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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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Dopo 25 repliche, mercoledì 19 settembre "Dalla Terra di Nessuno" torna a Treviso

CESCHIN E BIZZARRO A FIERA CON LO SPETTACOLO SULLA GRANDE GUERRA

"I profughi si imbarcavano a Fiera, il porto di Treviso, per cercare la salvezza"


TREVISO - Dopo 25 repliche, la pièce dedicata alla Grande Guerra scritta e interpretata dallo storico Daniele Ceschin e dal cantautore Ricky Bizzarro torna a Treviso. “Dalla Terra di Nessuno – Cronache di Guerra dal Caporetto al Piave” andrà in scena mercoledì 19 settembre alle 20:30 sul sagrato della Chiesa di Sant'Ambrogio a Fiera, con la partecipazione di Laura Balbinot al violoncello e Francesco Barbato alla fisarmonica. “Dalla Terra di Nessuno – Cronache di Guerra dal Caporetto al Piave” è uno spettacolo che Ceschin e Bizzarro portano in tournée dal 2015 nei luoghi storici della Grande Guerra, in una narrazione che di volta in volta si arricchisce di particolari e aneddoti relativi proprio a questi luoghi, come afferma ai nostri microfoni Ricky Bizzarro.
L'appuntamento a Fiera si concentrerà sul racconto del 1918, ultimo anno di guerra, dalla rotta di Caporetto alla terza battaglia del Piave, la cosiddetta Battaglia di Vittorio Veneto, che nell'autunno di 100 fa risultò decisiva per la vittoria italiana.
L’evento, prodotto dall’associazione Fiera Libre con il patrocinio del Comune di Treviso, è a ingresso gratuito.
In caso di maltempo all'Auditorium delle scuole Stefanini.



SINOSSI

1917-1918.
Caporetto, il Piave, Vittorio Veneto. Storie di soldati in rotta dall’Isonzo al Piave: attraversano città, paesi, ponti e in pochi giorni raggiungono il Piave, la nuova linea del fronte.
Ma chi sono i responsabili della sconfitta? I fanti “pidocchiosi” o i napoleoni dello Stato Maggiore? Assieme ai soldati, migliaia di civili che scappano verso un destino ignoto. Sono i borghesi, i “siori” che avevano sempre gridato “Viva la guerra!”.
Chi non riesce a passare l’ultimo ponte resta chiuso nella prigione dell’occupazione militare. Molti conoscono la violenza delle truppe occupanti, ma sono peggio i todeschi o i striaci?
Per tutti c’è la fame e di fame si muore.
Migliaia di donne friulane e venete vengono violentate dai soldati e le terre occupate, e poi liberate, si popolano dei “figli del nemico”.
Sullo sfondo i bagliori delle battaglie sul Grappa e sul Piave, dell’offensiva finale che porta a Vittorio Veneto. I fanti italiani – contadini, braccianti, cafoni, pastori, operai – imparano a conoscere la guerra moderna, e i primi mesi non hanno nemmeno gli elmetti. La rigida disciplina militare imposta dal generale Cadorna culmina in centinaia di fucilazioni.
Si combatte in un buco chiamato trincea che annienta e polverizza i corpi, li priva della carne e persino del nome. Si cominciano a contare i morti: 533 per ogni giorno di guerra. Ma per la retorica nazionale sono soltanto “caduti” da ricordare con i monumenti e da fissare su una lapide.