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Golf
PILLOLE DI GOLF/332: MATTEO MANASSERO TORNA ALLA VITTORIA DOPO SETTE ANNI

Il veronese si impone al Toscana Alps Open


GAVORRANO (GR) - Centoventisei concorrenti, di cui 51 italiani, erano questa settimana al Pelagone di Gavorrano (Grosseto), a disputare la 14ª edizione del Toscana Alps Open, la terza tappa stagionale dell’Italian Pro Tour. A rendere spettacolari le diciotto buche par 71 del percorso di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/331: A VILLA CONDULMER L'OPEN D'ITALIA DEGLI HICKORY PLAYERS

Il nostro inviato al torneo con i bastoni come un secolo fa


MOGLIANO VENETO - Nel Campo da Golf di Villa Condulmer si è giocato, dal 10 al 12 settembre, il secondo Open Italia degli hickory players. Si è scelto di far concludere il secondo Open Internazionale nella giornata del 12, coincidente con il 12 settembre 1925, giorno conclusivo del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/330: LO SPAGNOLO DE MORAL TRIONFA NEL TORNEO PIÙ ALTO D'ITALIA

Al Gc Cervino la seconda tappa dell'Italian Tour


BREUIL - Sul percorso del Golf Club Cervino, il campo più alto d’Italia a 2.050 metri di quota, si gioca il Cervino Alps Open, secondo appuntamento stagionale dell’Italian Pro Tour, circuito di gare organizzato dalla Federazione Italiana Golf. La serie di tornei è...continua

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80 ritratti di quattro zampe e padroni a Ca' dei Carraresi fino aal 3 febbraio

GLI UMANISSIMI CANI DI ELLIOT ERWITT

A Treviso in mostra le opere del maestro della fotografia


TREVISO - Sostiene che ama fotografare i cani, perché questi, a differenza dei soggetti umani, “non pretendono di vedere una stampa prima della pubblicazione”. Elliott Erwitt ha sempre avuto dalla sua uno humur malinconico e profondo, che ne fa il “Carlie Chaplin” della fotografia, come lo definisce Andrea Holzer, direttrice dell’agenzia Magnum.
Quella visione ironica (e autoironica) della vita che traspare appieno dalle immagini della mostra appena inaugurata a Treviso, sorridente fin dal titolo “I cani sono come gli umani, solo con più capelli”, a Ca’ dei Carraresi, fino al 3 febbraio prossimo.
Non si pensi, però ad Erwitt, nato in Francia da una famiglia di emigranti russi, infanzia trascorsa in Italia, prima del definitivo trapianto a New York, come ad un fotografo di genere. A 90 anni è tuttora considerato uno dei grandi maestri dell’obiettivo. Entrato alla Magnum, tempio del fotogiornalismo, per ragioni anagrafiche subito dopo la generazione dei fondatori Robert Capa ed Henri Cartier Bresson, ne è diventato presto una colonna, seguendo, reflex al collo, presidenti Usa, i funerali di Kennedy, Marylin Monroe e gli attori di Hollywood, Che Guevara e Fidel.
Gli amici a quattro zampe, però, ha iniziato a ritrarli fin da giovane, per strada insieme ai loro padroni, e non ha più smesso.
Di questa vasta produzione, tutta nel bianco e nero di rigore, Marco Minuz, curatore dell’esposizione trevigiana, ha selezionato 80 fotografie: si comincia con la celeberrima del cagnolino al guinzaglio che salta ("provocato" dallo stesso fotografo, come confessò Erwitt).
Dei bipedi spesso si scorgono solo le gambe, ma tanto basta ad evidenziarne la pomposità per contrasto con la genuina empatia dei cani. Che l’occhio di Erwitt ha sempre cercato di cogliere nel suo fissare realtà.
La rassegna, però, vuole aprire anche una riflessione sul ruolo, sempre più pregnante, degli animali domestici nella nostra vita. Ecco allora che, nelle prossime settimane, saranno programmati momenti di approfondimento con il Gruppo cinofilo, l’Enpa, l’Ordine dei veterinari.
Per ritrovare, così come ha fatto Elliott Erwitt, nell’universo canino, un’umanità giusto un po’ più pelosa.

Foto credits (dall'alto):
- Paris, France 1989 © Elliot Erwitt/ Magmum Photos
- New York, Usa 2000 © Elliot Erwitt/ Magmum Photos