua

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Dopo 25 repliche, mercoledì 19 settembre "Dalla Terra di Nessuno" torna a Treviso

CESCHIN E BIZZARRO A FIERA CON LO SPETTACOLO SULLA GRANDE GUERRA

"I profughi si imbarcavano a Fiera, il porto di Treviso, per cercare la salvezza"


TREVISO - Dopo 25 repliche, la pièce dedicata alla Grande Guerra scritta e interpretata dallo storico Daniele Ceschin e dal cantautore Ricky Bizzarro torna a Treviso. “Dalla Terra di Nessuno – Cronache di Guerra dal Caporetto al Piave” andrà in scena mercoledì 19 settembre alle 20:30 sul sagrato della Chiesa di Sant'Ambrogio a Fiera, con la partecipazione di Laura Balbinot al violoncello e Francesco Barbato alla fisarmonica. “Dalla Terra di Nessuno – Cronache di Guerra dal Caporetto al Piave” è uno spettacolo che Ceschin e Bizzarro portano in tournée dal 2015 nei luoghi storici della Grande Guerra, in una narrazione che di volta in volta si arricchisce di particolari e aneddoti relativi proprio a questi luoghi, come afferma ai nostri microfoni Ricky Bizzarro.
L'appuntamento a Fiera si concentrerà sul racconto del 1918, ultimo anno di guerra, dalla rotta di Caporetto alla terza battaglia del Piave, la cosiddetta Battaglia di Vittorio Veneto, che nell'autunno di 100 fa risultò decisiva per la vittoria italiana.
L’evento, prodotto dall’associazione Fiera Libre con il patrocinio del Comune di Treviso, è a ingresso gratuito.
In caso di maltempo all'Auditorium delle scuole Stefanini.



SINOSSI

1917-1918.
Caporetto, il Piave, Vittorio Veneto. Storie di soldati in rotta dall’Isonzo al Piave: attraversano città, paesi, ponti e in pochi giorni raggiungono il Piave, la nuova linea del fronte.
Ma chi sono i responsabili della sconfitta? I fanti “pidocchiosi” o i napoleoni dello Stato Maggiore? Assieme ai soldati, migliaia di civili che scappano verso un destino ignoto. Sono i borghesi, i “siori” che avevano sempre gridato “Viva la guerra!”.
Chi non riesce a passare l’ultimo ponte resta chiuso nella prigione dell’occupazione militare. Molti conoscono la violenza delle truppe occupanti, ma sono peggio i todeschi o i striaci?
Per tutti c’è la fame e di fame si muore.
Migliaia di donne friulane e venete vengono violentate dai soldati e le terre occupate, e poi liberate, si popolano dei “figli del nemico”.
Sullo sfondo i bagliori delle battaglie sul Grappa e sul Piave, dell’offensiva finale che porta a Vittorio Veneto. I fanti italiani – contadini, braccianti, cafoni, pastori, operai – imparano a conoscere la guerra moderna, e i primi mesi non hanno nemmeno gli elmetti. La rigida disciplina militare imposta dal generale Cadorna culmina in centinaia di fucilazioni.
Si combatte in un buco chiamato trincea che annienta e polverizza i corpi, li priva della carne e persino del nome. Si cominciano a contare i morti: 533 per ogni giorno di guerra. Ma per la retorica nazionale sono soltanto “caduti” da ricordare con i monumenti e da fissare su una lapide.