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Golf
PILLOLE DI GOLF/271: MATTHEW JORDAN ALL'ULTIMO COLPO NELL'ITALIAN CHALLENGE

L'inglese si impone al playoff sull'azzurro Scalise


MONTEROSI (VT) - Usciamo per un po’ dagli schemi del PGA, e dell’European Tour, per vedere come vanno le cose con l’Italian Challenge. Il Challenge Tour è il tour di golf professionale maschile europeo di secondo livello. È gestito dal PGA European Tour e, come per...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/270: IL GOLF ABBRACCIA LA SOLIDARIETA’

A Ca' della Nave l'undicesimo Trofeo Par 108


MARTELLAGO - Non finisce di stupire il Par 108. È nato bene, ed è un continuo crescendo: per l’affiatamento dei soci, e la buona organizzazione. Domenica il loro Comitato ha programmato una Louisiana a quattro giocatori, 18 buche stableford sul percorso del Club di Ca della...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/269: SETTE AZZURRI IN GARA IN GERMANIA PER L'EUROTOUR

Con una spettacolare rimonta Andrea Pavan vince il Bmw International


MONACO DI BAVIERA (GER) - Edoardo Molinari, Guido Migliozzi, Nino Bertasio, Lorenzo Gagli, Andrea Pavan, Filippo Bergamaschi e Renato Paratore reduce quest’ultimo dall’US Open, sua prima esperienza in un major, scendono in campo al Golf Club München Eichenried di Monaco di Baviera,...continua

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Ipotesi di spostamento in un altro sito in provincia

STEFANEL, CASSA INTEGRAZIONE PER TUTTI I DIPENDENTI

Interessati 244 addetti su 253, compresi quelli dei negozi


PONTE DI PIAVE - Stefanel è pronta a chiedere la cassa integrazione per la quasi totalità dei suoi dipendenti: 244 su 253 in forza in Italia.Di questi, circa 80 lavorano nel quartier generale di Ponte di Piave, il resto è costituito dagli addetti dei negozi diretti sparsi in molte regioni.
La cassa integrazione straordinaria durerà 12 mesi e per ottenerla l'azienda dichiererà lo stato di crisi aziendale, con conseguenti esuberi: non significa che tutti i 244 lavoratori rischiano il licenziamento. Come di prassi in simili casi, la platea ampia serve a consentire di poter attuare una cassa a rotazione, coprendo solo una parte dell'orario lavorativo, ma per più persone. Alla fine, comunque, qualcuno rimarrà a casa. Il numero preciso, spiega una nota dell'azienda, "dipenderà dal piano oggi allo studio da parte del consiglio d’amministrazione della società”. Il gruppo trevigiano, infatti, gravato da oltre 295 milioni di debito, ha presentato domanda di concordato preventivo in bianco.
Nell'incontro tra l'azienda e i sindacati di oggi pomeriggio, i manager hanno indicato anche la possibilità di mantenere le funzioni di logistica, coordinamento prodotto e stile, import- export, contatti con i fornitori, (che in gergo vengono definite "operation") in un "differente sito aziendale, ubicato il provincia di Treviso". Ipotesi che ha alimentato nuovamente i timori di chiusura dello stabilimento di Ponte di Piave, pur smentita nei giorni scorsi dall'impresa. Dopo che le lavorazioni produttive sono già da tempo affidate all'esterno, lo storico quartier generale, peraltro, rischia di essere svuotato, dal momento che anche altre attività verrebbero spostate alla sede di Milano o esternalizzate.
Nei prossimi giorni verrà avviato il tavolo per definire nei dettagli l'articolazione dell'ammortizzatore sociale.