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Golf
PILLOLE DI GOLF/331: A VILLA CONDULMER L'OPEN D'ITALIA DEGLI HICKORY PLAYERS

Il nostro inviato al torneo con i bastoni come un secolo fa


MOGLIANO VENETO - Nel Campo da Golf di Villa Condulmer si è giocato, dal 10 al 12 settembre, il secondo Open Italia degli hickory players. Si è scelto di far concludere il secondo Open Internazionale nella giornata del 12, coincidente con il 12 settembre 1925, giorno conclusivo del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/330: LO SPAGNOLO DE MORAL TRIONFA NEL TORNEO PIÙ ALTO D'ITALIA

Al Gc Cervino la seconda tappa dell'Italian Tour


BREUIL - Sul percorso del Golf Club Cervino, il campo più alto d’Italia a 2.050 metri di quota, si gioca il Cervino Alps Open, secondo appuntamento stagionale dell’Italian Pro Tour, circuito di gare organizzato dalla Federazione Italiana Golf. La serie di tornei è...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/329: BRILLA SEMPRE PIÙ LA GIOVANE STELLA DI RASMUS HOJGAARD

Il 19enne danese trionfa all'Isps Handa Uk Championship


SUTTON COLDFIELD (GBR) - Con l'Isps Handa Uk Championship, eccoci alla conclusione dell’”UK Swing”, con due azzurri in campo: Edoardo Molinari e Lorenzo Scalise, unici due italiani presenti al torneo che conclude il ciclo di sei gare denominate “UK Swing”, e che...continua

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Ipotesi di spostamento in un altro sito in provincia

STEFANEL, CASSA INTEGRAZIONE PER TUTTI I DIPENDENTI

Interessati 244 addetti su 253, compresi quelli dei negozi


PONTE DI PIAVE - Stefanel è pronta a chiedere la cassa integrazione per la quasi totalità dei suoi dipendenti: 244 su 253 in forza in Italia.Di questi, circa 80 lavorano nel quartier generale di Ponte di Piave, il resto è costituito dagli addetti dei negozi diretti sparsi in molte regioni.
La cassa integrazione straordinaria durerà 12 mesi e per ottenerla l'azienda dichiererà lo stato di crisi aziendale, con conseguenti esuberi: non significa che tutti i 244 lavoratori rischiano il licenziamento. Come di prassi in simili casi, la platea ampia serve a consentire di poter attuare una cassa a rotazione, coprendo solo una parte dell'orario lavorativo, ma per più persone. Alla fine, comunque, qualcuno rimarrà a casa. Il numero preciso, spiega una nota dell'azienda, "dipenderà dal piano oggi allo studio da parte del consiglio d’amministrazione della società”. Il gruppo trevigiano, infatti, gravato da oltre 295 milioni di debito, ha presentato domanda di concordato preventivo in bianco.
Nell'incontro tra l'azienda e i sindacati di oggi pomeriggio, i manager hanno indicato anche la possibilità di mantenere le funzioni di logistica, coordinamento prodotto e stile, import- export, contatti con i fornitori, (che in gergo vengono definite "operation") in un "differente sito aziendale, ubicato il provincia di Treviso". Ipotesi che ha alimentato nuovamente i timori di chiusura dello stabilimento di Ponte di Piave, pur smentita nei giorni scorsi dall'impresa. Dopo che le lavorazioni produttive sono già da tempo affidate all'esterno, lo storico quartier generale, peraltro, rischia di essere svuotato, dal momento che anche altre attività verrebbero spostate alla sede di Milano o esternalizzate.
Nei prossimi giorni verrà avviato il tavolo per definire nei dettagli l'articolazione dell'ammortizzatore sociale.