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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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80 ritratti di quattro zampe e padroni a Ca' dei Carraresi fino aal 3 febbraio

GLI UMANISSIMI CANI DI ELLIOT ERWITT

A Treviso in mostra le opere del maestro della fotografia


TREVISO - Sostiene che ama fotografare i cani, perché questi, a differenza dei soggetti umani, “non pretendono di vedere una stampa prima della pubblicazione”. Elliott Erwitt ha sempre avuto dalla sua uno humur malinconico e profondo, che ne fa il “Carlie Chaplin” della fotografia, come lo definisce Andrea Holzer, direttrice dell’agenzia Magnum.
Quella visione ironica (e autoironica) della vita che traspare appieno dalle immagini della mostra appena inaugurata a Treviso, sorridente fin dal titolo “I cani sono come gli umani, solo con più capelli”, a Ca’ dei Carraresi, fino al 3 febbraio prossimo.
Non si pensi, però ad Erwitt, nato in Francia da una famiglia di emigranti russi, infanzia trascorsa in Italia, prima del definitivo trapianto a New York, come ad un fotografo di genere. A 90 anni è tuttora considerato uno dei grandi maestri dell’obiettivo. Entrato alla Magnum, tempio del fotogiornalismo, per ragioni anagrafiche subito dopo la generazione dei fondatori Robert Capa ed Henri Cartier Bresson, ne è diventato presto una colonna, seguendo, reflex al collo, presidenti Usa, i funerali di Kennedy, Marylin Monroe e gli attori di Hollywood, Che Guevara e Fidel.
Gli amici a quattro zampe, però, ha iniziato a ritrarli fin da giovane, per strada insieme ai loro padroni, e non ha più smesso.
Di questa vasta produzione, tutta nel bianco e nero di rigore, Marco Minuz, curatore dell’esposizione trevigiana, ha selezionato 80 fotografie: si comincia con la celeberrima del cagnolino al guinzaglio che salta ("provocato" dallo stesso fotografo, come confessò Erwitt).
Dei bipedi spesso si scorgono solo le gambe, ma tanto basta ad evidenziarne la pomposità per contrasto con la genuina empatia dei cani. Che l’occhio di Erwitt ha sempre cercato di cogliere nel suo fissare realtà.
La rassegna, però, vuole aprire anche una riflessione sul ruolo, sempre più pregnante, degli animali domestici nella nostra vita. Ecco allora che, nelle prossime settimane, saranno programmati momenti di approfondimento con il Gruppo cinofilo, l’Enpa, l’Ordine dei veterinari.
Per ritrovare, così come ha fatto Elliott Erwitt, nell’universo canino, un’umanità giusto un po’ più pelosa.

Foto credits (dall'alto):
- Paris, France 1989 © Elliot Erwitt/ Magmum Photos
- New York, Usa 2000 © Elliot Erwitt/ Magmum Photos