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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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Ricordi e commozione a Casa Marani alla proiezione del film con le testimonianza e i ricordi degli anziani

I BAMBINI DELLA GRANDE GUERRA

Presente anche il regista Alessandro Bettero


VILLORBA. Applausi scroscianti, commozione e tante strette di mano per la proiezione pubblica, a Casa Marani, del film “I BAMBINI DELLA GRANDE GUERRA”, alla presenza del regista Alessandro Bettero.
Un film che non ha una voce narrante, come spesso accade per i documentari, ma si sostiene – e molto bene – con le testimonianze dei tanti bambini di allora.
Alcuni di questi il regista li ha trovati proprio nella struttura di Villorba ed è rimasto addolorato nell’apprendere che qualcuno di loro, come la signora Flora, non c’è più. “Lavoro a questo film da qualche anno – ha dichiarato - e ormai li conoscevo bene, per aver trascorso del tempo insieme a loro durante le riprese e poi in tutta la minuziosa opera di montaggio”. Lo ha detto incontrando i parenti degli anziani protagonisti del film, che hanno voluto dimostrargli la loro gratitudine per questo
lavoro impagabile che raccoglie la memoria storica di chi c’era o che di riflesso ha vissuto il primo conflitto mondiale. Una fetta importante di storia documentata anche con preziose immagini dell’epoca. Non sono molte per la verità e realizzate perlopiù da Americani, Francesi e Inglesi. Ed è pregevole, dunque, anche il lavoro di ricerca sulle immagini che supportano i tanti ricordi. C’è chi ha conosciuto un Hemingway ferito, chi non riconosceva più il proprio papà, partito con i baffi e tornato
senza, chi ricorda di aver visto volare il dirigibile Zeppelin. In tanti hanno patito la fame e le deportazioni. Perché non tutti sanno che moltissime famiglie furono costrette a lasciare le loro abitazioni occupate. “Le donne – ricorda un’anziana – piangevano dando un ultimo sguardo alle loro mucche che avevano bisogno di essere munte”. Piccoli particolari che danno l’idea di cosa potesse essere la Grande Guerra anche lontano dal fronte.
“Cercare i testimoni, seguendo la linea del fronte dall’Alto Isonzo fino all’Adige, è stata un’impresa titanica – ha raccontato il regista – così come accertare i racconti perché il film diventasse realmente un pezzo di storia. “Un paese che non ha memoria non ha futuro – ha dichiarato Bettero – per questo
ho cercato di mettere insieme dei tasselli che rischiavano di andar perduti per sempre. E’ stata una generazione straordinaria, che ha affrontato prove che per noi sarebbero insopportabili, che ha vissuto con capacità e coraggio e ci insegna che il dialogo probabilmente è la soluzione migliore per evitare ogni conflitto. Loro la guerra ce l’avevano in casa, mentre i padri e gli zii erano al fronte. In molti non sono più tornati – conclude - ma è un vuoto che si riempie di speranza e di coraggio. Una
lezione di vita per cui sono personalmente grato”.
“La partecipazione alla proiezione è stata una bellissima opportunità offertaci dal regista – commenta Casa Marani - un’occasione per apprezzare il grande lavoro di approfondimento e valorizzazione delle testimonianze e memorie dei tanti Bambini della Grande Guerra.
Un pezzo di storia che ora appartiene alla collettività”. Il film sarà proiettato sul grande schermo a Padova e a Venezia nei prossimi mesi, poi è destinato
alla TV e su richiesta alle scuole. Il sito del film www.ibambinidellagrandeguerra.it è dinamico e accoglierà i frammenti di interviste che non hanno avuto spazio nel film, andando ad arricchire, dopo cento anni e con gli ultimi testimoni, questo importante capitolo della nostra storia.

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