Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/292: L'EUROPEAN TOUR RIPARTE DAL SUDAFRICA

Nel consuento anticipo della stagione 2020 successo di Larrazabal


SUDAFRICA - Son trascorsi solo quattro giorni dalla conclusione della stagione 2019 in Medio Oriente, e l’European Tour già apre in Sudafrica quella del 2020, con il consueto anticipo sull’anno solare. Si gioca sul Par 72 del Leopard Creek CC di Malelane, nel distretto di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/291: DOPO 47 TORNEI, IL TOUR EUROPEO SI CHIUDE A DUBAI

Con la vittoria lo spagnolo Jon Rahm diventa numero uno continentale


DUBAI - Dopo 47 tornei disputati in 31 diverse nazioni, si chiude l’ampia stagione del Tour europeo, con il DP World Tour Championship, sul percorso del Jumeirah Golf Estates, a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Il torneo di Dubai mette in palio una prima moneta da record, la leadership...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/290: GRAN RIMONTA DI FLEETWOOD IN SUDAFRICA

L'inglese fa suo il Nedbamk Challenge. Bene Migliozzi


SUN CITY (SAF) - Siamo al settimo degli otto eventi delle Rolex Series dell’European Tour, si gioca sul percorso del Gary Player CC, a Sun City in Sudafrica, uno dei Campi più lunghi del mondo (8.000 m). Nato nel 1981 come evento riservato a pochi eletti, tra i migliori al mondo che si...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 
ASCOLTA IL SERVIZIO ON-LINEAscolta la notizia

Dopo 25 repliche, mercoledì 19 settembre "Dalla Terra di Nessuno" torna a Treviso

CESCHIN E BIZZARRO A FIERA CON LO SPETTACOLO SULLA GRANDE GUERRA

"I profughi si imbarcavano a Fiera, il porto di Treviso, per cercare la salvezza"


TREVISO - Dopo 25 repliche, la pièce dedicata alla Grande Guerra scritta e interpretata dallo storico Daniele Ceschin e dal cantautore Ricky Bizzarro torna a Treviso. “Dalla Terra di Nessuno – Cronache di Guerra dal Caporetto al Piave” andrà in scena mercoledì 19 settembre alle 20:30 sul sagrato della Chiesa di Sant'Ambrogio a Fiera, con la partecipazione di Laura Balbinot al violoncello e Francesco Barbato alla fisarmonica. “Dalla Terra di Nessuno – Cronache di Guerra dal Caporetto al Piave” è uno spettacolo che Ceschin e Bizzarro portano in tournée dal 2015 nei luoghi storici della Grande Guerra, in una narrazione che di volta in volta si arricchisce di particolari e aneddoti relativi proprio a questi luoghi, come afferma ai nostri microfoni Ricky Bizzarro.
L'appuntamento a Fiera si concentrerà sul racconto del 1918, ultimo anno di guerra, dalla rotta di Caporetto alla terza battaglia del Piave, la cosiddetta Battaglia di Vittorio Veneto, che nell'autunno di 100 fa risultò decisiva per la vittoria italiana.
L’evento, prodotto dall’associazione Fiera Libre con il patrocinio del Comune di Treviso, è a ingresso gratuito.
In caso di maltempo all'Auditorium delle scuole Stefanini.



SINOSSI

1917-1918.
Caporetto, il Piave, Vittorio Veneto. Storie di soldati in rotta dall’Isonzo al Piave: attraversano città, paesi, ponti e in pochi giorni raggiungono il Piave, la nuova linea del fronte.
Ma chi sono i responsabili della sconfitta? I fanti “pidocchiosi” o i napoleoni dello Stato Maggiore? Assieme ai soldati, migliaia di civili che scappano verso un destino ignoto. Sono i borghesi, i “siori” che avevano sempre gridato “Viva la guerra!”.
Chi non riesce a passare l’ultimo ponte resta chiuso nella prigione dell’occupazione militare. Molti conoscono la violenza delle truppe occupanti, ma sono peggio i todeschi o i striaci?
Per tutti c’è la fame e di fame si muore.
Migliaia di donne friulane e venete vengono violentate dai soldati e le terre occupate, e poi liberate, si popolano dei “figli del nemico”.
Sullo sfondo i bagliori delle battaglie sul Grappa e sul Piave, dell’offensiva finale che porta a Vittorio Veneto. I fanti italiani – contadini, braccianti, cafoni, pastori, operai – imparano a conoscere la guerra moderna, e i primi mesi non hanno nemmeno gli elmetti. La rigida disciplina militare imposta dal generale Cadorna culmina in centinaia di fucilazioni.
Si combatte in un buco chiamato trincea che annienta e polverizza i corpi, li priva della carne e persino del nome. Si cominciano a contare i morti: 533 per ogni giorno di guerra. Ma per la retorica nazionale sono soltanto “caduti” da ricordare con i monumenti e da fissare su una lapide.