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Golf
PILLOLE DI GOLF/244: AUSTRALIA E SUD AFRICA OPEN, DEBACLE AZZURRA

Italiani sottotono negli ultimi due tornei prima delle festività


TREVISO - Due tornei di rilievo dell’European Tour, prima di una breve pausa.  Ad Albany, New Providence, organizzato in combinata tra European Tour e PGA of Australia, si è giocato l’Isps Anda. sul percorso del Royal Pines (par 72) a Benowa, nel Queensland. Montepremi un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/243: IN AUSTRALIA LA COPPA DEL MONDO A SQUADRE

Vince il Belgio, sesta la coppia azzurra Pavan - Paratore


MELBOURNE - Ancora nel clamore del trionfo di Francesco Molinari alla Race To Dubai, i giocatori azzurri sono chiamati a un altro importante appuntamento. A Melbourne, si gioca la 59ª edizione della Isps Handa Melbourne World Cup of Golf, la Coppa del Mondo a squadre che ha luogo al...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/242: SENZA SOSTA, L'EUROPEAN TOUR RIPARTE DA HONG KONG

La prima tappa della nuova stagione all'anglo-indiano Aaron Rai


HONG KONG - Ancora in aria il fragore per il successo di Francesco Molinari, l’European Tour riparte subito per la nuova stagione 2019, come di consueto in anticipo sull’anno solare. Riprende appena una settimana dopo la conclusione del precedente torneo a Dubai, dove Francesco Molinari...continua

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La Camera di Commerci di Treviso-Belluno presenta i dati dei primi nove mesi del 2018

IL MANIFATTURIERO RALLENTA

Pozza:"Fase di incertezza che non fa bene ai mercati e alle imprese”


TREVISO. Nei primi 9 mesi del 2018 il quadro economico internazionale è stato contraddistinto da una decelerazione della crescita, con dinamiche eterogenee tra i vari Paesi. E’ stato più marcato il rallentamento nelle economie avanzate (in proiezione, il tasso annuo del PIL è dato al +2,4% nel 2018 e si assesterà al +2,1% nel 2019, contro il +2,7% del 2017); mentre nelle economie emergenti lo stesso indicatore è rimasto in linea con i periodi precedenti (+4,7%).

E’ in particolare la componente del commercio mondiale a pesare su questo scenario, per effetto delle misure protezionistiche, che si vanno ad aggiungere all'esaurimento di una politica monetaria espansiva: la variazione annua degli scambi mondiali si assesterà al +4,1% nel 2018 e al +3,8% nel 2019, secondo le previsioni DG-ECFIN rielaborate dall’Istat, dopo che era cresciuto del +4,5% nel 2017.

In questo scenario, che pur mantiene gli indicatori fondamentali in territorio positivo, viene subito da chiedersi quanto esposta sia l’economia italiana, e per conseguenza, quella locale, che alla domanda internazionale si sono sempre agganciate, compensando la debolezza strutturale della domanda interna.

In effetti ha destato preoccupazione fra gli analisti, la crescita congiunturale nulla del PIL italiano nel terzo trimestre, “che ha riflesso prevalentemente la fase di contrazione dell’attività industriale” (ISTAT – Le prospettive per l’economia italiana nel 2018-2019, nota del 21 novembre scorso). Fatto che ha comportato un aggiustamento al ribasso della crescita attesa del PIL per il 2018 (rimodulata al +1,1%).

Il contributo netto della domanda estera al PIL si porta in territorio negativo (-0,2%), mentre restano positivi, pur in decelerazione, sia il contributo degli investimenti fissi lordi (dal +4,3% del 2017 al +3,9% nel 2018), sia quello della domanda interna (dal +1,6 del 2017 al +1,3% del 2018).

Converge su questo scenario l’indice PMI IHS Markit sul manifatturiero italiano: l’indicatore anticipatore di sintesi che intervista ogni mese 400 responsabili acquisti di imprese manifatturiere italiane. Nel mese di ottobre questo indicatore si porta sotto la soglia critica di 50 (area del peggioramento), fatto che non accadeva da agosto 2016. La causa: calo dei nuovi ordinativi, non solo dai mercati esteri ma anche dall’economia domestica (una differenza non di poco conto rispetto alle previsioni poco sopra commentate dell’Istat). 

 Come si posiziona il manifatturiero trevigiano e bellunese rispetto a questo andamento di fondo? Molti degli indicatori monitorati dalla consueta indagine Veneto Congiuntura di Unioncamere, relativamente al terzo trimestre 2018, mettono in evidenza anche per il tessuto produttivo locale primi segnali di rallentamento, soprattutto sul fronte della produzione e della raccolta nuovi ordinativi. Segnali che tuttavia non sembrano allungare ombre particolarmente preoccupanti sul quarto trimestre, vista la prevalenza di giudizi previsivi positivi, pur ispirati da una maggiore cautela.

