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Golf
PILLOLE DI GOLF/239: DAGLI USA LA NUOVA PROMESSA AZZURRA

Virginia Elena Carta vince il Landfall Traditional


La giovane italiana Virginia Elena Carta trionfa nel Landfall Traditional, prestigioso torneo del campionato universitario americano.  È il 30° successo azzurro in campo internazionale: nuovo record in una stagione. Conosco Virginia, son passati molti anni da quando ebbi...continua

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PILLOLE DI GOLF/238: IL CAMPIONATO ITALIANO DI DOPPIO DELL'AIGG

Al club Chervò il torneo intitolato a Paolo Dal Fior


SIRMIONE - Concluso il Challenge AIGG che ci ha portato a giocare sui più bei Campi d’Italia, e insabbiata la Coppa delle Nazioni dall’esito meno brillante per la squadra dell’Italia (sesto posto), vinta dalla Germania a Villa Carolina, era ora la volta del Campionato...continua

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PILLOLE DI GOLF/237: L'OPEN D'ITALIA DEI CAMPIONI PARALIMPICI

Lo svedese Joakim Björkman si conferma imbattibile


CREMA - Sotto l’egida di EDGA (European Disabled Golf Association), si è giocata a Crema la 18esima edizione del torneo italiano per giocatori disabili, aperta a tutte le tipologie di disabilità. Il torneo, appena concluso, si è giocato sulla distanza di trentasei buche,...continua

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80 ritratti di quattro zampe e padroni a Ca' dei Carraresi fino aal 3 febbraio

GLI UMANISSIMI CANI DI ELLIOT ERWITT

A Treviso in mostra le opere del maestro della fotografia


TREVISO - Sostiene che ama fotografare i cani, perché questi, a differenza dei soggetti umani, “non pretendono di vedere una stampa prima della pubblicazione”. Elliott Erwitt ha sempre avuto dalla sua uno humur malinconico e profondo, che ne fa il “Carlie Chaplin” della fotografia, come lo definisce Andrea Holzer, direttrice dell’agenzia Magnum.
Quella visione ironica (e autoironica) della vita che traspare appieno dalle immagini della mostra appena inaugurata a Treviso, sorridente fin dal titolo “I cani sono come gli umani, solo con più capelli”, a Ca’ dei Carraresi, fino al 3 febbraio prossimo.
Non si pensi, però ad Erwitt, nato in Francia da una famiglia di emigranti russi, infanzia trascorsa in Italia, prima del definitivo trapianto a New York, come ad un fotografo di genere. A 90 anni è tuttora considerato uno dei grandi maestri dell’obiettivo. Entrato alla Magnum, tempio del fotogiornalismo, per ragioni anagrafiche subito dopo la generazione dei fondatori Robert Capa ed Henri Cartier Bresson, ne è diventato presto una colonna, seguendo, reflex al collo, presidenti Usa, i funerali di Kennedy, Marylin Monroe e gli attori di Hollywood, Che Guevara e Fidel.
Gli amici a quattro zampe, però, ha iniziato a ritrarli fin da giovane, per strada insieme ai loro padroni, e non ha più smesso.
Di questa vasta produzione, tutta nel bianco e nero di rigore, Marco Minuz, curatore dell’esposizione trevigiana, ha selezionato 80 fotografie: si comincia con la celeberrima del cagnolino al guinzaglio che salta ("provocato" dallo stesso fotografo, come confessò Erwitt).
Dei bipedi spesso si scorgono solo le gambe, ma tanto basta ad evidenziarne la pomposità per contrasto con la genuina empatia dei cani. Che l’occhio di Erwitt ha sempre cercato di cogliere nel suo fissare realtà.
La rassegna, però, vuole aprire anche una riflessione sul ruolo, sempre più pregnante, degli animali domestici nella nostra vita. Ecco allora che, nelle prossime settimane, saranno programmati momenti di approfondimento con il Gruppo cinofilo, l’Enpa, l’Ordine dei veterinari.
Per ritrovare, così come ha fatto Elliott Erwitt, nell’universo canino, un’umanità giusto un po’ più pelosa.

Foto credits (dall'alto):
- Paris, France 1989 © Elliot Erwitt/ Magmum Photos
- New York, Usa 2000 © Elliot Erwitt/ Magmum Photos