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Golf
PILLOLE DI GOLF/263: IL VICENTINO MIGLIOZZI MIGLIOR AZZURRO AL CHINA OPEN

A Shenzen il finlandese Korhonen si impone al playoff sul francese Hebert


SHENZEN - Sono ben quattro gli azzurri che partecipano al Volvo China Open, evento dell’Asian Tour e dell’European Tour, in programma a Shenzhen, al Tradition at Wolong Valley, di Chengdu in Cina. È Il venticinquesimo anniversario di questo torneo, che significa scadenza molto...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/20: GOLF CLUB CASTELFALFI

Tra le colline del Chianti, il paesaggio fa dimenticare anche le difficoltà tecniche


CASTELFALFI - Si arriva a Castelfalfi, località ignota ai più, percorrendo le luminose colline del Chiantigiano che riservano splendidi scorci. Siamo a Montaione, nei pressi dei borghi di San Gimignano e di Volterra, e Castelfalfi è un piccolo villaggio medievale arroccato...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/262: LA PRIMA VOLTA DEL MASTERS IN ROSA

Sfida tra le migliori 72 dilettanti sul mitico Augusta National


AUGUSTA - Si tratta di un evento storico per il golf femminile: per la prima volta il Masters in rosa.A giocare all’Augusta National, il mitico percorso voluto da Bobby Jones, sono le migliori 72 dilettanti del mondo. Tra loro, quattro azzurre: Virginia Elena Carta, Caterina Don, Alessandra...continua

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Prossimi interventi anche a Casa Robegna e Ca' da Noal

RITORNA A SPLENDERE IL CAPITOLO DEI DOMENICANI A S. NICOLÒ

Cantiere con gli studenti dell'Istituto per il restauro


TREVISO Sotto i pennellini, i raschietti, le pellicole protettive dei restauratori sono ora Ugo da Provenza, vera star del ciclo pittorico, primo personaggio al mondo ad essere raffigurato con gli occhiali. Papa Benedetto XI, il trevigiano Nicolò Boccassino. I tre santi dell’ordine dominicano, San Domenico, San Pietro martire e san Tommaso d’Aquino, gli unici rappresentati frontalmente, purtroppo piuttosto rovinati a causa di una vecchia perdita del un tubo di scarico di un gabinetto, in passato collocato proprio al piano superiore. Ma anche la grande crocefissione tardoduecentesca e le raffinate pettenelle, i riquadri dipinti tra le travi del soffitto.
La seconda fase del restauro della Sala del capitolo dei Domenicani di San Nicolò, uno dei gioielli del patrimonio artistico trevigiano (e non solo). Dopo che l’anno scorso sono state riportate all’antico splendore le pareti meridionale e occidentale, ora toccherà al resto degli affreschi dei Quaranta domenicani illustri, capolavoro del 1352 di Tommaso da Modena e delle altre decorazioni antecedenti.
Ad occuparsene, con perizia e infinita pazienza – altra particolarità – saranno dieci studenti dell’Istituto superiore centrale per la conservazione e il restauro, sotto la supervisione dei loro docenti e di professionisti esperti. Questo infatti è un cantiere didattico, come ricorda il direttore del progetto Giuliano Romalli.
La sala si trova all’interno dell’antico convento dei frati predicatori, annesso alla chiesa di San Nicolò. Da 176 anni il complesso ospita il seminario maggiore di Treviso. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra Istituto, Sovrintendenza, Comune e diocesi, che altrimenti difficilmente avrebbe potuto accollarsi un simile intervento. Il rettore del seminario monsignor Giuliano Brugnotto, che ha ricordato come i cartigli che accompagnano i monaci ritratti possano considerarsi antichi "tweet", ha sottolineato l'impegno negli interventi sulla chiesa, ma anche l'esigenza di mettere mano al piano superiore dell'ex convento, dove si trovano le celle dei frati e dove è conservata, tra l'altro, la collezione del museo etnografico Scarpa, oggi non visitabile proprio per ragioni di sicurezza.
Circa 13mila persone vengono ogni anno a visitare il Capitolo dei Domenicani, aperto gratis 11 ore al giorno. Potrebbero essere molte di più: l’obiettivo è farne il fulcro di un percorso multimediale dedicato alla Treviso medioevale. Non a caso gli studenti- restauratori, concluso il lavoro a San Nicolò, potrebbero presto essere all’opera anche su altri monumenti trevigiani: si sta studiando, come anticipa l’assessore comunale alla Cultura, Lavinia Colonna Preti, di riproporre la convenzione anche per la facciata di Casa Robegan e gli affreschi di Ca' da Noal. Per cominciare, i domenicani intenti allo studio nelle loro celle potranno di nuovo essere ammirati nell’originale vivacità psicologica, tanto da far affermare allo storico dell’arte Luigi Coletti che proprio in questa sala “è nato il naturalismo in pittura”.

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