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Golf
PILLOLE DI GOLF/302: FRATELLO E SORELLA IN GARA NELLO STESSO TORNEO

All'Isps Handa Open in Australia in contemporanea field maschile e femminile


AUSTRALIA - Siamo al terzo torneo stagionale del Ladies PGA Tour: l'Isps Handa Vic Open realizzato in collaborazione con Australian Ladies Professional Golf, in programma sui due percorsi del 13th Beach Golf Links (Beach Course, e Creek Course), in Australia. a Geelong nello Stato del Victoria. In...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/301: SAUDI INTERNATIONAL NEL SEGNO DI G-MAC

Graeme McDowell conquista la tappa in Arabia Saudita dell'European Tour


EDDA - Siamo in Arabia Saudita, al Royal Greens King Abdullah Economic City, vicino a Gedda, polemizzata sede della Supercoppa Juve - Milan del 16 gennaio scorso. Alcuni grandi Campioni hanno rinunciato a giocare, nonostante che oltre ai premi in palio, avrebbero ricevuto rilevanti premi di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/300: PRIMA VITTORIA DA PRO PER L'EX CALCIATORE LUCA HERBET

L'australiano si impone a sorpresa nel Dubai Desert Classic


DUBAI - Concluso il Championship di Abu Dhabi, l’European Tour è rimasto ancora negli Emirati Arabi Uniti, per la disputa dell’Omega Dubai Desert Classic. Si gioca sul percorso dell’Emirates GC, a Dubai, con sei italiani in campo: Edoardo Molinari, Andrea Pavan, Renato...continua

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Il messaggio natalizio del Vescovo di Vittorio Veneto Mons. Corrado Pizziolo

"NATALE, OSPITALITA' D'AMORE"

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL MESSAGGIO


VITTORIO VENETO. Tante persone della mia età ricorderanno sicuramente una struggente poesia natalizia di Guido Gozzano, La notte santa. Nei suoi versi il poeta segue il penoso cammino di Maria e di Giuseppe a Betlemme alla ricerca di un po’ di posto per la notte in cui Maria deve partorire. E mentre il campanile scocca lentamente le ore, i due sposi si sentono ripetere continuamente che, per loro, non c’è posto. Né l’oste del Moro, né quello del Caval Grigio, né quello del Cervo Bianco né l’ostessa dei Tre Merli aprono la porta ai due poveretti. La risposta che più mi è rimasta in mente la dà, comunque, l’oste di Cesarea: “Un vecchio falegname? Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente? L’albergo è tutto pieno di cavalieri e dame; non amo la miscela dell’alta e bassa gente!”.

A pensarci, quest’ultima è un’espressione davvero straordinaria. Il mistero del Natale, se volessimo esprimerlo con altre parole, potremmo definirlo proprio così: è l’evento in cui il figlio dell’Altissimo ha voluto “miscelarsi” con la bassa gente. Con quella bassa gente che siamo noi. L’espressione “Non amo la miscela dell’alta e bassa gente” equivale a quest’altra: “Non amo ciò che è avvenuto in quella stalla di Betlemme!”. Perché a Betlemme è avvenuto proprio questo: la miscela dell’alta e bassa gente. Dio stesso ha voluto farsi uomo, piantando la sua tenda in mezzo a noi, assumendo fino in fondo, compresa la morte, la nostra condizione umana. Per usare un termine che abbiamo adottato per il nostro cammino pastorale di quest’anno, potremmo dire che Dio ha aperto il suo cuore per ospitare, senza riserve, la nostra povera umanità e insegnarci a diventare noi stessi ospitali come lui. Certo, “miscelandosi”… identificandosi con i più poveri di questo mondo, ha corso (e continua a correre) il rischio di essere rifiutato e di non vedere accolto il suo messaggio: “Venne fra i suoi e i suoi non l’hanno accolto”.

Anche oggi, infatti, non è assolutamente facile, neppure per noi, vivere l’ospitalità che caratterizza il cuore di Dio, Padre e Figlio. E, se ci pensiamo, il motivo è fondamentalmente lo stesso per cui Maria e Giuseppe non sono stati accolti a Betlemme: anche noi non amiamo “la miscela dell’alta e bassa gente”. Chi è povero, bisognoso, malato, forestiero... istintivamente ci disturba. Ci fa paura. Scombina i nostri progetti e ci costringe a “spostarci” per fargli posto nel nostro tempo e nei nostri beni. Quanto difficilmente siamo disposti a farlo!

La paradossalità del Natale è questa: ci commoviamo (giustamente) di fronte al presepio dove vengono presentati due giovanissimi sposi costretti a far nascere il loro bambino in una stalla, ma induriamo istintivamente il nostro cuore quando si tratta di far posto nel nostro tempo e nella nostra vita a persone che vivono lo stesso dramma di Maria e di Giuseppe. Natale: mistero di ospitalità che Dio ha offerto a noi e proposta di un’ospitalità di amore che noi siamo chiamati ad offrire a Lui e a coloro che ne hanno bisogno e bussano alle porte del nostro cuore. Cari fratelli e sorelle è questo l’augurio che faccio a tutti per questo nuovo Natale che il Signore ci dona di vivere: che possiamo accogliere in noi l’amore ospitale di Dio che viene a visitarci, diventando a nostra volta capaci di gesti di ospitalità e di amore verso i nostri fratelli.

È quanto siamo invitati a vivere in ogni celebrazione eucaristica, luogo di ospitalità evangelica. Diventi, questo Natale, uno stimolo forte e luminoso a muoverci in questa direzione, che è quella dell’umanità nuova che Gesù è venuto ad annunciare e attuare: un’umanità di figli di Dio e di fratelli.

+ Corrado Pizziolo