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Golf
PILLOLE DI GOLF/261: IL RITORNO DELLA TIGRE

Tiger Woods trionfa nel Mastersdi Augusta


AUGUSTA - Questo è il primo Major stagionale, il più ambito. Ha luogo nella consueta cornice dell’Augusta National, in Georgia, quel percorso tanto voluto dal mitico campione Bobby Jones. In Campo è presentela crema dei professionisti,i migliori giocatori del mondo, e tra...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/260: WGC, L'ÉLITE MONDIALE SI SFIDA IN MATCH PLAY

Vittoria a Kisner, ottimo terzo Francesco Molinari


AUSTIN (TEXAS) - È il secondo dei quattro eventi stagionali del World Golf Championship, le cui gare sono di livello inferiore solo ai major. Il WGC -Dell Technologies Match Play che si gioca in Texas sul percorso dell’Austin CC, è di spessore assoluto: nel field sono stati...continua

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PILLOLE DI GOLF/259: AL VIA LA NUOVA STAGIONE DEI GIORNALISTI GOLFISTI

Come di consueto l'Aigg apre il campionato 2019 al Marco Simone


ROMA - La primavera era già esplosa, quando siamo andati a Roma per l’avvio del tour dei giornalisti golfisti. Alla prima giornata di tappa, però, abbiamo preso la pioggia. Come di consueto, il primo incontro era al Marco Simone Golf & Country Club, alle porte di Roma, che...continua

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Docente e preside del Cerletti, ha contribuito a far nascere l'enologia moderna

CONEGLIANO RICORDA LUIGI MANZONI A 50 ANNI DALLA MORTE

Un concorso celebra "l'agronomo degli incroci"


CONEGLIANO - Sono stato invitato a partecipare come giurato a questo concorso, il primo cui l’Istituto Cerletti di Conegliano avesse avuto autorizzazione con decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo (Legge 238/2016, - D.M. 9 novembre 2017). Ho aderito con piacere, interessato per due buoni motivi: prima di tutto la particolare figura del prof Manzoni, e poi perché, di alcuni vini derivanti da suoi ibridi, sono stato produttore (6-013 e 2-15). Nelle mie vigne ebbi soddisfazione dal primo, bianco (riesling renano x pinot bianco), ma nient’affatto dal secondo, rosso (glera x cabernet sauvignon), coltivato parte a Tendone e parte a Guyot. Esaminato il suolo con campionamenti e relative analisi della struttura, Il secondo si dimostrava non adatto alla stratigrafia del suolo in cui vegetava: strato attivo di tessitura troppo ricca di scheletro.
Di Luigi Manzoni genetista, ricercatore, studioso di patologia vegetale, insegnante e preside delle Scuola di Viticoltura ed Enologia di Conegliano fondata nel 1876, primo e a lungo unico Istituto, si può scrivere un grosso tomo. Nell’obiettivo del miglioramento genetico della vite, Luigi Manzoni s’immerse nello studio dell’anatomia della vite, e delle sue patologie all’apparato radicale e fogliare, anche riguardo alla potatura. A lui deve la fama quella scuola, che fu indispensabile riferimento per la preparazione di studiosi ricercatori, e per la diffusione della cultura sulla vite e sul vino, non solo in Italia, ma nel mondo.
Del Manzoni, "l’agronomo degli incroci", ricorre il cinquantenario della scomparsa (1888-1968). Nel desiderio di commemorarne l’importante figura, punto di riferimento per tutte le scuole di enologia e per i produttori vitivinicoli, l’Istituto Cerletti ha promosso alcuni eventi tra i quali questo concorso. Nel 2016, per l’impegno di insegnanti, di studenti e di ex studenti, la Scuola gli ha dedicato un museo, all’interno dell’Istituto “Cerletti”, visitabile. Testimonia le sue ricerche nel campo della vite, e lascia un’eredità scientifica dell’illustre scienziato, guida della più famosa scuola di enologia italiana.
Il concorso enologico cui ho partecipato per la valutazione dei vini, ha lo scopo di portare a conoscenza del pubblico le produzioni ottenute da incroci del prof. Manzoni, in cui la Commissione abbia espresso una valutazione superiore all’ottanta su cento. Non sono in grado in questo momento di poter comunicare il nome dei vincitori, perché alla premiazione non ho potuto essere presente, mi sarebbe piaciuto. Posso dire, però, che erano tutti signori vini.
La vite e il vino: i nostri progenitori trovarono la vite già presente sulla terra, ma dobbiamo arrivare all’homo sapiens per cominciare a conoscerla; la prima vinificazione si ritiene prodotta 5.000 anni fa. Ne parlarono gli scrittori latini tra cui Catone, Virgilio, Orazio. Col passare dei secoli sono state poste alcune attenzioni alla vite, nell’800 Charles Darwin ne studiò l’origine della specie, ma questo non valse a significare una enologia di più soddisfacente livello. Sempre nell’800 arrivarono dall’America l’oidio e la peronospora, poi la fillossera, la vigna continuava a essere coltivata alla buona, l’uva era vinificata senza cognizioni scientifiche, il vino difficilmente conservabile. Di quello che riusciamo a bere oggi, tanto merito va appunto al professor Manzoni, che contribuì a far nascere l’enologia moderna.
Ho già avuto occasione di partecipare come giurato a concorsi sui vini. Questo al Cerletti era per me speciale, per le ragioni espresse in apertura. Delle numerose commissioni insediate composte di enologi e da alcuni giornalisti, ho fatto parte della n° 4, prevalentemente dedicata agli spumanti, salvo un paio che erano secchi. Diciannove vini, tutti rigorosamente frutto di ibridazioni studiate dal Manzoni. L’ambiente, le persone, la moderazione dell’agronomo Enzo Michelet, tutto significava compostezza, ed è con impegno e serietà che ho dato il mio contributo; sono curioso di venire a conoscenza se il mio parere è stato conforme ai più legittimati e autorevoli conoscitori, se sono andato vicino a individuare il migliore.
Paolo Pilla