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Golf
PILLOLE DI GOLFF/272: TRIONFO SUDAFRICANO IN "CASA" DI SERGIO GARCIA

Niente poker per l'iberico, l'Andalucia Master va a Bezuidenhout


SOTOGRANDE (SPAGNA) - È un evento attesissimo, si può definire da giocare a casa di Sergio Garcia, che qui ha la sua fondazione. Per ben tre volte Garcia ha conquistato l'Andalucia Valderrama Masters, cercherà il poker, sarà comunque di sicuro protagonista. Dovrà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/271: MATTHEW JORDAN ALL'ULTIMO COLPO NELL'ITALIAN CHALLENGE

L'inglese si impone al playoff sull'azzurro Scalise


MONTEROSI (VT) - Usciamo per un po’ dagli schemi del PGA, e dell’European Tour, per vedere come vanno le cose con l’Italian Challenge. Il Challenge Tour è il tour di golf professionale maschile europeo di secondo livello. È gestito dal PGA European Tour e, come per...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/270: IL GOLF ABBRACCIA LA SOLIDARIETA’

A Ca' della Nave l'undicesimo Trofeo Par 108


MARTELLAGO - Non finisce di stupire il Par 108. È nato bene, ed è un continuo crescendo: per l’affiatamento dei soci, e la buona organizzazione. Domenica il loro Comitato ha programmato una Louisiana a quattro giocatori, 18 buche stableford sul percorso del Club di Ca della...continua

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80 ritratti di quattro zampe e padroni a Ca' dei Carraresi fino aal 3 febbraio

GLI UMANISSIMI CANI DI ELLIOT ERWITT

A Treviso in mostra le opere del maestro della fotografia


TREVISO - Sostiene che ama fotografare i cani, perché questi, a differenza dei soggetti umani, “non pretendono di vedere una stampa prima della pubblicazione”. Elliott Erwitt ha sempre avuto dalla sua uno humur malinconico e profondo, che ne fa il “Carlie Chaplin” della fotografia, come lo definisce Andrea Holzer, direttrice dell’agenzia Magnum.
Quella visione ironica (e autoironica) della vita che traspare appieno dalle immagini della mostra appena inaugurata a Treviso, sorridente fin dal titolo “I cani sono come gli umani, solo con più capelli”, a Ca’ dei Carraresi, fino al 3 febbraio prossimo.
Non si pensi, però ad Erwitt, nato in Francia da una famiglia di emigranti russi, infanzia trascorsa in Italia, prima del definitivo trapianto a New York, come ad un fotografo di genere. A 90 anni è tuttora considerato uno dei grandi maestri dell’obiettivo. Entrato alla Magnum, tempio del fotogiornalismo, per ragioni anagrafiche subito dopo la generazione dei fondatori Robert Capa ed Henri Cartier Bresson, ne è diventato presto una colonna, seguendo, reflex al collo, presidenti Usa, i funerali di Kennedy, Marylin Monroe e gli attori di Hollywood, Che Guevara e Fidel.
Gli amici a quattro zampe, però, ha iniziato a ritrarli fin da giovane, per strada insieme ai loro padroni, e non ha più smesso.
Di questa vasta produzione, tutta nel bianco e nero di rigore, Marco Minuz, curatore dell’esposizione trevigiana, ha selezionato 80 fotografie: si comincia con la celeberrima del cagnolino al guinzaglio che salta ("provocato" dallo stesso fotografo, come confessò Erwitt).
Dei bipedi spesso si scorgono solo le gambe, ma tanto basta ad evidenziarne la pomposità per contrasto con la genuina empatia dei cani. Che l’occhio di Erwitt ha sempre cercato di cogliere nel suo fissare realtà.
La rassegna, però, vuole aprire anche una riflessione sul ruolo, sempre più pregnante, degli animali domestici nella nostra vita. Ecco allora che, nelle prossime settimane, saranno programmati momenti di approfondimento con il Gruppo cinofilo, l’Enpa, l’Ordine dei veterinari.
Per ritrovare, così come ha fatto Elliott Erwitt, nell’universo canino, un’umanità giusto un po’ più pelosa.

Foto credits (dall'alto):
- Paris, France 1989 © Elliot Erwitt/ Magmum Photos
- New York, Usa 2000 © Elliot Erwitt/ Magmum Photos