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Golf
PILLOLE DI GOLF/308- CAMPI/23: GOLF CLUB COLLI BERICI

Bel gioco e non solo nella pedemontana vicentina


BRENDOLA - La terra berica è territorio che ha del mistero, un Veneto che affascina: incantano le sue rocce, le sue grotte carsiche, i suoi mulini ad acqua, le numerose antiche fontane al servizio dei lavatoi. Tutto da scoprire è il fascino di villa Giulia, i cui dintorni, chiamati...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/307: IL CORONAVIRUS FERMA ANCHE IL PLAYERS CHAMPIONSHIP

Il prestigioso torneo annullato dopo il primo giro


FLORIDA (USA) - Facciamo un commento all’evento, pur sapendo che la competizione non arriverà all’ultimo giro. Vince infatti il Coronavirus, alla conclusione della prima giornata.Il Players Championship è il torneo di maggiore importanza del PGA Tour. Si gioca al...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/306: AL QATAR MASTERS, SUCCESSO DI JORGE CAMPILLO

L'iberico vince il testa a testa con lo scozzese Drysdale


QATAR - Sarebbe stato mio desiderio seguire le imprese di Francesco Molinari, intento a difendere il titolo nella 54ª edizione dell’Arnold Palmer Invitational, la prestigiosa gara dedicata al grande architetto campione di golf. All’azzurro è però capitato un...continua

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Oggi il giudizio con rito abbreviato per fatti dell'agosto 2014

TRAGEDIA DEL MOLINETTO DELLA CRODA, ASSOLTI GLI IMPUTATI

Per il giudice il fatto non sussiste


REFRONTOLO - Il fatto non sussiste: con questa motivazione sono sono stati tutti assolti i quattro indagati per la tragedia del Molinetto della Croda, dove, la sera del 2 agosto 2014 il torrente Lierza straripò e persero la vita quattro persone, partecipanti ad un evento conviviale.
Dopo lunghe indagini, la Procura di Treviso aveva chiesto il rinvio a giudizio per Valter Scapol, presidente della Pro loco di Refrontolo, l’architetto Annalisa Romanelli, all’epoca responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, l’architetto Leopoldo Saccon e il geologo Celeste Granziera, entrambi tecnici della Tepco, la società che aveva fornito una consulenza per la redazione del Pat comunale. Disastro colposo, omicidio colposo, organizzazione di manifestazione senza autorizzazione le ipotesi di reato loro contestate, a vario titolo. In sintesi, secondo i pm, i tre professionisti avrebbero sbagliato a non indicato nei piani urbanistici l’area del disastro come a rischio idrogeologico. Per il presidente della Pro Loco, Scapol, l’accusa era di aver concesso la tensostruttura nei pressi del Molinetto senza la necessaria autorizzazione municipale.

IL PROCESSO
I quattro avevano scelto di procedere con il rito abbreviato: nel processo tenutosi oggi a Treviso, il giudice ha disposto l’assoluzione. La stessa Procura, invece, aveva già chiesto l’archiviazione per il sindaco di Refrontolo, Loredana Collodel: non aveva la possibilità di confutare la documentazione tecnica fornita dagli esperti.
In quella sera d’estate di quattro anni fa, a causa della forti piogge, il torrente era esondato e l’ondata di acqua e fango aveva travolto il tendone in cui si stava svolgendo la tradizionale Festa dei omi: Maurizio Lot, Luciano Stella, Giannino Breda e Fabrizio Bortolin non erano riusciti a mettersi in salvo.
Chiuso il procedimento, penale resta aperta la causa civile.

ZAIA: "FINISCE UN INCUBO PER IL VOLONTARIATO"
Sull’assoluzione per la tragedia del Molinetto della Croda di Refrontolo, è intervenuto anche il presidente della Regione Luca Zaia. “Con questa sentenza finisce un incubo per quattro persone accusate, ma anche per il mondo del volontariato, messo sotto accusa con il presidente della Pro Loco”, sottolinea il governatore “E’ un bene – prosegue il numero uno della Regione – che questa sentenza abbia fatto chiarezza su tutta la vicenda, escludendo responsabilità che finivano per ricadere su tutto il settore del volontariato, composto da gente che dona ore e lavoro alla comunità”. Al contempo, Zaia rivolge un ricordo alle vittime, “che non potremo mai dimenticare”, e alle loro famiglie “alle quali siamo tutti vicini, come singoli e come comunità”.

LA SODDISFAZIONE DELLE PRO LOCO
Anche l'Unpli, l'Unione delle Pro loco, accoglie con soddisfazione la pronucia di assoluzione: "Questa è vera giustizia nei confronti di persone che hanno subito una catastrofe di carattere eccezionale e non prevedibile - dichiara il presidente Giovanni Follador -. Una tragica fatalità che, oltre a causare un immenso dolore, ha rischiato di mettere sotto accusa tutto il mondo delle Pro Loco".
Lo stesso Follador ricorda le vittime dell'esondazione: "Inevitabilmente il pensiero va a chi ha subito le dirette conseguenze di questa tragedia - aggiunge - ma dobbiamo difendere e tutelare il lavoro di migliaia di volontari che non possono dedicare il loro tempo e le loro risorse alla e per la comunità con una spada di Damocle pronta ad abbattersi su di loro anche quando la tragedia è causata da fatalità o cause non ponderabili. Ancora grazie a tutte le Pro Loco del Veneto che hanno dimostrato in vari modi la loro solidarietà nei confronti della pro loco di Refrontolo e del suo presidente Scapol".