 Nel dettaglio, per la provincia di Treviso è eloquente l’andamento storico del grado di utilizzo degli impianti, che da quattro trimestri consecutivi tende al ribasso, scivolando dal 75% di fine anno 2017 all’attuale 71,8%. Gli fa da coerente corollario la variazione tendenziale della produzione, che si livella ad un +1,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, dopo aver conosciuto ritmi decisamente più sostenuti nei trimestri precedenti.

 Eloquente anche l’indebolimento della raccolta ordini dal mercato interno: la variazione su base tendenziale si porta in territorio negativo dopo 16 trimestri consecutivi di crescita. Resta invece aggrappata ad un +2,7% la raccolta ordini dal mercato estero, con forte oscillazione negativa rispetto al trimestre precedente (probabile effetto di stagionalità), ma sostanzialmente in linea con quanto rilevato nel primo trimestre dell’anno e nel terzo trimestre del 2017.

 Del +3,1% è l’andamento del fatturato su base tendenziale (rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente). Anche in questo caso una performance non paragonabile a quanto rilevato nel secondo trimestre (+6,4%), ma che si può considerare buona se confrontata con la situazione di un anno fa (e con lo scenario di riferimento).

 Le previsioni per l’ultimo scorcio d’anno, come già anticipato, non vanno a prefigurare ulteriori peggioramenti. Delineano piuttosto un quadro che sembra oscillare fra decelerazione e tenuta. Complessivamente, per tutti gli indicatori (produzione, fatturato, ordini) i saldi tra giudizi di crescita e di flessione restano in territorio positivo, all’insegna dunque di un ciclo che resta moderatamente espansivo, benché non nei termini di un anno fa. Si rilevano però importanti differenze: sono più ispirate a cautela le previsioni relative alla raccolta ordini dall’estero (saldo giudizi di +11, contro i +19 di un anno fa), e alla produzione (+13 contro il +16); una situazione leggermente inversa si registra invece per il fatturato (saldo giudizi a +19 contro il 15 di un anno fa) e per la domanda interna (+12, contro il +7 di un anno fa).

 Per la provincia di Belluno la fotografia congiunturale del manifatturiero presenta  caratteristiche analoghe a quelle della provincia di Treviso, almeno per i dati ex post: tengono anche in questo caso le vendite (fatturato al +3,1% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso), ma la crescita tendenziale su base annua della produzione si appiattisce al -0,4%. 

 Vira in territorio negativo anche la raccolta ordini dal mercato interno (-1,2% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso). Difficile la valutazione sugli ordinativi esteri, stante il fatto che la variazione tendenziale di questo trimestre, comunque positiva (+2,9%) casca subito a valle del picco stagionale di metà anno (+13,3%).

 Le previsioni per il quarto trimestre sono invece più ispirate a scetticismo (e si tenga conto che sono state raccolte prima dei danni dal maltempo): all’opposto di Treviso, i saldi dei giudizi rilasciati dagli imprenditori pendono per la flessione per tutti gli indicatori monitorati, in modo lieve per produzione, fatturato, domanda estera, in modo marcato per la domanda interna (saldo giudizi a -19 contro il +6 di un anno fa). Un segnale di tenuta comunque c’è anche per Belluno: il 64% degli imprenditori valuta stabile la domanda estera, cosa non da poco nello scenario sopra tratteggiato.

“Stiamo pagando una fase di incertezza, tanto a livello internazionale che nazionale, che non fa bene ai mercati e alle imprese” – commenta il Presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Mario Pozza.

 “Poco possiamo fare se il commercio mondiale rallenta. Certo – sottolinea Pozza - dobbiamo evitare di autoinfliggerci, come Italia, ulteriori penalità, valutando bene quali politiche adottare per sostenere la crescita”.

 “Oggi possiamo ancora dire di restare in crescita, seppur più moderata, ma non vorrei che continuasse il rallentamento e ci portasse verso i segni “meno”. Già il territorio bellunese mostra segnali di sofferenza, che sono indipendenti dalla variabile maltempo visti i tempi in cui sono stati raccolti i dati”

 “Ma mi aggrappo ad un dato positivo - chiude il Presidente - : a livello veneto il settore industriale che ha il più elevato ritmo di crescita della produzione è quello dei macchinari (+4,7% rispetto al terzo trimestre dell’anno scorso). Settore trasversale a quasi tutte le nostre province. I macchinari significano investimenti, gli investimenti significano competitività e lavoro. Io dunque non avrei dubbi quale debba essere la priorità per la politica affinché possa essere sostenuta la crescita”.